Squalificati: una partita a scacchi senza esclusione di colpi fra mass media e politici discutibili

E’ un tipo di teatro non convenzionale quello al quale ci ha abituati il pluripremiato regista Luciano Melchionna e anche stavolta non ha deluso il pubblico. Grazie al testo dell’autore catalano Pere Reira *Squalificati*, interpretato magistralmente da *Stefania Rocca*, *Andrea de Goyzueta* e *Fabrizio Vona*. La storia ruota intorno all’intervista che Silvia Uber (*Stefania Rocca*), la giornalista più famosa del paese, deve fare in diretta nazionale al Presidente del Consiglio Vittorio Bosco (*Andrea de Goyzueta*), coinvolto in uno scandalo sessuale in cui è stato accusato di aver abusato di una minorenne, ad affiancare il Capo di Stato c’è il suo fidatissimo Segretario di Stampa Giordano (*Fabrizio Vona*) che ha il compito di proteggerne l’immagine e la dignità come uomo e come politico.
I tre protagonisti di Squalificati giocano una partita a scacchi triangolare, senza esclusione di colpi. Una partita durante la quale ognuno cerca di salvaguardare la propria carriera e la propria credibilità, instillando costantemente seri dubbi sui principi morali degli altri giocatori. Non esistono buoni e cattivi, risulta difficile, per il pubblico, parteggiare per l’uno o per l’altro perché quando si tratta di non soccombere, ci si calpesta a vicenda senza riguardo.
Troviamo una Stefania Rocca matura – e non dal punto di vista anagrafico – che non soccombe agli attacchi di un cinico Presidente del Consiglio e del suo inquietante tirapiedi fino a quando non viene messo in discussione il suo ruolo di madre. Chi era rimasto ancorato al suo improbabile caschetto blu nel capolavoro di Gabriele Salvatores *Nirvana*, si è trovato di fronte un’attrice intensa e credibile, dai mille volti e mille sfaccettature, complice una trama incalzante e ansiogena.
Un plauso particolare alla scenografia di Roberto Crea, il quale, su ideazione scenica dello stesso Melchionna, ha allestito tre “acquari” mobili, che si allineano e si sfasano a seconda della scena. Un allestimento quadrimensionale che si distacca dalla consueta staticità teatrale. L’illusione che riesce a creare è quella di un set cinematografico multilivello, complici le luci e le musiche anche queste parte integrante dello spettacolo.
Possiamo dire che la ricca stagione del Teatro Alfieri di Asti si è chiusa al meglio, il numero elevato di spettatori che ha gremito tutti i palchi ne è la prova. Ora non ci resta che attendere il cartellone della rassegna estiva Asti Teatro, che verrà presentato mercoledì 17 aprile presso la Sala Pastrone.