Un vademecum regionale contro le cimici asiatiche

Un vademecum contro la cimice asiatica. Questo il risultato della sinergia tra Regione Piemonte e Anci.
L’insetto, originario dell’estremo oriente ma ormai diffuso in quasi tutto il mondo, è una piaga ormai da diversi anni.
La sostanziale assenza di antagonisti naturali e la velocità di riproduzione gli ha permesso di aumentare di numero in maniera esponenziale. Il risultato? Danni alle coltivazioni e case infestate. In Friuli ci sono interi puri coperti da questo animaletto marroncino, ma nel nord ovest la situazione non è migliore.
Quindi l’unico modo per limitare i danni è quello di agire in sinergia, mettendo in campo tutte le forse, in particolare adottando i giusti comportamenti e informando correttamente tutti i comuni coinvolti nel problema.
“Aderendo all’iniziativa della Fondazione Agrion – spiega il vipresidente di ANCI Piemonte con delega all’Agricoltura, Marco Curto – abbiamo la possibilità di mettere in campo tutte le nostre forze per evitare il più possibile la diffusione di questo insetto che sta creando gravi problemi a tante colture piemontesi, in particolar modo al mais, al nocciolo e agli alberi da frutta, come riscontrato dagli ultimi test in campo. Con la diffusione di semplici pratiche e grazie all’impegno di tutti, anche dei singoli cittadini, sono certo che riusciremo a contenere le problematiche legate alla diffusione della cimice asiatica sul territorio e nelle abitazioni”.
Ma cosa dice il vademecum? Innanzi tutto ci sono le caratteristiche dell’insetto. Non è dannoso per le persone ma può essere fastidioso una volta entrato in casa, se disturbato emana cattivo odore ed è un problema per l’agricoltura, in particolare per noccioli, peri, peschi, ciliegi, meli, kiwi, peperoni, coltivazioni di soia, mais ecc…
In casa si può nascondere ovunque: mansarde e sottotetti ma anche cassonetti delle tapparelle o ripostigli. Da lì poi ripartono in primavera per andare a cercare cibo nelle coltivazioni, dove possono rovinare interi raccolti. Quindi è molto importante riuscire e trovarle prima che abbandonino le ‘tane’. Per prima cosa bisogna capire dove si nascondono. Cercare luoghi di ricovero come infissi, cassonetti delle tapparelle, intercapedini ecc. Una volta trovati vanno raccolti, o a mano o con un aspirapolvere a sacchetto. Si può bloccarli con del ghiaccio secco spray prima della rimozione.
Una volta catturate vanno eliminate: basta preparare una bacinella, o un secchio, con una goccia di sapone liquido. Solo dopo questo procedimento possono essere buttate. Non vanno gettate direttamente nello scarico perché possono galleggiare e resistere a grandi quantità di acqua, per cui probabilmente così facendo sopravvivrebbero. E’ importante che gli insetti identificati vengano proprio eliminati, e non solo allontanati all’esterno della casa.