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L’Asti Docg trionfa al Vinitaly: sarà “Vino dell’Anno 2026” e ambasciatore a Bruxelles

Il nostro territorio esce a testa altissima dalla seconda giornata del Vinitaly di Verona. In un padiglione Piemonte tra i più affollati della fiera, l’Asti Docg si è preso la scena internazionale, ricevendo investiture ufficiali che proietteranno le nostre bollicine nel cuore delle istituzioni europee e verso nuovi mercati globali.
Il momento clou per la nostra provincia è stato il passaggio di consegne ufficiale: dopo l’Alta Langa, sarà l’Asti Docg il “Vino piemontese dell’Anno” per il 2026. Un riconoscimento che non è solo simbolico, ma che darà il via a una massiccia campagna di promozione nazionale e internazionale.
“L’Asti è un vino straordinario che rappresenta il Piemonte di ieri, di oggi e deve rappresentare quello di domani”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, annunciando che la nostra Docg diventerà ufficialmente ambasciatrice della piemontesità presso il Parlamento Europeo.
Per rilanciare il consumo e intercettare le nuove generazioni, la Regione ha svelato una strategia innovativa: l’Asti Docg sarà promosso anche attraverso nuovi cocktail, in un inedito connubio con il Vermouth di Torino Docg, puntando a conquistare i momenti dell’aperitivo.
Ma lo sguardo è rivolto anche oltre i confini europei. Se gli Stati Uniti restano il mercato di riferimento, il presidente della Regione Alberto Cirio ha confermato la volontà di presidiare con forza l’Asia: “In Cina, Thailandia e Indonesia ci sono milioni di persone che hanno voglia di conoscere e acquistare i nostri vini”.
La giornata di lunedì 13 aprile è stata anche l’occasione per un confronto politico ai massimi livelli. I vertici della Regione hanno incontrato il Commissario europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen, e il Ministro Francesco Lollobrigida. Al centro del dibattito, le preoccupazioni per la nuova PAC 2028-2034 e la necessità di mantenere un ruolo centrale per le Regioni nella gestione dei fondi, fondamentale per recepire le istanze specifiche di territori unici come quello astigiano.
Il Commissario Hansen, dichiarandosi un “grande fan” della nostra regione, ha sottolineato come il paesaggio piemontese, forgiato nei secoli dai produttori, sia un valore che va oltre il prodotto stesso, definendolo un’identità da proteggere.
L’Asti Docg si conferma dunque non solo un prodotto d’eccellenza, ma un vero e proprio motore economico e culturale, pronto a rappresentare l’Italia nei palazzi di Bruxelles e sulle tavole di tutto il mondo.