Cultura e Spettacolo

Passepartout 2026, presentata la nuova edizione

Passepartout, il festival culturale della Città di Asti arrivato alla 23esima edizione, offre un ricco programma che tocca come sempre i temi più vari, dalla geopolitica alla storia, passando per economia, società, diritti, musica e letteratura. Si svolgerà da lunedì 1 a domenica 7 giugno, organizzato dalla Biblioteca Astense Giorgio Faletti con la Città di Asti e la Regione Piemonte.

Dichiara il Sindaco Maurizio Rasero: “Passepartout resta un momento di incontro molto atteso nel calendario culturale della città. Si affronta come sempre un ampio ventaglio di temi insieme a ospiti competenti e prestigiosi, inseriti in un programma di qualità e aperto a tutti, stimolante e di sicuro richiamo”.

Aggiunge l’Assessore alla Cultura Paride Candelaresi: “Voci è un titolo che ci predispone subito all’ascolto, che poi è uno dei superpoteri di Passepartout: far incontrare le persone per sentire, pensare, domandare e confrontarsi, sui temi più diversi. Il tutto sotto il cielo della nostra bella città, che può sembrare scontato ma non lo è. Asti continua la sua crescita di proposte culturale ed eventi, consolidando la sua posizione sulla mappa degli eventi da non perdere e, in continuità con AstiTeatro, AstiLirica e AstiMusica, contribuisce a tracciare un solco sempre più lungo, solido e fecondo dove poter seminare idee e proposte per raccogliere emozioni ed esperienze che durano nel tempo”

Il Festival Passepartout 2026 si intitola “Voci”, come spiega il direttore scientifico Alberto Sinigaglia: “In un periodo che forse è il più rumoroso della storia – tra immagini di guerre che gridano anche se non hanno il sonoro – ascoltiamo voci pacate, serene. Che ci aiutino a ragionare; a ripassare fatti e figure della nostra storia; a guardare la società, il mondo per individuare possibili rotte di un futuro migliore.  Passepartout è cultura da condividere, è consapevolezza, speranza e progetto”.

“Voci” è un titolo che porta con sé il doppio respiro della libertà e della sua negazione.

Ci sono le voci ascoltate, che diventano espressione di dialogo e partecipazione.

E ci sono le voci dimenticate, inascoltate, che restano ai margini e chiedono spazio. Ci sono le voci che resistono, che cantano, che si fanno musica, arte e poesia.

A volte le voci si alzano, si fanno urlo, si trasformano in prevaricazione nel tentativo di sovrastare le altre.

Un festival dedicato alle voci è allora un invito ad ascoltarle nella loro pluralità: quelle che danno forma al presente, quelle che custodiscono la memoria, quelle che aprono possibilità di futuro. Ogni voce porta con sé una storia, un’emozione, un frammento di verità. Metterle in relazione significa accogliere una pluralità che non è rumore, ma coro di umanità.

Prestare la voce è anche attraversare un’altra identità. Lo fa l’attrice che si lascia abitare da un’altra vita, lo fa il regista che decide il ritmo, il silenzio, il modo in cui una storia prende vita.

In ognuno di questi gesti, la voce diventa un passaggio segreto: un ponte invisibile che permette a un’altra esistenza di farsi ascoltare.

Un festival dedicato alle voci nasce da qui: dal desiderio di fermarsi ad ascoltare. Non una voce sola, ma molte.

Ascoltare, allora, non è solo un gesto. È una scelta. È il primo atto di ogni libertà.

La Presidente della Biblioteca Astense Roberta Bellesini sottolinea: “La parola voci porta con sé un’eco profonda, che non è solo e semplice suono. Le voci sono presenza. Sono tracce di identità perché ogni voce racconta qualcosa di unico.

Poi ci sono le voci collettive, quelle di una comunità, che possono unirsi in armonia oppure sovrapporsi fino a diventare rumore.

