L’onorevole Ghiglia e la senatrice Santanchè alle Cantine Coppo di Canelli

Domenica 26 maggio si terranno le elezioni per la nomina dei membri italiani del Parlamento europeo e per il Presidente e il Consiglio regionale del Piemonte. Ultimi giorni dedicati alla campagna elettorale prima del silenzio stampa che scatterà inesorabilmente alla mezzanotte di venerdì 24 maggio. Due dei candidati di punta della lista Fratelli d’Italia hanno deciso di trascorrere a Canelli alcune di queste ultime, fatidiche ore, per dialogare insieme agli elettori. Si tratta della senatrice Daniela Santanchè e l’onorevole Agostino Ghiglia, i quali hanno organizzato un incontro presso le Cantine Coppo, che, insieme ad altre quattro celebri Cantine è stata inserita nel 2014 nell’elenco delle località considerate dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”, insieme ai paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Grazie alle sue Cantine storiche, le cosiddette “cattedrali sotterrane”, un dedalo di tunnel, gallerie e sale scavato nel sottosuolo della città tre secoli fa e dove ancora adesso si affinano vini e spumanti conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Ed è proprio in quel dedalo di tunnel colmi di vino e storia che l’On. Ghiglia e la senatrice Santanchè hanno iniziato il tour canellese questo pomeriggio, lasciandosi guidare dal padrone di casa, il quale ha illustrato i processi di vinificazione e gli aneddoti legati alla famiglia Coppo, che da quattro generazioni gestisce la produzione e la distribuzione di vini e spumanti, per l’Italia e per l’estero. Ha il volto rilassato e sorridente, la senatrice, un’immagine ben lontana dal personaggio combattivo che siamo abituati a vedere in televisione, e in tribuna elettorale: “sento dire tante di quelle stupidaggini, dovrò pur difendermi!”, ammette con uno dei suoi sostenitori.  Poi decanta le lodi del “Made in Italy”, sottolineando il grande livello qualitativo dei prodotti nostrani.

La visita guidata si protrae per oltre un’ora, dopodiché giunge una visita inaspettata: il senatore Ignazio La Russa, naturalmente anche lui rimane ipnotizzato dalle enormi botti in rovere ordinatamente disposte nelle sale, sotto le volte di tufo.

Il clima è molto disteso, tanto che La Russa attira in pochi minuti l’attenzione su di se, raccontando aneddoti divertenti su bachi da seta e filandaie. Mentre la Santanchè affianca il collega Ghiglia, e si concede ai microfoni de “La Luna” in una breve intervista.