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“Com’eri vestita?”: la mostra contro lo stupro torna nell’Astigiano in autunno

Dopo la profonda partecipazione registrata all’ospedale Cardinal Massaia di Asti e la Sala Bordone di Villafranca, la mostra itinerante “Com’eri vestita?” si prepara a tornare nell’Astigiano il prossimo autunno.
L’esposizione, promossa localmente da Amnesty International Asti e SOS donna, ha suscitato un tale interesse che diverse scuole e Comuni si sono già mossi per ospitarla nuovamente.
L’iniziativa, nata da un’idea dell’associazione Libere Sinergie, utilizza un format d’impatto: vengono esposti abiti simili a quelli indossati dalle vittime al momento della violenza, affiancati da testimonianze dirette e toccanti. L’obiettivo è scardinare il pregiudizio che lo stupro sia in qualche modo legato all’abbigliamento femminile, spostando il focus sulla responsabilità dell’aggressore e sull’importanza del libero consenso.
Le storie raccolte nei quaderni dei visitatori rivelano una realtà dolorosa: la violenza non è solo opera di sconosciuti, ma spesso un reato che si consuma tra le mura domestiche. Tra le pagine si leggono ricordi indelebili di abusi subiti nell’infanzia da parenti stretti e anni di silenzi forzati, definiti come “un’umiliazione e una paura” continua.
L’impatto emotivo sui visitatori è stato descritto come “potente” e “da brividi”. Particolarmente significativa è stata la partecipazione degli studenti delle scuole superiori (tra cui l’Agrario Penna, lo Scientifico Vercelli e l’Istituto Sella) e delle medie, che hanno riempito l’atrio del Cardinal Massaia lasciando riflessioni profonde sulla necessità di un’umanità nuova e sulla giustizia del “credere alle donne”. Anche gli uomini hanno partecipato attivamente alla riflessione, condannando i comportamenti violenti e ribadendo che “se una donna dice no bisogna ascoltarla”.
Soddisfatte del riscontro Simona Franzino (Amnesty) e Laura Nosenzo (SOS donna), che sottolineano come il messaggio della mostra sia stato recepito. La mobilitazione ora continua con la campagna di Amnesty International “Io lo chiedo”, che mira a introdurre ufficialmente il principio del consenso nella legislazione italiana.
L’obiettivo finale è un profondo cambiamento culturale che passi “dalle parole ai fatti e al pieno rispetto delle donne”. Per chi volesse approfondire i contenuti della campagna o sostenere l’iniziativa, è possibile consultare il sito ufficiale sos-donna.it