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Agricoltura, riduzione costo contribuzione Inail ai fini infortunistici

Una revisione che deriva dal calo degli incidenti sul lavoro.
Asti Agricoltura: “risultato importante che testimonia l’impegno costante degli imprenditori agricoli per la sicurezza sul lavoro”

Anche la Confagricoltura di Asti plaude alla revisione delle aliquote antinfortunistiche INAIL per i datori di lavoro agricoli che dispongono di manodopera sia a tempo determinato che indeterminato. Si passa, dunque, da una quota che superava il 13% ad una pari all’ 8,5%.

Asti Agricoltura esprime soddisfazione in seguito a questa revisione che riconduce a livelli più sostenibili il carico contributivo INAIL. Un risultato ottenuto fortunatamente anche grazie alla diminuzione del numero degli infortuni sul lavoro in agricoltura“, afferma Gabriele Baldi, presidente di Asti Agricoltura. “Nell’ultimo decennio, nel settore agricolo, i dati INAIL registrano un trend decrescente degli infortuni sul lavoro e a febbraio di quest’anno il confronto con pari periodo dello scorso anno evidenziava che il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un -8,0% in Agricoltura (da 3.370 a 3.099) – commenta ancora Baldi – un risultato importante, che testimonia l’efficacia delle campagne di informazione e prevenzione da parte degli enti preposti, nonché l’impegno costante degli imprenditori agricoli per la sicurezza, la formazione e la responsabilità sociale d’impresa“.

Un ruolo importante, negli ultimi anni, lo hanno avuto anche le campagne di sensibilizzazione messe in atto dalle istituzioni locali. E’ il caso di “Asti Si Cura”, progetto promosso dalla Prefettura di Asti nell’ambito dell’Osservatorio provinciale per il monitoraggio degli infortuni sul lavoro e la sicurezza dei lavoratori, alla quale ha sempre aderito la Confagricoltura di Asti con iniziative sul territorio. “Abbiamo sempre evidenziato come la contribuzione chiesta alle imprese agricole fosse sproporzionata rispetto al rischio presente nel settore primario, anche in confronto a quanto riservato agli altri comparti produttivi. Riteniamo che questa misura possa alleggerire la pressione contributiva, dando un nuovo slancio alle aziende che possono permettersi di investire maggiormente nella sicurezza, migliorando l’equilibrio complessivo del sistema assicurativo e rafforzando la propria competitività”, concludono i vertici dell’Organizzazione agricola astigiana. Già a dicembre 2025, Confagricoltura aveva accolto con soddisfazione l’inserimento, nel “Decreto sicurezza”, di una norma ad hoc che autorizzava la riduzione delle aliquote a partire dal 1° gennaio 2026.
La circolare emanata ieri dall’INPS, sulle aliquote contributive per il settore agricolo, conferma questo importante risultato.
Ora si attende l’ultimo passaggio ufficiale: il decreto attuativo interministeriale che dovrebbe giungere a breve. “Dal punto di vista economico, si tratta di una riduzione strutturale del costo del lavoro, importante in una provincia come quella di Asti dove la manodopera agricola è fondamentale in varie fasi della produzione vitivinicola, settore oggi in difficoltà. Finalmente si corregge un disequilibrio tra la contribuzione richiesta ai datori agricoli ed il rischio effettivo in campagna, retaggio di un passato ormai ampiamente superato grazie alla tecnologia, l’utilizzo diffuso dei DPI e gli investimenti, anche innovativi, in termini di sicurezza” precisa Mariagrazia Baravalle, direttore della Confagricoltura di Asti, che poi conclude con un auspico “Speriamo che il completamento dell’iter attuativo si concluda in tempi brevi in modo da rendere pienamente operativa la misura e consentire alle imprese del settore di operare con una certezza in più sui costi da effettivamente sostenere”.
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