Attualità

Zootecnia tra importanti conquiste e rinnovati obiettivi

Meno aziende, ma di più grande dimensione e contraddistinte da innovazione e
cura dell’ambiente, disegnano l’evoluzione della zootecnica astigiana Coldiretti,
tra conquiste importanti e rinnovati obiettivi all’orizzonte.
A fare il punto sulla zootecnica astigiana è il vice presidente di Coldiretti Asti
nonché presidente di Anaborapi Andrea Rabino, allevatore a Villafranca d’Asti.
“Tra gli ultimi e più importanti risultati della Coldiretti c’è stata la messa al
bando della carne e dei cibi sintetici, a salvaguardia della salute umana e per
preservare, tra le altre, le caratteristiche della Razza Piemontese e dei cibi italiani in
generale, in quanto più sicuri e sostenibili grazie ai rigorosi disciplinari di produzione
e alle severe norme vigenti in Italia” sottolinea Rabino. “Divieto che, tra l’altro,
impedisce il pericoloso monopolio del cibo in mano a poche superpotenze mondiali”.
“In Italia, a maggior garanzia per il consumatore e a miglior tutela della alta
reputazione dei nostri allevatori,” prosegue il vice presidente Coldiretti Asti, “il
benessere e la cura animale sono vigilati direttamente dal Ministero della Salute,
a differenza del resto del mondo, dove avvengono da parte del Ministero
dell’Agricoltura”.
Ufficio Stampa Coldiretti Asti – Chiara Cane – Tel. 340 9443635
ufficiostampa.at@coldiretti.it – Corso Felice Cavallotti, 41 – 14100 ASTI
Tra i numerosi progetti in itinere, dallo scorso ottobre, Coldiretti Piemonte, insieme
ad Anaborapi e a Coalvi, porta avanti il percorso volto alla tracciabilità nel canale
Ho.Re.Ca..
“La nostra richiesta è mirata ad avere etichette che riportino: nato, allevato,
macellato e razza, a tutela della Razza Piemontese, oltre che di tutte quelle autoctone
nazionali, e per avere contezza e certezza di ciò che si mangia” prosegue Rabino.
“Un passaggio che mancava per chiudere il cerchio della più alta e trasparente
tracciabilità sui cibi, garantita in Italia”.
Tra i nuovi obiettivi, anche la ricerca e la messa a disposizione delle informazioni
scientifiche in termini sostenibilità.
“Per combattere pregiudizi e fake news, occorre fare chiarezza, a partire dal
diritto e dovere di sapere la verità, quindi, di essere consapevoli del lavoro
dell’allevatore, delle normative, dell’osservanza dei diversi disciplinari e di cos’è la
sostenibilità” sottolinea Rabino. “Gli allevamenti immettono il 5% C02 in atmosfera,
ma per la maggior parte si tratta di metano, che viene degradato nell’ambiente nel
corso di 8-12 anni. Parliamo di un ciclo continuo che, partendo dalla trasformazione
delle colture e dei prati stabili, determina un impatto positivo, che si traduce in un
miglioramento dal punto di vista ambientale pari al 10%”.
Nell’astigiano gli allevamenti bovini Coldiretti sono olre 420 e contano circa 26mila
capi, in gran parte allo stato semi brado.
“I nostri allevatori sono punto di forza e risorsa dell’economia agricola astigiana”
conclude Rabino; “non parliamo di allevamenti intensivi, ma di allevatori virtuosi
che, sempre, lavorano nel rispetto del benessere animale e nel recupero delle
razze autoctone. Allevatori garanti di un ecosistema e di un paesaggio, che non
lascia il passo all’incolto e all’avanzare del bosco. Col loro lavoro sanno
rivitalizzare le aree rurali e prendersi cura dei territori. Impegni importanti e
preziosi che vanno riconosciuti e premiati anche a livello economico. Chi fa la
differenza va incentivato e aiutato. Concludendo, basta generalizzazioni; piuttosto, si
prendano ad esempio i virtuosismi locali che, nell’astigiano, si distinguono
numerosi con sudore e fierezza. Come Coldiretti, per primi, abbiamo richiesto la
messa al bando del cibo sintetico e la tracciabilità della carne anche nell’Ho.re.ca..
Rispetto alla carne sintetica, in particolare, continuiamo ad essere aperti alla ricerca,
ma non accettiamo che la sperimentazione si faccia sulle persone”