Polizia di Stato – Questura di Asti. “Il tuo punto di vista ci interessa!”
La percezione dei giovani della provincia di Asti sulla violenza di genere.
Polizia di Stato di Asti – Tra i mesi di marzo e giugno, 3.539 studenti delle scuole superiori della provincia di Asti hanno partecipato all’indagine sulla percezione della violenza di genere, realizzata dalla Questura di Asti in collaborazione con L’Orecchio di Venere, Fondazione Giovanni Goria e Prime Minister – Scuola di politica per giovani donne.
I risultati, presentati oggi presso il polo universitario UniAstiss alla presenza tra gli altri del Questore Marina Di Donato, dell’Ispettore della Polizia di Stato Sara Satragni e della responsabile de L’Orecchio di Venere Elisa Chechile, restituiscono uno spaccato significativo sulla conoscenza del fenomeno e sulla capacità dei giovani di riconoscerne i segnali.
Infatti, il 94,3% degli intervistati dichiara di conoscere le definizioni di violenza di genere e domestica, ma il 74% non conosce il centro antiviolenza L’Orecchio di Venere e il 63% non conosce il numero nazionale 1522.
Particolarmente significativo il dato sul vissuto personale: 744 studenti, pari al 21%, dichiarano di aver subito una forma di violenza, mentre 1.525, pari al 43%, riferiscono di avervi assistito.
Dall’indagine emerge inoltre una maggiore difficoltà nel riconoscere alcuni comportamenti di controllo e violenza psicologica, come il pedinamento, il divieto di svolgere attività in autonomia e l’insistenza dopo un rifiuto.
Nel corso del sonadaggio, il Questore Di Donato ha sottolineato l’importanza di riconoscere i primi segnali: “C’è un momento in cui questo comincia a stonare, ed è in quel momento lì che bisogna ascoltare la nostra mente”, ricordando che la Questura non è soltanto il luogo della denuncia, ma anche uno spazio di ascolto e orientamento.
L’Ispettore Satragni ha illustrato ai ragazzi le modalità di accoglienza negli uffici della Polizia di Stato e gli strumenti di prevenzione disponibili, tra cui l’ammonimento del Questore, sottolineando l’importanza di intervenire tempestivamente prima che le situazioni possano degenerare.
Il sondaggio conferma quindi il valore della prevenzione e dell’informazione tra i giovani, affinché riconoscere i campanelli d’allarme e sapere a chi rivolgersi diventino strumenti concreti per contrastare la violenza di genere.
3.539 questionari raccolti | marzo-giugno 2026
Perché nasce il progetto
“Il tuo punto di vista ci interessa” nasce dalla volontà delle Istituzioni coinvolte di conoscere direttamente il punto di vista dei giovani sulla violenza di genere, sui comportamenti che possono rappresentarne segnali e sugli strumenti di aiuto presenti sul territorio.
L’indagine è promossa dalla Questura di Asti e dal Centro Provinciale Antiviolenza “L’Orecchio di Venere”, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Goria ETS e le ragazze del progetto Prime Minister – Scuola di politica per giovani donne di Asti.
Il progetto prende forma nel novembre 2025. A partire dall’esperienza dell’anno precedente, il confronto tra istituzioni, professioniste e partecipanti a Prime Minister porta a una scelta precisa: per comprendere realmente il punto di vista delle nuove generazioni, non basta chiedere loro di rispondere a domande costruite dagli adulti, ed è utile coinvolgerle anche nella costruzione dello strumento con cui le si vuole ascoltare.
Le partecipanti a Prime Minister sono state coinvolte in un percorso di co-progettazione coordinato dalla Fondazione Giovanni Goria ETS, hanno analizzato il questionario, hanno discusso sui temi e proposto nuove domande, sono intervenute sul linguaggio, sulla struttura e sulle modalità di compilazione, contribuendo alla costruzione della nuova indagine.
