Moto Gp – Lorenzo finisce sotto i ferri. Redding come… Marquez

L’operazione alla quale è stato sottoposto Jorge Lorenzo per ridurre la frattura dello scafoide della mano sinistra è perfettamente riuscita ma, com’era lecito aspettarsi, la stessa lo costringerà a procrastinare la sua partenza in stagione. A questo proposito, infatti, il maiorchino sarà costretto a saltare i primi test della stagione a Sepang, in programma dal 6 all’8 febbraio per dedicarsi a una totale e completa guarigione. La banale caduta occorsagli nella giornata di sabato, in dirt track, su una pista nei pressi di Verona, si è rivelata più seria del previsto, al punto da rendere necessario un imminente intervento chirurgico.

L’operazione, avvenuta alla clinica Universitaria Dexeus di Barcellona, da parte dell’equipe medica capeggiata dal traumatologo Xavier Mir, è consistita nell’inserimento, nel polso, di una placca di metallo, di titanio per la precisione. Nonostante non si trattasse di un intervento troppo invasivo, si è optato di agire tempestivamente, al fine di garantire un recupero completo e, soprattutto, per evitare ulteriori danni a un polso, quello sinistro appunto, già falcidiato, e operato, lo scorso anno, dopo l’incidente in Thailandia. A causa di questo infortunio, allora, Lorenzo dovrà rinviare il debutto in coppia con il connazionale Marquez: tornerà in pista, con ogni probabilità, per il prossimo test, in programma in Qatar, il prossimo 23 febbraio.

E dopo nove stagioni trascorse tra Moto2 e MotoGP, Scott Redding ha scelto di cambiare, approdando alla Superbike. Il britannico, dopo la deludente esperienza dello scorso anno in Aprilia, aprendosi apertamente a tutti i temi più caldi che lo riguardano. Abituato com’è a non avere peli sulla lingua, lo stravagante pilota originario di Quedgeley ha voluto subito esporre il proprio pensiero nei confronti dei suoi ex colleghi di MotoGP: uno in particolare, il campione del Mondo Marc Marquez: «Tantissimi sanno che abbiamo lo stesso talento. Il potenziale credo fosse abbastanza simile, ma io non ho avuto l’opportunità giusta. Marc ha avuto sempre Red Bull e Repsol dietro di lui, come ha ancora adesso più o meno. Io a 15 anni non avevo neppure una casa, lavoravo sodo, ed ero uno spirito libero…».