OPI Asti respinge le accuse e annuncia azioni legali

Un attacco immotivato e senza fondamenti. Così, in poche parole, può essere definita l’azione che da qualche tempo è iniziata e sta proseguendo nei confronti dell’OPI (Ordine delle Professsioni Infermieristiche) di Asti.

Una serie di critiche che, fin da subito, l’OPI ha rispedito al mittente perché prive di logica e di basi probatorie. Nonostante ciò, queste sono riuscite a creare un danno di immagine all’Istituzione e alle persone che ne fanno parte con orgoglio, oltre che una bocciatura dei bilanci presentati durante l’assemblea annuale degli iscritti.

Proprio per queste ragioni – al fine di tutelare la propria immagine, gli infermieri e l’operato dell’Ordine – OPI Asti ha deciso di intraprendere una serie di azioni legali che andranno a far chiarezza su quanto sta avvenendo e sui responsabili di quest’azione mirata solo ed esclusivamente alla ricerca di una sfiducia nei confronti del Direttivo.

L’OPI respinge le accuse portate in assemblea da un gruppo ristretto di persone, anche perché alcune di esse portano a proprio sostegno diverse leggi che vengono interpretate in maniera più che discutibile. Tali critiche, pur non rilevando irregolarità sulle specifiche voci di bilancio, sono state utilizzate per bocciare i bilanci, paralizzando l’attività dell’Ordine e portando alla convocazione di una nuova assemblea, con tutte le spese del caso.

All’OPI sono state avanzate accuse che nulla hanno a che vedere con il bilancio, né che possano portare ad una sua bocciatura. Tra queste, infatti, si fa riferimento alle motivazioni che hanno condotto alle dimissioni dell’ex Presidente Domenico Calì (dimessosi, come più volte comunicato dall’OPI, per motivi personali che per rispetto della privacy non possono essere resi pubblici), ad una possibile promiscuità di cariche dell’attuale Presidente dell’Ordine Alberto Campagnolo (in realtà inesistente come già sancito per casi analoghi in moltissime altre provincie d’Italia) ed al patrocinio fornito dall’Ordine per un corso formativo organizzato dal sindacato Nursind di Asti, al quale l’OPI ha recitato semplicemente il ruolo di provider.

“Il Consiglio Direttivo dell’OPI di Asti – affermano i rappresentanti – è sempre stato onesto, trasparente e rispettoso di leggi, regolamenti ed iscritti. Ci siamo sempre impegnati per dare all’OPI il ruolo centrale e vicino agli iscritti che riteniamo debba avere, e lo dimostreremo con fonti certe alla prossima assemblea convocata per il 18 giugno. La nostra risposta sarà decisa ed esaustiva, e siamo certi metterà a tacere qualsiasi tipo di polemica”.

Alcuni iscritti dell’Ordine, inoltre, hanno segnalato ai membri del Direttivo che “voci di corridoio” di origine non tracciabile affermino come il Consiglio Direttivo si sia macchiato di atti ignobili (furti dalle casse dell’Ordine e utilizzo dei fondi dell’Ordine per acquisto di beni personali ed addirittura per il pagamento delle vacanze), una vicenda che OPI approfondirà a fondo e che configura in modo netto un reato di diffamazione ai danni dell’Istituzione e del Direttivo.

“A queste voci infamanti – che respingiamo nel modo più assoluto, e la totale correttezza e trasparenza dei bilanci fungono da prova – rispondiamo che abbiamo accettato con onore di ricoprire questi importanti ruoli perché amiamo la nostra professione e abbiamo sentito il sincero desiderio di provare a contribuire alla sua crescita. Indubbiamente – concludono dal Direttivo – ognuno è titolato in cuor suo a condividere o meno le nostre decisioni e a giudicare positivamente o negativamente il nostro operato; la diffamazione è però un’altra cosa, che non solo mina subdolamente la credibilità dell’istituzione, ma ferisce e danneggia profondamente chi ne è vittima”.Il Direttivo OPI Asti