Le “voci” possono essere quindi ponti invisibili tra le persone, tra l’interno e l’esterno di noi stessi. Passepartout 2026 sarà un’occasione per provare a gettare nuovi ponti”. 

Conclude Alessia Conti, Direttrice della Biblioteca Astense: “Voci è un tema che richiama immediatamente la responsabilità dell’ascolto e il valore della parola come strumento di relazione e conoscenza. Con Passepartout 2026 vogliamo dare spazio a una pluralità di voci – letterarie, civili, intime e collettive – che nella Biblioteca Astense trovano ogni giorno un luogo di incontro e di dialogo. Il festival rappresenta per la nostra comunità un’occasione preziosa per fermarsi ad ascoltare, confrontarsi e riconoscersi nella ricchezza delle differenze.”

Questo il programma di Passepartout 2026

Lunedì 1° giugno

Ore 21

Lidia Ravera

In dialogo con Marco Balzano

Vedi alla voce giovani

Lidia Ravera

Giornalista e scrittrice, ha raggiunto la notorietà nel 1976 con il suo romanzo d’esordio Porci con le ali, manifesto di una generazione e longseller con tre milioni di copie vendute (nei Tascabili Bompiani, anche in versione graphic novel). Ha scritto trenta opere di narrativa. Gli ultimi romanzi, Piangi pure (da cui è stato tratto lo spettacolo Nuda proprietà, diretto da Emanuela Giordano, con Paolo Calabresi e Lella Costa), Gli scadutiIl terzo tempoAvanti, parla, sono pubblicati da Bompiani, come la novella autobiografica Tempo con bambina e il racconto La somma di due (da cui è tratto lo spettacolo Sorelline di e con Marina Massironi e Nicoletta Fabbri, diretto da Elisabetta Ratti). Per Einaudi ha pubblicato Age Pride. Per liberarci dai pregiudizi sull’età (2023, da cui è stato tratto l’omonimo spettacolo diretto da Emanuela Giordano, con Alessandra Faiella) e Volevo essere un uomo (2025). Ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione.

Marco Balzano

Scrittore e poeta, collabora con le pagine culturali del Corriere della Sera. Da quest’anno cura il programma di Book City Milano. Per Sellerio ha pubblicato i romanzi: Il figlio del figlio (Premio Corrado Alvaro Opera prima, riproposto da Einaudi negli ET Scrittori nel 2022), Pronti a tutte le partenze (Premio Flaiano) e L’ultimo arrivato (Premio Campiello). Per Einaudi ha pubblicato Resto qui (2018 e 2020) che ha vinto – tra gli altri – il Premio Elba, il Premio Bagutta, il Premio Mario Rigoni Stern, e che è stato finalista al Premio Strega e in Francia ha conseguito il Prix Méditerranée. Per Einaudi ha inoltre pubblicato Le parole sono importanti (2019), Quando tornerò (Premio per la Cultura Mediterranea; 2021 e 2022), Nature umane (2022), Café Royal (2023 e 2024), Bambino (2024, vincitore Premio Giovanni Comisso Sezione Narrativa 2025) e L’ultimo arrivato (2026). Presso Feltrinelli sono usciti Cosa c’entra la felicità? (2022) e Ti ricordi, papà? (2023, con illustrazioni di Riccardo Guasco). I suoi libri sono tradotti in molti Paesi.

Martedì 2 giugno

Ore 18

Sebastian Schwarz

in dialogo con Alberto Bazzano

Una voce molto fa

Sebastian Schwarz

è responsabile Compagnie di Canto del teatro Alla Scala di Milano.