Una scelta nata dalla volontà delle Istituzioni di conoscere prima di intervenire, ascoltare prima di interpretare, confrontarsi prima di proporre risposte. L’obiettivo non è quindi soltanto raccogliere dati, ma creare un’occasione di dialogo capace di avvicinare i ragazzi alle Istituzioni e, nello stesso tempo, far conoscere i servizi e gli strumenti già presenti sul territorio ai quali rivolgersi in caso di bisogno.
Gli obiettivi
L’indagine ha raccolto il punto di vista dei partecipanti su quattro ambiti: riconoscimento delle diverse manifestazioni della violenza; conoscenza dei servizi e degli strumenti di supporto; opinioni sulle possibili azioni di prevenzione; rapporto diretto o indiretto con esperienze di violenza.
Il questionario aveva anche una funzione informativa: durante la compilazione venivano presentate le definizioni di violenza di genere, violenza contro le donne e violenza domestica; alcuni possibili campanelli d’allarme nelle relazioni e, nella parte conclusiva, i principali riferimenti nazionali e territoriali ai quali rivolgersi in caso di necessità.
Come è stata realizzata l’indagine
Il questionario, anonimo e volontario, è stato realizzato attraverso Google Moduli ed era composto da 22 domande, 37 considerando le sottosezioni attivate in base alle risposte fornite. Comprendeva domande chiuse, scale di valutazione, domande aperte e spazi facoltativi nei quali era possibile raccontare esperienze personali.
La raccolta dei dati è iniziata il 2 marzo 2026 e la rilevazione è stata definitivamente chiusa il 10 giugno 2026. Sono stati raccolti complessivamente 3.539 questionari.
La diffusione è avvenuta presso gli istituti secondari di secondo grado della Provincia di Asti attraverso la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale, delle scuole, dei dirigenti scolastici e dei docenti.
L’indagine ha raggiunto 12 istituti: A.F.P. Colline Astigiane, I.I.S. A. Castigliano, I.I.S. B. Alfieri – Liceo Artistico, I.I.S. G.A.
Giobert, I.I.S. G. Penna, I.I.S. N. Pellati di Nizza Monferrato e Canelli, I.I.S. V. Alfieri – Liceo Classico, I.P. Q. Sella, I.P.P.
C.F. Gauss, I.S.A. Monti, I.T.I.S. A. Artom e Liceo Scientifico F. Vercelli.
Il campione in numeri
| INDICATORE | DATO |
| Questionari raccolti | 3.539 |
| Istituti secondari di II grado della provincia raggiunti | 12 |
| Popolazione scolastica complessiva dei 12 istituti | 7.865 |
| Questionari attribuiti agli istituti della provincia di Asti | 3.439 |
Tasso complessivo di partecipazione 43,7%
| Risposte valide/classificabili per anno di nascita | 3.529 |
| Nati tra il 2007 e il 2011 | 3.326 – 94,2% |
| Studenti delle scuole secondarie di II grado | 3.451 su 3.526 – 97,9% |
| Genere femminile / maschile | 1.755 / 1.700 |
Il livello di partecipazione varia tra i diversi istituti, dal 17,2% all’85,5%.
Conoscenza del fenomeno
Tra le 3.448 risposte classificabili, 3.250 partecipanti (94,3%) dichiarano di conoscere già le definizioni di violenza di genere, violenza contro le donne e violenza domestica; 198 (5,7%) dichiarano di non conoscerle.
Percezione della violenza
Le forme più esplicite ricevono le valutazioni di gravità più elevate. Il livello massimo della scala viene attribuito dall’81,9% alla diffusione senza consenso di immagini o video intimi, dal 78,6% alla minaccia di diffonderli e dal 75,5% all’aggressione fisica al partner. Seguono il pedinamento (62,5%), impedire al partner di svolgere attività in autonomia (59,5%) e l’insistenza dopo un rifiuto (58,9%). Le valutazioni risultano più distribuite per alcuni comportamenti riconducibili al controllo e alla violenza psicologica.
