Skoda prende la… Scala; primi responsi sulla compatta a cinque porte

La Skoda Scala è una compatta a cinque porte, il cui nome è stato scelto proprio per il suo significato in latino: per la Skoda è un “gradino superiore” rispetto alla Rapid Spaceback che sostituisce. Basata sulla piattaforma MQB A0, usata per le recenti utilitarie Seat Ibiza e Volkswagen Polo, è però ben più grande: è lunga 436 cm, alta 147 e larga 179. Le prime immagini dell’auto definitiva arriveranno solo a dicembre (con debutto della vettura al salone di Ginevra nel marzo 2019, e consegne dalla tarda primavera), ma intanto è stata testata in anteprima. Ebbene, le linee e gli interni sono molto simili a quelle della concept Vision RS presentata all’ultimo Salone di Parigi. Ecco quindi i fari triangolari (anche full led), una larga mascherina cromata e sottili fanali a sviluppo orizzontale che si incuneano in un portellone dove il lunotto si estende verso il basso, sopra la lamiera. Gli interni della Skoda Scala sono molto spaziosi e pratici: il cassetto di fronte al passeggero anteriore è refrigerato, i vani portaoggetti sono ampi e il baule ha una capienza di ben 467 litri, che passano a 1410 abbattendo lo schienale del divano. Il vano è attrezzato con ben dieci ganci portaborse e tre tasche a rete sotto la cappelliera, ha il piano di carico ad altezza variabile e l’apertura elettrica del portellone: una raffinatezza da auto di lusso. Evoluto il sistema multimediale, interamente riprogettato e con connessione perenne al web, che sarà montato anche sui successivi modelli del gruppo Volkswagen: quello più ricco ha uno schermo di 9,2’’ montato a sbalzo al centro della plancia. Tecnologico anche il cruscotto: optional c’è quello digitale con display di 10, 25’’. Ampia la scelta di motori della Skoda Scala, tutti turbo: a benzina ci sono il 1.0 a tre pistoni da 95 o 116 CV e il 1.5 con quattro cilindri da 150 cavalli. A gasolio solo il 1.6 TDI da 116 CV, mentre non mancherà una variante a metano del “mille”, con 90 CV: le bombole contengono 14,2 kg di gas, mentre quello della benzina è di soli 9 litri. Tutti i motori, tranne quello meno potente a benzina, sono abbinabili al cambio robotizzato con 6 o 7 rapporti. E, più avanti, potrebbe arrivare una versione ibrida. Sono stati testati due esemplari di preserie della Skoda Scala, con carrozzeria camuffata: una 1.0 da 116 CV, con cambio manuale a sei marce, e una 1.5 da 150, abbinata alla trasmissione automatica. Entrambi i motori convincono per la silenziosità (caratteristica che ritroviamo anche sulla 1.6 a gasolio, sulla quale abbiamo viaggiato come passeggeri) e per la ridotta presenza di vibrazioni (che emergono solo “tirando il collo” alla 1.5, e nelle partenze in salita con la 1.0). Corretti sia il “peso” che la demoltiplicazione dello sterzo: la Scala è un’auto che si guida con piacere, e in grande relax. Promossi anche i cambi della Skoda Scala: quello manuale ha una corsa ben definita, sebbene gli innesti siano un po’ contrastati, mentre  il robotizzato DSG a doppia frizione convince per dolcezza delle cambiate e rapidità di risposta. Le due auto avevano assetti diversi. La “mille” montava quello standard, che ha una taratura degli ammortizzatori poco frenata: valido l’assorbimento delle asperità del fondo, ma l’auto ha la tendenza anche a “galleggiare” un po’ sulla strada. A convincere maggiormente, per ora, è quello sportivo, ribassato di un centimetro e con ammortizzatori dotati di due tarature, selezionabili in base alla modalità di guida: in nessuna delle due il comfort viene mai a mancare (grazie anche alle gomme non troppo ribassate, misura
205/50 R 17, montate sulle Scala del test) e l’auto è più precisa e meno “ondeggiante” nei percorsi tortuosi.