Musicista e manager culturale ha ricoperto incarichi apicali presso alcune delle più prestigiose istituzioni operistiche europee, tra cui quelli di Sovrintendente e Direttore Artistico del Teatro Regio di Torino e di General and Artistic Director della Glyndebourne Festival Opera. È inoltre stato Direttore Artistico del Festival della Valle d’Itria e dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, Vice Direttore Artistico del Theater an der Wien e Direttore Artistico della Wiener Kammeroper, dove ha fondato il primo Young Artist Program della città di Vienna. Ha studiato canto e musicologia a Berlino e presso il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, perfezionando la propria formazione con una laurea in management culturale e teatrale all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Accanto all’attività direttiva, Schwarz è fortemente impegnato nella formazione delle nuove generazioni di artisti e manager culturali. Insegna e svolge attività di mentoring nell’ambito dell’Opera Management Course e del Career Management Course di Opera Europa, oltre a collaborare con numerosi Young Artist Programs internazionali. È cofondatore e tuttora Direttore Artistico del Concorso Internazionale per l’Opera Barocca Pietro Antonio Cesti (Innsbruck Festival of Early Music), membro di giuria di importanti concorsi internazionali di canto e fondatore nonché primo presidente di giuria del Glyndebourne Opera Cup (2018). È Vicepresidente della Internationale Richard Strauss Gesellschaft e membro del consiglio della Europäische Musiktheater-Akademie. Nel 2015 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia dal Presidente della Repubblica.

Alberto Bazzano

Avvocato e giornalista, è membro dell’Associazione Nazionale Critici Musicali. Collabora con la rivista L’Opera, una delle più importanti testate italiane del settore.

Ore 21

Giulio Base

In dialogo con Baba Richerme

Dare voce al cinema

Giulio Base

Èdirettore del Torino Film Festival e del Festival del Cinema italiano di Madrid.

Diplomato alla Bottega Teatrale diretta da Vittorio Gassman, dal 1983 lavora nello spettacolo. Come regista ha firmato oltre trenta lavori per cinema e televisione, e come attore è stato diretto da alcuni dei più grandi nomi, da Ridley Scott a Nanni Moretti.

Ha vintonumerosi premi nazionali e internazionali e fa parte del Mensa (associazione di persone dotate di alto QI). Ha conseguito una laurea in Lettere e una in Teologia.

Baba Richerme

Giornalista professionista, critico cinematografico è in Rai dall’88 dove dal ’94, è stata una delle “Voci” del Giornale Radio e di RaiRadio1 con la qualifica di Inviato Speciale di Cultura e Spettacolo, firmando servizi, corrispondenze, rubriche, speciali, recensioni, interviste con i grandi personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura per i tre GR Rai e per i programmi di Radio1. È stata tra i conduttori dei settimanali di Radio1 “Prima Fila”, “Incontri d’autore”, “Il Baco del Millennio”. In Tv su Raitre è con Umberto Broccoli e Claudio Ferretti in “L’Una italiana”. È stata Giurato nella sezione “Un Certain Regard” al 57° Festival di Cannes, è Giurato dei David di Donatello e del Festival di Doppiaggio “Voci nell’ombra”.

Mercoledì 3 giugno

Ore 18

Alessandro Vanoli

in dialogo con Carmela Giglio

Nel mediterraneo il destino dell’Europa

Alessandro Vanoli

Storico e scrittore, si laurea a Bologna in Storia della Filosofia medievale. Al dottorato a Venezia in Storia Sociale europea, seguono dieci anni di insegnamento a Bologna di Politica comparata del Mediterraneo. Dal 2012 inizia ad abbandonare la carriera accademica, affiancando l’attività di saggista a un sempre maggiore interesse nei confronti della comunicazione e della divulgazione.

Collabora con festival culturali, dagli inizi con Torino Spiritualità, sino, in tempi recenti, al Festival del medioevo, al Festival della letteratura di Mantova e tanti altri).

A quella radiofonica, con la collaborazione con Radio Rai 3, affianca un’intensa attività teatrale.  Oltre alle numerose pubblicazioni e partecipazioni a programmi televisivi, collabora dal 2017 con il Corriere della Sera, in particolare alle pagine della Lettura. Moltissime le recensioni e le interviste per la stampa e radio. Dal 2022 Collabora anche con la Gazzetta del Mezzogiorno dove tiene la rubrica quindicinale Mediterranea-Mente.

