Tartufarte a Montechiaro d’asti
Sabato 7 e domenica 8 novembre 2026, va in onda il nuovo look dell’arte della fiera nazionale del tartufo bianco del Monferrato.
Arte e cultura non stop, iniziata in primavera con Golosaria, ed è proseguita in estate con rete romanica in collina, poi con arte al patrono, provocazioni artistiche: aspettando Montechiaro al Palio di Asti, ora con Tartufarte e continua con la collettiva d’arte contemporanea fino all’Epifania 2027.
L’arte come forma di relazione, è il cuore concettuale delle iniziative culturali di Tartufarte e delle mostre storico-artistiche curate dal cenacolo d’arte ARTPALIO, nell’ex sede storica del palio, in via V. Emanuele,8 , nella via dei famosi voltoni. Il valore dell’iniziativa risiede anche in questa dimensione , riportare lo sguardo verso territori che spesso rimangono fuori dalle mappe principali della cultura e del turismo, riconoscendo nei piccoli centri, a dirla dai funzionari del FAI, recentemente in visita ai tesori artistici ed architettonici di Montechiaro, non semplici luoghi di conservazione, ma realtà ancora capaci di produrre cultura, relazioni e nuove possibilità di scoprire tesori nascosti e dimenticati, e rivalutati da blogger, ormai, “montechiaresi” come Elena e Fillip sul loro canale “RussAmericanta”, nella foto allegata, come la storia del voltoni, capaci di raccontare il mondo contadino del primo novecento, il loro ruolo nella tradizione architettonica e rurale, nati come opere di contenimento per il territorio. Sotto alle grandi arcate, un tempo ospitavano, fienagioni, depositi di covoni di grano in attesa della battitura, ricovero di attrezzi agricoli e bestiame, con la rigenerazione culturale, fine novecento, inizio terzo millennium , è diventato un luogo di aggregazione, mostre d’arte, esposizione di contadinerie, da sabato 7 novembre in occasione della fiera, la notte del tartufo…i voltoni del gusto…del territorio.
Per superare la carenza di spazi espositivi classici, le opere vengono ospitate in luoghi storici e simbolici del territorio come le aule dell’ex scuola elementare di via Piesenzana che ospita i martelli d’epoca a cura di Antonio Casarin e la rassegna stampa sull’evoluzione della Fiera del Tartufo dal 1988, non mancheranno le mostre d’arte , hanno gìà dato la loro adesione: Elena Bellaviti, Giuseppe Bonavia, Silvia Borelli Lenta, Marina Bottero, Gisella Carlevaro, Giuseppe De Angelis, Raffaella Di Benedetto, Pietro Macchiolo,Olga Manganiello, Emma Massa, Rosalba Masone Beltrame, Gerlando Meli, Lorenzo Meneghel, Carla Novello, Federico Olivero, Cesare Oneda, Libero Petrone, Giovanni Petrucci, Crissi Piras, Cristina Raselli, Rossella Rossi Forza, Sonia Simoneschi, Daniela Soccol, Sikke Couperus, Giuliano Tacite.
Mostra fotografica Gente del mio paese al palio 1976 a cura di Domenico Binello
I presepi di Rita con materiali riciclati
“l’amore non alza le mani, ma ti prende per mano” mostra contro la violenza sulle donne a cura di Virginia Salvi e Beatrice Bonino da Cortemilia
7 Anni di gloria, la superba rinascita della corsa del Palio (1929-1935) con alcuni costumi d’epoca, quando partecipava il comune di Montechiaro, ed un ricordo del rettore storico e vincente Gianmarco Rebaudengo in occasione della 50° partecipazione al Palio di Asti (1976-2026)