Differenze tra ragazze e ragazzi
Nel confronto tra genere femminile e maschile, le ragazze attribuiscono più frequentemente il livello massimo di gravità ai comportamenti analizzati. Le differenze risultano maggiormente evidenti per alcuni comportamenti di controllo, violenza psicologica e molestia; sulle forme più esplicite le valutazioni sono elevate in entrambi i gruppi.
Conoscenza degli strumenti di aiuto
Il 74% dichiara di non conoscere il Centro Provinciale Antiviolenza “L’Orecchio di Venere”; il 19% ne ha sentito parlare e il 7% dichiara di conoscerlo. Il 63% non conosce il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, mentre il 37% dichiara di conoscerlo. 124 partecipanti dichiarano di aver sentito il bisogno di contattare il Centro Antiviolenza senza averlo fatto; 11 dichiarano di essersi rivolti al servizio. Il 22%, pari a 770 partecipanti, dichiara, inoltre, di conoscere qualcuno che ha sentito il bisogno di rivolgersi a figure professionali per fenomeni legati alla violenza di genere.
Esperienze dirette e indirette
Alla domanda “Hai mai subito atti di violenza?”, alla quale il questionario associava violenza verbale, fisica, psicologica, sessuale o economica, anche online:
| RISPOSTA | N. | % | |
| Sì | 744 | 21% | |
| No | 2.212 | 62% |
Preferisco non rispondere 315 9%
| Non lo so | 268 | 8% |
Alla domanda “Ti è mai capitato di assistere a episodi di violenza?”:
| RISPOSTA | N. | % |
| Sì | 1.525 | 43% |
| No | 1.557 | 44% |
| Non saprei | 457 | 13% |
Questi risultati descrivono esclusivamente quanto dichiarato dai rispondenti e non rappresentano necessariamente l’esperienza dell’intera popolazione giovanile della Provincia di Asti.
Un elemento di lettura
Uno degli elementi che emerge con maggiore chiarezza è lo scarto tra la conoscenza dichiarata del fenomeno e quella degli strumenti concreti di tutela e supporto. Il 94,3% dichiara di conoscere le principali definizioni relative alla violenza; il Centro Provinciale Antiviolenza è conosciuto dal 7% e il 1522 dal 37%.
Il dato individua uno degli ambiti sui quali il progetto concentra la propria funzione informativa: non soltanto riconoscere la violenza, ma sapere dove, come e a chi chiedere aiuto.
Le risposte aperte: indicazioni qualitative
Accanto alle domande chiuse, il questionario ha lasciato spazio alla voce diretta dei partecipanti.
Le risposte aperte sono state oggetto di una lettura qualitativa separata dall’analisi quantitativa. Tra i temi che ricorrono nelle proposte per la prevenzione emergono educazione, con riferimenti all’educazione affettiva, emotiva e sessuale; dialogo e confronto; informazione e sensibilizzazione; riconoscimento precoce dei comportamenti a rischio; richiesta di aiuto e ruolo di scuola, famiglia, istituzioni e servizi territoriali. In una parte delle risposte compare anche il tema dell’inasprimento delle pene.
Gli spazi facoltativi hanno inoltre permesso a una parte dei partecipanti di raccontare esperienze vissute o osservate.
Dai dati al confronto
La restituzione dei risultati del 21 settembre 2026 al Polo Universitario Rita Levi Montalcini – UniAstiss rappresenta una nuova fase dello stesso percorso di ascolto.
I dati tornano ai ragazzi e diventano il punto di partenza per un confronto diretto con le Istituzioni e i servizi del territorio su domande concrete: come riconoscere i campanelli d’allarme in una relazione; cosa fare quando si subisce o si assiste a una violenza; cosa accade quando si denuncia; che cosa fa il Centro Antiviolenza e come vi si accede. Il percorso torna così ai ragazzi da cui è partito.
Per maggiori informazioni: segreteria@fondazionegoria.it, dipps108.00f0@pecps.poliziadistato.it o centroascolto@criasti.it

