Monopattini elettrici, arriva la rivoluzione
Una giornata simbolica per la micromobilità italiana. È quella vissuta a Foggia, dove il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha applicato personalmente la prima targa a un monopattino elettrico in Italia.
Un gesto che segna l’inizio di una nuova fase per la mobilità urbana leggera, quella che negli ultimi anni ha riempito strade e marciapiedi senza una regolamentazione davvero strutturata. La visita si è svolta presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, dove vengono prodotti i nuovi “targhini” destinati ai monopattini.
Parte la regolamentazione
Per anni i monopattini elettrici sono stati sinonimo di libertà, ma anche di zone grigie dal punto di vista normativo. Ora però il quadro è destinato a cambiare in modo deciso.
Dal 16 maggio 2026 entreranno infatti in vigore nuove regole che introducono obblighi precisi: targa identificativa e casco. Un pacchetto completo che punta a rendere questi mezzi più sicuri, sia per chi li utilizza sia per gli altri utenti della strada. Durante l’incontro, Salvini è stato chiaro nel sottolineare l’obiettivo della riforma: garantire maggiore tutela in caso di incidenti. L’assenza di regole, fino ad oggi, ha spesso lasciato le vittime senza strumenti concreti per ottenere risarcimenti.
“Casco, targa e assicurazione per il bene di chi usa il monopattino e di chi è vittima di un incidente“, ha ribadito il ministro, mettendo al centro il tema della responsabilità.
Il ministro ha acceso i riflettori sui rischi legati all’uso dei monopattini, spesso modificati per raggiungere velocità elevate: “A volte, truccati, vanno anche a 40, 50, 60 all’ora”. Da qui la necessità di intervenire con strumenti di identificazione e responsabilità. Il vicepremier ha poi rivendicato i risultati ottenuti con il nuovo Codice della strada, introdotto nel 2024: “La sicurezza stradale è una delle mie priorità, da ministro e da genitore. Nel primo anno di nuovo Codice abbiamo avuto oltre 100 morti in meno e più di mille feriti in meno”.
Come saranno le targhe dei monopattini
Le nuove targhe saranno di dimensioni ridotte, pensate appositamente per i monopattini: circa 5 x 6 centimetri, compatte e facilmente applicabili. Ogni targa sarà composta da 3 lettere e 3 numeri, creando un codice identificativo univoco. Una particolarità importante è che la targa sarà personale, quindi non legata al mezzo ma al proprietario.
Parte così la vera disciplinazione di questi mezzi, che fino ad oggi hanno circolato in una sorta di limbo normativo.
Per anni, infatti, i monopattini elettrici hanno viaggiato senza obblighi chiari: niente targa, niente assicurazione e niente casco obbligatorio in molti casi. Con la nuova normativa, destinata a entrare in vigore dal 16 maggio 2026, questi veicoli diventeranno finalmente identificabili sia in caso di incidente sia durante i controlli delle forze dell’ordine.
Poi si penserà alle bici
La regolamentazione dei monopattini potrebbe essere solo il primo passo. Durante la visita a Foggia, Salvini ha infatti aperto anche al futuro della mobilità su due ruote, pur mantenendo un approccio prudente. Il mondo delle biciclette, sempre più centrale nelle città italiane, resta per ora escluso da obblighi come targa e assicurazione.
“Per il momento siamo ai monopattini“, ha spiegato il ministro, sottolineando però come il settore delle due ruote sia comunque al centro degli investimenti pubblici, soprattutto per quanto riguarda piste ciclabili e infrastrutture dedicate.
L’assicurazione arriva dopo
Se per l’obbligo di targa la tempistica è dietro l’angolo, lo stesso non si può dire per l’assicurazione. Negli ultimi giorni, infatti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dei Trasporti hanno accolto la richiesta dell’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) di posticipare l’obbligo assicurativo al 16 luglio 2026. Una scelta dettata da motivi pratici: serviva più tempo per permettere alle compagnie di organizzare prodotti adeguati e agli utenti di adeguarsi senza caos. Di fatto, quindi, il percorso sarà graduale: prima l’introduzione del targhino e delle regole base, poi il completamento del sistema con la copertura assicurativa obbligatoria.
- Chi può intestarsi la polizza
Potranno richiedere il contrassegno (e quindi la polizza collegata) tutti i maggiorenni e anche i minori a partire dai 14 anni; nel caso degli under 18, la domanda dovrà essere presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale. - In caso di sinistro sono coperti solo i danni causati dal proprietario o da chiunque sia alla guida del monopattino?
Se il monopattino è condiviso tra più membri della famiglia, ad esempio genitori e figli maggiorenni, conviene valutare se la polizza RC Auto contiene la clausola che copre tutti i conducenti o solo l’intestatario; nel secondo caso, un incidente causato da un familiare, non indicato in polizza, potrebbe non essere coperto. La risposta dipende quindi dalle condizioni contrattuali di ciascuna polizza secondo la prassi contrattuale attualmente in uso. Vanno quindi attentamente visionate le condizioni di polizza prima della sottoscrizione della stessa. - Massimali minimi obbligatori
Una polizza garantisce il massimale minimo previsto dalla legge: 6,45 milioni di euro per i danni alle persone e 1,3 milioni di euro per quelli alle cose.
Questi valori corrispondono agli stessi minimi del Codice delle Assicurazioni (D.Lgs. 209/2005) già previsti per autoveicoli, moto e ciclomotori. - La rivalsa: c’è e verso chi
Un aspetto delicato riguarda i casi in cui l’assicurazione, pur esistente, prevede il diritto di rivalsa: questo può accadere quando il conducente viola gravemente le condizioni di polizza o le norme del Codice della Strada, come nel caso di guida in stato di ebbrezza o di uso del veicolo in modo non consentito.
Per i monopattini è prudente verificare se la polizza prevede clausole di rivalsa anche in caso di guida senza casco (obbligatorio) o di trasporto non consentito di un passeggero.
La rivalsa si esercita verso il proprietario, o verso il conducente effettivo se diverso, in difetto di diverse previsioni contrattuali. La polizza può prevedere una clausola di rinuncia alla rivalsa da parte della compagnia, che può essere richiesta all’atto della sottoscrizione della polizza. - Il nodo della polizza RC Famiglia: è davvero sufficiente?
Un errore frequente è ritenere sufficiente per il monopattino una generica polizza RC capofamiglia o una polizza di RC per la vita privata: molte di queste coperture escludono espressamente i veicoli soggetti a obbligo di assicurazione RC Auto.
Inoltre, la polizza RC Auto, obbligatoria per legge per il monopattino, deve riportare il codice del contrassegno identificativo del monopattino stesso per avere validità legale, il che, di fatto, esclude le generiche polizze famiglia, che non sono configurate per gestire tale contrassegno identificativo in collegamento con la piattaforma monopattini del Ministero dei Trasporti | MIT. - Il collegamento con la piattaforma ANIA
La piattaforma monopattini del MIT è interoperabile con la piattaforma delle coperture assicurative RC Auto dell’ANIA: il contrassegno identificativo di ogni monopattino viene associato automaticamente dal sistema ai dati della relativa copertura assicurativa, consentendo alle forze dell’ordine verifiche incrociate in tempo reale.
Questo significa che la polizza RC Auto del monopattino emessa da ciascuna compagnia di assicurazione deve essere “registrata” nella piattaforma ANIA, non semplicemente esistere su carta.
Una rivoluzione definitiva che mette fino all’uso selvaggio dei monopattini.