Carmela Giglio

Ovunque nel mondo, i suoi servizi hanno dato e danno voce non solo ai grandi della storia, ma anche ai protagonisti che il mondo dell’informazione condanna spesso a restare nelle retrovie. Che si tratti dei lavoratori turchi spaventati dalla crisi economica; delle profughe yazide messe in fuga dai jihadisti del Califfato; dei giovani libici traditi prima dal regime e poi dall’illusione della libertà; dei migranti che mettono in gioco la propria vita per inseguire un barlume di speranza nel futuro. Fino alle donne. spesso giovanissime, che dall’Iran all’Afghanistan, alla Turchia sfidano il potere. Senza averne paura.

Dalla redazione Esteri del quotidiano romano Il Tempo alla Rai, prima al Tg1 e successivamente al Giornale Radio. 

Ore 21

Roberto Card. Repole

Arcivescovo della Diocesi di Torino e Vescovo di Susa. È membro del Dicastero per la dottrina della Fede e del Dicastero per le Cause dei Santi.

Nel 2024 viene creato cardinale da Sua Santità Papa Francesco.

Consegue la Licenza e Dottorato in Teologia sistematica presso la Pontificia Università Gregoriana. È Presidente dell’Associazione Teologica Italiana (ATI) dal 2011 al 2019. Tra le sue principali pubblicazioni: Il Pensiero Umile. In ascolto della Rivelazione –  Citta Nuova 2007; L’Umiltà della Chiesa – Qiqajon 2009; Come stelle in terra. La Chiesa all’epoca della secolarizzazione – Cittadella 2012; La Chiesa e il suo dono. La Missione tra Teo-logia ed ecclesiologia –  Queriniana 2019; Il Dono dell’Annuncio. Ripensare la Chiesa e la sua missione – San Paolo 2021; Sperare è ancora possibile.  Il messaggio di San Francesco, una luce oltre il buio del nostro tempo a cura D. Agasso – PIEMME 2024.

Giovedì 4 giugno

Ore 18

Benedetta Tobagi

in dialogo con Elena Ciccarello

L’eco degli spari e delle bombe. I cosiddetti “anni di piombo”

Benedetta Tobagi

Scrittrice e storica, collabora con «La Repubblica». È stata conduttrice e autrice radiofonica per la Rai. Segue progetti didattici e attività di formazione docenti sulla storia degli anni Settanta e del terrorismo con la “Rete degli archivi per non dimenticare” e altre associazioni.

Ha pubblicato i volumi Come mi batte forte il tuo cuore. Storia di mio padre (Einaudi 2009 e 2011), Una stella incoronata di buio. Storia di una strage (Einaudi 2013 e 2019), La scuola salvata dai bambini. Viaggio nelle classi senza confini (Rizzoli 2016 e 2017), il saggio Piazza Fontana. Il processo impossibile (Einaudi 2019), La Resistenza delle donne (Einaudi, 2022, vincitore del Premio Campiello 2023, da cui ha tratto un reading teatrale e la serie podcast La Resistenza delle donne. Voci partigiane), Segreti e lacuneLe stragi tra servizi segreti, magistratura e governo (Einaudi 2023), Le stragi sono tutte un mistero (collana Fact checking Laterza 2024) e, con la fotografa Paola Agosti, Covando un mondo nuovo. Viaggio tra le donne degli anni Settanta (Einaudi 2024). Nel 2025, con Mario Calabresi e Sara Poma, ha scritto e portato in scena il racconto teatrale Anni Settanta. Terrore e diritti.

