Mirai, il futuro va a idrogeno

La Toyota guarda al futuro. E quale miglior modo per farlo se non presentando, al salone di Tokyo, un unico modello e non nel proprio stand. Nello spazio dedicato alla casa automobilistica nipponica, infatti, curiosi e giornalisti hanno trovato solo proposte alternative per una mobilità sostenibile. La sola vettura presente, la nuova Mirai, che ha nel nome proprio la parola futuro, si trovava sotto lo stand della Jama, associazione dei costruttori locali.
La vettura a idrogeno si colloca perfettamente all’interno di quel discorso di sostenibilità di cui la casa automobilistica giapponese vuole farsi portavoce.
Il processo di elettrificazione iniziato nel 1997 con la prima Prius Hybrid, aveva come obiettivo le emissioni zero.
Con Mirai, la prima berlina di serie alimentata a idrogeno, questo obiettivo è stato raggiunto. La stessa piattaforma Full Hybrid Electric Toyota su cui sono costruite tutte le ibride infatti, è così versatile da poter eliminare il motore a combustione interna per sostituirlo con un sistema di celle a combustibile che rilascia nell’ambiente solo qualche goccia d’acqua. Mirai – che in giapponese significa “futuro” – ci porta quindi nell’era dei carburanti alternativi, diventando l’avanguardia dell’innovazione tecnologica al servizio della mobilità eco-sostenibile. Il funzionamento parte dall’idrogeno che, sotto forma di gas, viene conservato in speciali serbatoi in fibra di carbonio. L’ossigeno entra dall’esterno, attraverso l’aria che passa dalle ventole anteriori. I due elementi chimici arrivano fino alle celle a combustibile dove, attraverso una reazione chimica senza combustione, vengono generate elettricità e acqua.
Basta quindi premere l’ acceleratore per fare sì che l’energia prodotta alimenti il motore elettrico che muove l’ auto.
Alla fine del processo l’unico prodotto di scarto è semplice acqua, che viene espulsa attraverso il tubo di scappamento.
Il metodo più diffuso per la produzione di idrogeno è lo steam reforming del metano con cui si miscela il gas con vapore ad alta temperatura per innescare una reazione e separare l’idrogeno. E mentre la maggior parte del metano si ottiene con costose estrazioni dal sottosuolo, Toyota lo ricava soprattutto da fonti rinnovabili, collaborando con discariche e impianti per il trattamento dei rifiuti. Negli ultimi dieci anni sono stati testati centinaia di prototipi di Mirai, sottoponendoli a durissime prove su strada, crash test e test per la sicurezza, su qualsiasi tipo di terreno: in quello freddo e rigido della Finlandia settentrionale e in quello caldo torrido della Spagna meridionale. I serbatoi di idrogeno sono stati colpiti con proiettili sparati da armi ad alta velocità. Il risultato? Mirai ha superato tutti i test con il massimo dei voti. L’alimentazione a idrogeno non ne compromette in alcun modo la sicurezza.
L’idrogeno è l’elemento più leggero conosciuto dall’uomo, addirittura più leggero dell’aria di 14 volte. Di conseguenza, in caso di perdita, il gas si disperderà naturalmente e rapidamente nell’atmosfera. I vantaggi di queste caratteristiche sono bene illustrati nei test condotti con armi da fuoco condotti su serbatoi di idrogeno. Quando l’idrogeno si incendia, si manifesta con una fiamma localizzata anziché provocare esplosioni improvvise. Infine, i serbatoi di Mirai dispongono di un dispositivo per lo scarico della pressione che rilascia l’idrogeno gradualmente nel caso in cui la temperatura aumenti in modo anomalo, come in presenza di un incendio. Questo sistema impedisce la sovrapressione o le esplosioni, sfatando un altro mito legato all’utilizzo dell’idrogeno. L’idrogeno è sicuro come qualsiasi altro carburante che alimenta i veicoli. Viene utilizzato come vettore energetico da decenni e Toyota dispone del know-how e delle competenze necessari per gestirlo in modo corretto. È una fonte di energia sicura, priva di anidride carbonica, che può essere ottenuta da molteplici risorse rinnovabili. Quando viene utilizzato come carburante, l’idrogeno non emette alcun gas dannoso per l’ambiente. Non è un caso che il termine giapponese “mirai” significhi “futuro”.