Torna in scena “Ferie d’Augusto”

Dall’11 luglio al 13 settembre ci sarà il 15° Festival Teatrale “Ferie di Augusto”, che si terrà al sito archeologico di Bene Vagienna, in provincia di Cuneo. Lo spettacolo di apertura sarà “E se ti capitasse di avere Dio come paziente”, di Piero Nuti e Miriam Mestrurino. 

Una commedia divertente e profonda, pervasa –nella migliore tradizione yiddish- da un umorismo sagace. L’edizione della Compagnia Torino Spettacoli di Oh Dio mio! di Anat Gov, nella traduzione di Enrico Luttmann e Pino Tierno, è diretta da Girolamo Angione. Protagonisti due beniamini del pubblico, a formare una coppia inedita e fortissima: Piero Nuti e Miriam Mesturino, con la partecipazione del giovane Gabriele Racca nel ruolo di Lior. La scena è curata da Gian Mesturino, le decorazioni da Cristina Hong Sang Hee e le musiche da Gabriele Bolletta.

In questo testo ironico, intelligente e surreale di una delle più importanti drammaturghe israeliane, la psicologa Ella, laica, ma desiderosa di una fede, madre single di un ragazzino autistico, riceve un paziente speciale, che dice di essere Dio. La donna inizialmente è perplessa, ma poi realizza di trovarsi veramente di fronte a Dio, un dio depresso, malato da 2000 anni, fragile seppur onnipotente, che sta meditando di spazzare il mondo con un nuovo diluvio universale. In un dialogo- terapia scoppiettante, ricco di battute divertenti e acute, Piero Nuti e Miriam Mesturino affrontano problemi esistenziali, il mistero della creazione, la vita umana, le ingiustizie, i dolori, da due punti di vista contrapposti, quello di dio , deluso, e dell’uomo, schiacciato da un dio crudele. Entrambi i personaggi sono forti ma estremamente fragili e trovano nella comprensione e nell’amore la via per affrontare dolori e delusioni, con un’apertura finale verso l’ottimismo, la fiducia e la speranza di momenti migliori, con il figlio di Ella, Lior, che per la prima volta riesce a dire “mamma”.

Sabato 18 luglio, invece, ci sarà “Il servo astuto”,da un’opera di Plauto, di Gian Mesturino e Girolamo Angione da Epidicus di Plauto. La cifra stilistica dei linguaggi multidisciplinari caratterizza anche questa nuova produzione plautina della Compagnia Torino Spettacoli. La vicenda raccontata è tutta incentrata  sulla figura del servus callidus, furbo e ingannatore, Epidico appunto, che deve fare appello a tutta la sua intelligenza e creatività per salvare, nascondere, reinventare gli amori del suo padroncino e risolvere brillantemente i guai da questo causati.  Plauto sembra che amasse moltissimo questa sua “creatura”, in cui Epidico mostra maestria nel far diventare verità la menzogna…