Elena Ciccarello

Elena Ciccarello, giornalista e direttrice responsabile di lavialibera, insegna Sociologia della devianza presso l’Università del Piemonte orientale. In passato redattrice del mensile Narcomafie, ha collaborato per diversi anni con il fattoquotidiano.it Dal 2015, docente di giornalismo al Master interuniversitario Apc – Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione. Nel 2025, come direttrice di lavialibera, ha ricevuto il Premio Stefanese e nel 2024 il Premio nazionale per l’impegno civile Marcello Torre.

Ore 21

Ospite in via di definizione

Venerdì 5 giugno

Ore 18

Don Luigi Ciotti

Il coraggio di dire

Don Luigi Ciotti

Con l’obiettivo di “saldare la terra al cielo”, don Luigi Ciotti ha fondato nel 1965 a Torino il Gruppo Abele, espressione di un impegno sociale fatto di accoglienza e servizi alle persone ma insieme di proposta culturale, educativa e in senso lato “politica”. Oggi il “Gruppo” lavora accanto a giovani e adulti con problemi di dipendenza, donne costrette alla prostituzione, migranti, malati di Aids, famiglie in difficoltà. Convinto che solo il “noi” possa costruire cambiamento e giustizia sociale, nel 1995 don Ciotti ha dato origine a Libera, che oggi coordina l’impegno di oltre 1.600 realtà in Italia, in Europa e in America Latina, attive nel contrasto alla criminalità organizzata, alle mafie e nella promozione di una cultura della legalità e della responsabilità.

Ore 21

Gianfranco Astori

in dialogo con Carlo Cerrato

Via della Costituzione

Gianfranco Astori

È Consigliere del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’informazione dal 2015. È Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

Giornalista dalla fine degli anni Sessanta, nel 1976 diventa responsabile dell’ufficio stampa e relazioni esterne dell’Istituto per le relazioni tra l’Italia e i Paesi dell’Africa, America Latina e Medio Oriente. Direttore responsabile dell’agenzia di stampa Asca dal 2009 al 2014. Dal 2011 al 2013 ha diretto, per lo stesso gruppo editoriale, anche il settimanale Airpress. Responsabile dell’Ufficio per l’Italia del Parlamento europeo, è stato anche Consigliere per l’informazione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri ed il Ministero della Difesa. Deputato al Parlamento nella IX, X, XI legislatura repubblicana, ricopre in vari governi l’incarico di sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni culturali ed ambientali. Sindaco di Rassa (Provincia di Vercelli) nel 1970, ultimo presidente del Consiglio di Valle Valsesia e primo presidente del Comprensorio di Borgosesia, mentre nel 1975 e nel 1980 ha rappresentato il collegio Varallo-Alta Valsesia nel Consiglio dell’amministrazione provinciale di Vercelli, della quale è stato anche assessore.

Carlo Cerrato

Giornalista professionista dal 1978, è Direttore della Fondazione Giovanni Goria e Presidente della Fondazione Gente&Paesi. Ha lavorato alla “Gazzetta del Popolo” dal 1976 al 1980.
Redattore e caposervizio nella redazione Rai a Torino dalla nascita del Tg3 al 1992. È stato poi Caporedattore regionale per la Valle d’Aosta, dal 1992 al 1998, Assistente del Direttore del Tg3 per i rapporti con le Tv delle Regioni di frontiera, Caporedattore regionale per la Liguria dal 2000 al 2007, quindi Caporedattore centrale per il Piemonte dal 2007 al 2013. È stato inoltre responsabile delle trasmissioni nazionali Tgr Leonardo (RaiTre), Ambiente Italia (RaiTre) e Montagne (RaiDue).

Ha pubblicato numerosi libri tra cui “La televisione del Villaggio” (Daniela Piazza, 1993), “L’Ulivo di Argostoli” (De Ferrari, 2003), “Mani Bianche Zona Rossa” (Erga, 2021), “Milli una donna”, (Gente&Paesi Edizioni, 2023).

