Solo grandi protagonisti per l’edizione 2019 di Asti Musica

La Band “Custodie Cautelari”

Sta per volgere al termine “Asti Musica” la rassegna organizzata dal Comune di Asti in collaborazione con l’Asp e la Fondazione CRA, con il patrocinio della Regione Piemonte e la neonata collaborazione con Dimensione Eventi iniziata mercoledì 3 luglio. Un cartellone molto ricco, quello di quest’anno, che ha visto avvicendarsi sul grande palco allestito come di consueto in Piazza Cattedrale, artisti di fama internazionale. Dopo l’anteprima affidata a Mogol, intervistato dal giornalista Beppe Rovera e accompagnato dalla band “Custodie Cautelari” (band che nasce nel 1993 e che nel corso degli anni ha svolti numerosi concerti dal vivo, coinvolgendo grandi nomi della musica italiana come Eugenio Finardi, Enrico Ruggeri, Irene Grandi, Neffa, Elio delle Storie tese, Cristiano De Andrè e Gianluca Grignani. La band produce uno spettacolo chiamato “Il nostro caro angelo” e realizzato in teatri e palasport con la partecipazione di Mogol), Asti Musica si è colorata a stelle e strisce grazie alla presenza della band statunitense “America”, con più di quattro milioni di copie vendute alle spalle è considerata un’icona del rock classico, quella di Asti è stata la prima delle cinque date del tour italiano che si è concluso l’11 luglio a Taormina. Anche il cinque luglio è all’insegna del rock, quello italiano dei Negrita i quali, nonostante qualche intoppo tecnico che ha ritardato l’inizio dell’esibizione, hanno infiammato la platea. Chi si aspettava una performance in puro stile Negrita è rimasto sorpreso dall’insolita veste dei brani, proposti in chiave soft, sulla scia del successo della tranche primaverile del tour, chiamata “La Teatrale”. Cambio di programma per la serata del 6 luglio causa problemi di salute per una delle cantanti più trasgressive degli anni ottanta ovvero Miss Rettore, al suo posto si sono esibiti i “Caterpillar” i quali hanno proposto un repertorio di brani rock anni cinquanta tutto da ballare, una sfida molto difficile per i giovani musicisti torinesi ma era sabato sera, la gente aveva voglia di divertirsi e alla fine si è lasciata trascinare dal loro sound facendo buon viso a cattivo gioco. Alto evento gratuito di rilievo è quello proposto lunedì 8: in apertura la band metal astigiana fra i vincitori del contest Sonasti “Tempestuous sea”, seguita dalla cantautrice ligure Margherita Zanin. Ma gli ospiti più attesi erano Andy e Morgan, i quali, individualmente hanno ripercorso le loro origini e le influenze musicali. Entrambi, in modo diverso, hanno intrapreso con il pubblico un viaggio nella storia della musica. Pubblico che, fino all’ultimo, ha sperato in un’esibizione corale fra gli ex componenti dei Blu Vertigo ma i due non si sono neppure rivolti la parola. Il 10 luglio c’è stata l’attesa anteprima del Wakeup Festival con gli Eiffel65, la regina delle sigle dei cartoni animati Cristina D’Avena e i dj: Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso. Per gli appassionati di Blues l’ appuntamento con Fabio Treves e i suoi musicisti non ha deluso le aspettative, come “Rancore” ha soddisfatto i fans del Rap italiano. I concerti a pagamento hanno registrato una notevole affluenza di pubblico, circa una trentina le sedie vuote nelle serate dei Negrita e degli America, mentre a Edoardo Bennato spetta il primato del sold out. Il primato della disponibilità spetta invece a Bobby Solo, che lunedì 15 ha intrattenuto il pubblico accompagnato dal gruppo The Broadcash proponendo brani folk, country e rock senza tralasciare una rivisitazione della celeberrima “Una lacrima sul viso”. Al termine del concerto non si è sottratto ai numerosi fans assiepati all’ingresso del backstage, concedendo foto e autografi. Lo stesso non si può dire per tutti gli altri artisti, alcuni dei quali (vedi America e Bennato) si sono eclissati immediatamente dopo l’esibizione, deludendo soprattutto quelli che avevano percorso parecchi chilometri per strappare loro un autografo su vecchi dischi collezionati nel tempo. Domandando al pubblico un parere sulle serate alle quali hanno partecipato è emerso che, quella di quest’anno, sia una delle più riuscite edizioni di Asti Musica per quanto concerne il cartellone e la peggiore, purtroppo, per quanto riguarda il contatto con gli artisti: “Asti è una città piccola e tranquilla, non siamo mica a San Siro! sarebbe bello se per le prossime edizioni prevedessero dei meet and greet (incontri con gli artisti ndr) prima o dopo i concerti”. La manifestazione si concluderà mercoledì 17 luglio con The White Buffalo. Country, blues, rock’n’roll e soul nell’unica voce di un artista puro, definito da molti come la versione intimista di Eddie Vedder e Bruce Springsteen.