Torino la città più inquinata del decennio

Record negativo per il capoluogo sabaudo, Torino è la città italiana più inquinata del decennio. Secondo i calcoli del dossier di Legambiente Mal’Aria la città della Mole è salita sul podio ben 7 volte su 10. La situazione non vede però meglio Asti, dove sono stati 61 gli sforamenti della soglia limite di polveri sottili da gennaio a dicembre 2019, fatto che la colloca all’ undicesimo posto in Italia. L’inquinamento è un fenomeno che riguarda tutte le persone ma, in realtà, l’EEA evidenzia come una parte della popolazione sia più colpita dall’inquinamento rispetto ad un’altra per via della maggior esposizione ai rischi ambientali: risultano più esposte all’inquinamento atmosferico tanto le fasce di persone meno abbienti quanto le fasce deboli, più comunemente conosciute come i bambini e gli anziani. L’inquinamento ha anche un impatto economico se si considerano i costi sanitari associati, l’accorciamento dell’aspettativa di vita, le morti premature e le giornate di lavoro perse. In questo inizio di 2020 la Pianura Padana è tornata a far parlare di sé ed a fare i conti con l’emergenza smog, così come accaduto negli inverni passati. I problemi si sono avvertiti in tutta la penisola con città come Roma, Firenze, Terni che hanno vissuto settimane simili a quelle delle città del nord. Roma è arrivata addirittura a bloccare i diesel Euro6 per diversi giorni per provare a interrompere gli sforamenti consecutivi registrati in molte centraline della capitale. Polemiche a non finire sull’utilità del provvedimento (il blocco degli Euro6) spesso denigrato dall’opinione pubblica e dagli esperti di settore che hanno invece spostato l’attenzione sul riscaldamento domestico a biomasse (stufe e pellet). l’Italia è in emergenza cronica da inquinamento atmosferico e l’anno appena concluso ne è una ulteriore conferma: sono 54 le città che nel 2019 hanno superato il limite previsto per le polveri sottili (Pm10) o per l’ozono (O3), stabiliti rispettivamente in 35 e 25 giorni nell’anno solare (tabella 1): Torino ha raggiunto le 147 giornate fuorilegge (86 per il pm10 e 61 per l’ozono), seguita da Lodi con 135 (55 per pm10 e 80 per ozono) e Pavia con 130 (65 superamenti per entrambi gli inquinanti). Sono ben 19 le città (il 36% del totale) che hanno registrato nelle centraline Arpa oltre 100 giorni di superamento dei limiti giornalieri mentre 14 città hanno oltrepassato i 50 giorni complessivi. Le prime 25 posizioni sono tutte occupate da città del bacino padano mentre al 26esimo posto si trova Frosinone con 68 giorni di superamento dovuti esclusivamente al superamento dei limiti per le polveri sottili (pm10). Molte città del sud sono coinvolte per i soli superamenti dei limiti per l’ozono come Caserta (52 giorni), Enna e Potenza (50) e Avellino (46). Ma anche molte città del centro Italia sono afflitte dalle alte concentrazioni di ozono nei periodi estivi, collezionando superamenti continui: Terni (47), Chieti (45), Lucca (44), Grosseto (37), Pescara (34), Firenze (30), Macerata (28), Roma (27).