Sabato 6 giugno

Ore 18

Giordano Bruno Guerri

Se fossi il Grillo parlante

Scrittore, giornalista e studioso del XX secolo, Presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani e della Fondazione Collodi. Dal 2015 direttore di GardaMusei, dal 2020 è Sovrintendente della Fondazione Erice Arte di Erice. Dopo essersi laureato nel 1974 inizia a lavorare per la Garzanti come correttore di bozze. Colleziona poi diverse esperienze nel campo del giornalismo e dell’editoria. Nel 1985 è Direttore del mensile Storia illustrata, nel 1986 direttore editoriale per Mondadori. Dal 2003 al 2005 ha diretto l’Indipendente. Docente di storia contemporanea. I suoi saggi di storia sono tradotti in numerose lingue.

Ore 21

Telmo Pievani

Uniti per la vita

Simbiosi e cooperazione: strategie vincenti nell’evoluzione

Evoluzionista, filosofo della scienza, saggista, insegna Filosofia delle Scienze Biologiche nel Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova ed è visiting scientist presso l’American Museum of Natural History di New York. Dal 2017 al 2019 è stato Presidente della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica. Autore di 375 pubblicazioni, tradotte in molte lingue, i suoi libri più recenti sono: Tutti i mondi possibili (Cortina, 2024); Imperfezione (Cortina, 2019); Finitudine (Cortina, 2020); Serendipità (Cortina, 2021); La natura è più grande di noi (Solferino, 2022). Socio di importanti società scientifiche e dell’Editorial Board di riviste internazionali, dirige i portali Pikaia e Il Bo LIVE. Vincitore di 17 premi, autore di libri anche per bambini sull’evoluzione, insieme alla Banda Osiris, al collettivo “Deproducers”, a Gianni Maroccolo e a Marco Paolini è artefice di progetti teatrali e musicali a tema scientifico. Collabora con Il Corriere della Sera e con le riviste Le Scienze, Micromega e L’Indice dei Libri.

Domenica 7 giugno

Ore 18

Alessandra Necci

Il mondo cambiato dalle donne

Alessandra Necci 

Direttore di Palazzo Reale di Napoli, ha la delega per le Gallerie Estensi di Modena e Sassuolo.

È scrittrice storica e biografa e ha pubblicato numerose biografie che hanno ricevuto molti premi. Cura da anni una rubrica settimanale culturale sul Messaggero di Roma dal titolo “Le Donne nella Storia e nel Mito”. Si è laureata in Legge all’università La Sapienza nel ’92. Si è specializzata a Sciences Politiques a Parigi e ha poi lavorato in Francia. È avvocato iscritto all’albo. Ha lavorato molti anni nelle Istituzioni italiane.

Insegna Storia dell’Economia alla facoltà di Impresa e Management della Luiss Guido Carli.

Ore 21

Flavia Piccoli Nardelli

in dialogo con Agnese Pini

La Repubblica delle italiane

Flavia Piccoli Nardelli

Presidente dell’AICI, l’Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane, costituita da 183 Istituti, Accademie e Fondazioni, nata nel 1992 per “tutelare e valorizzare la funzione delle Istituzioni di cultura, nelle quali la Costituzione della Repubblica riconosce una componente essenziale della comunità nazionale”. Laureata in filosofia all’Università La Sapienza, ha insegnato in varie scuole romane e per più di vent’anni è Segretario Generale dell’Istituto Luigi Sturzo, uno dei grandi istituti italiani che conservano la memoria della cultura politica del nostro Paese. Lascia l’incarico con l’elezione a deputata nel 2013, per due mandati fino al 2022. Nella XVIII legislatura è Segretario di Presidenza del Gruppo del Partito Democratico alla Camera dei deputati con delega al coordinamento dell’attività dell’area cultura, scienza, istruzione, e anche membro della Commissione “Cultura, Scienza e Istruzione” alla Camera e della Commissione bicamerale di Vigilanza sui Servizi Radiotelevisivi. Nella XVII legislatura viene eletta presidente della Commissione Cultura della Camera dal 21 luglio 2015. Ha fatto parte Direttivo dell’Intergruppo Parlamentare Cultura e Sviluppo, che riuniva sessanta deputati di tutti gli schieramenti, per affrontare il tema della cultura per lo sviluppo del Paese. Tra gli altri incarichi, ha fatto parte del Consiglio d’amministrazione del Consorzio Baicr Sistema Cultura (Biblioteche Archivi Istituti Culturali Romani), occupandosi di alta formazione e di formazione a distanza, ed è stata Membro del Comitato Esecutivo dell’Aici, lavorando a progetti sui nuovi modelli di gestione e fruizione e sulle trasformazioni economiche in atto nel settore dei beni culturali.

