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Lampeggiare per segnalare la presenza di un posto di blocco: cosa si rischia

Automobilisti e i motociclisti usano dei sistemi universali per comunicare tra di loro a distanza, che servono per segnalare la presenza delle Forze delle Ordine in posto di blocco sulle strade, ma anche gli autovelox. Il metodo storico e più comune è la segnalazione con i fari, in epoca moderna si sono aggiunti anche dei gruppi Whatsapp e Telegram dedicati. Che cosa succede se fai parte di uno di questi gruppi?
Il dubbio è uno: segnalare la presenza di autovelox o posti di blocco può essere considerata una pratica che rientra nel reato di interruzione del pubblico servizio previsto dall’articolo 340 del Codice Penale? Chi segnala la presenza degli agenti su strada o di altre forme di controllo, di fatto permette agli altri conducenti di eludere i controlli della Polizia, impedendo quindi agli agenti di svolgere il proprio dovere, comportamento per il quale il Codice Penale prevede addirittura fino a un anno di reclusione. Ma la giurisprudenza oggi non è assolutamente d’accordo con l’interpretazione che viene portata avanti da parte delle Forze dell’Ordine.
Il Giudice per le Indagini Preliminari di Genova ha dovuto giudicare il comportamento di alcuni utenti iscritti a una chat WhatsApp che indicava la presenza di agenti su strada.
Prima dell’esistenza della tecnologia (smartphone, social network e chat di gruppo) la segnalazione dei posti di blocco e degli autovelox più comune (usata tuttora) era quella fatta con i fari dell’auto, lo sappiamo bene.
Anche in questo caso non possiamo parlare di reato, ma di illecito amministrativo.
L’articolo 153 del Codice della Strada indica quali sono i casi in cui si possono usare i fari e stabilisce: “Chi usa i dispositivi di segnalazione luminosa impropriamente rischia la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168”. La segnalazione della presenza degli agenti è considerata un illecito.

L’incubo degli autovelox
L’anno 2023 è stata più che mai quello dell’incubo autovelox, spesso le amministrazioni comunali sono state accusate di piazzare i dispositivi di rilevamento della velocità solo per fare cassa.
E adesso un giovane automobilista padovano si ritrova nel bel mezzo di questa controversia con la Polizia Locale, accusato di aver segnalato la presenza dell’autovelox lampeggiando agli utenti della strada che giungevano in direzione opposta. Secondo quanto dichiarato grazie alle ricostruzioni recenti, l’uomo al volante stava percorrendo una strada cittadina a Padova. I Vigili hanno emesso un verbale in cui contestato l’uso dei segnali luminosi per avvisare della presenza dell’auto della Locale con autovelox. La multa era di 29 euro poi diventata di 40 euro.
Il giovane conducente ha immediatamente contestato la sanzione ricevuta, dichiarando: “Io non ho fatto i fari, non è vero. I Vigili hanno accusato della stessa infrazione anche l’automobilista dopo di me”.
La Polizia ha chiarito quello che abbiamo detto anche noi in apertura: segnalare la presenza di un posto di blocco o di un autovelox con i fari non costituisce reato, ma si tratta comunque di un illecito amministrativo, come viene indicato nell’articolo 153 del Codice della Strada che disciplina “l’uso dei dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione dei veicoli a motore e dei rimorchi”.
Secondo la legge “chiunque violi le disposizioni dell’articolo ovvero usi impropriamente i dispositivi di segnalazione luminosa è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 41 a 169 euro”.