Niki Lauda – Addio a una leggenda

“Oggi è un giorno triste per la F1. La grande famiglia della Ferrari apprende con profonda tristezza la notizia della morte dell’amico Niki Lauda, tre volte campione del mondo, due con la Scuderia (1975-1977). Resterai per sempre nei cuori nostri e in quelli dei tifosi. #CiaoNiki”. Con questo messaggio la Scuderia Ferrari ha voluto dire addio, sui social, a Niki Lauda, pilota simbolo della storia del cavallino rampante. Il tre volte campione del mondo, diventato poi imprenditore e dirigente sportivo, si è spento domenica notte a soli 70 anni, dopo una periodo travagliato dal punto di vista della salute e un trapianto di polmoni la scorsa estate.
Viennese, osteggiato dalla famiglia nel suo interesse per le automobili, ha nutrito la sua passione fino ad esordire in Formula uno nel 1971 con la scuderia March. La svolta nella sua vita arriva nel 1974 quando entra a far parte del mondo Ferrari. Nel primo anno si fa subito notare vincendo il gran premio di Spagna e il gran premio d’Olanda e perde per un soffio il podio della classifica piloti (arriva quarto). Un tragico incidente a Nurburgring non gli toglie la vita ma lo lascia per sempre sfigurato (la sua monoposto aveva infatti preso fuoco). Uno stop che non l’ha tenuto a lungo lontano dalle piste visto che dopo 42 giorni è di nuovo in gara. Sono gli anni della rivalità con il suo antagonista James Hunt della McLaren. Un dualismo così acceso da diventare pochi anni fa trama per un film del regista Ron Howard, Rush. Nel ’77 lascia la Ferrari dopo il secondo titolo piloti e approda alla Brabham prima di annunciare il suo ritiro dall’automobilismo per dedicarsi allo sviluppo della sua compagnia aerea, la Lauda Air che venderà soltanto nel 2000 all’Austrian Airlines. Un ritiro non definitivo, visto che nel 1982 lo si vede di nuovo in pista, questa volta con la McLaren, dopo due anni con la nuova scuderia vince il terzo e ultimo titolo mondiale. Dopo di che decide di ritirarsi definitivamente, con un palmares che vanta 171 gran premi disputati, 25 vinti, 24 pole position e altrettanti giri veloci.
La sua vita dopo la Formula 1 lo vede per un periodo impegnato a fare da consulente alla Ferrari, mentre in seguito sarà prima direttore della Jaguar e poi presidente non esecutivo della Mercedes Amg.
Tanti gli sportivi e appassionati di motori che hanno voluto ricordare in queste ore il pilota sui social, tra questi, oltre al cavallino rampante, anche scuderie come la McLaren e società calcistiche come il Milan.