Agnese Pini

Classe 1985, dirige da agosto del 2019 La Nazione, prima donna in 160 anni di storia del quotidiano. Dal primo luglio 2022 è stata nominata anche Direttrice Responsabile di QN Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino e Il Giorno. Nel maggio del 2025 è stata nominata presidente della casa editrice Longanesi.

Passepartout Off

Ancora un appuntamento per quello che Kipling descriveva come il campo del “grande gioco”: l’Afghanistan, con il suo mitico Passo Kyber, porta tra due mondi sulla Via della Seta, è la terra in cui, nel 2001 si è accesa la prima scintilla del fuoco che oggi incendia il Medio Oriente. Delle “voci”, spesso inascoltate, che la storia manda dall’Afghanistan parlerà Domenico Quirico, conversando con Vanni Cornero e Gianfranco Imerito

Venerdì 12 giugno

Ore 18

Domenico Quirico

In dialogo con Vanni Cornero e Gianfranco Imerito

La voce dell’Afghanistan

Domenico Quirico è giornalista de La Stampa, responsabile degli esteri, corrispondente da Parigi e ora inviato. Ha seguito in particolare tutte le vicende africane degli ultimi vent’anni dalla Somalia al Congo, dal Ruanda alla primavera araba. Ha vinto i premi giornalistici Cutuli e Premiolino e, nel 2013, il prestigioso Premio Indro Montanelli. Ha scritto quattro saggi storici per Mondadori (AduaSquadrone biancoGenerali e Naja) e Primavera araba per Bollati Boringheri. Presso Neri Pozza ha pubblicato Gli Ultimi. La magnifica storia dei vinti e Il paese del male. Nel 2024 ha pubblicato per Rizzoli Kalashnikov. Dal Vietnam all’Ucraina, in un’arma la storia del secolo crudele, e nel 2025 Le quattro jihad.

In dialogo con Quirico il giornalista Vanni Cornero e Gianfranco Imerito, inventori e curatori del format “La Grande Storia”.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e si tengono nel cortile della Biblioteca Astense.

A introdurli Roberta Bellesini Faletti, presidente della Biblioteca, e una lettura a cura dell’attrice Ileana Spalla.

In caso di maltempo gli incontri previsti in cortile si terranno al Palco 19, in via Ospedale 19.

Gli incontri verranno trasmessi in streaming sulla pagina Facebook del festival, e successivamente saranno disponibili sul canale YouTube di Passepartout. 

Maggiori dettagli e aggiornamenti su www.passepartoutfestival.it e sulle pagine social www.facebook.com/PassepartoutFestival ,www.instagram.com/passepartout_festival .

Passepartout si avvale del sostegno di Città di Asti, Regione Piemonte, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Fondazione CRT, ed è sponsorizzato da Reale Mutua Assicurazioni, Bosca Spumanti e Fineco.

In collaborazione con Polo del ‘900, Fondazione Goria, Diocesi di Asti, Ethica, L’Arcoscenico.

Media partner: La Stampa.

Partner tecnici: 3periodico; Team Service.

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