LA RETE TERRITORIALE ATTIVA PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA FREDDO DEI SENZA DIMORA

Nella mattinata di mercoledì 11 novembre gli esponenti della rete “emergenza freddo “ si sono incontrati in call conference, per confrontarsi sulle progettazioni atte a fronteggiare le necessità che si verificheranno nei prossimi giorni, nel momento in cui le temperature si abbasseranno notevolmente per l’arrivo della stagione invernale.

Per i Servizi Sociali sono stati presenti all’incontro, l’assessora Mariangela Cotto, il dirigente Roberto Giolito, la dott.ssa Cristina Gai P.O. del servizio famiglia, minori, adulti e segretariato sociale e il dott. Alberto Accomasso assistente sociale area adulti. Inoltre hanno partecipato Alessandro Raviola (Croce Rossa), Roberto Zanna e Serena Caricato (coop. Valdocco), Caterina Calabrese (associazione  Dono del Volo), Roberta Borgnigno (S. Domenico savio), Arnaldo Malfatto ( One More Life), Mariarosa Licausi (Caritas),Anna Maria Bertello ( S.vincenzo) e  Virginio Oddone nominato volontario dell’anno per l’impegno e il sostegno al lavoro che  svolge alla Mensa sociale.

L’incontro è stato moderato dall’assessora Cotto che prima di dare il via ufficiale ai lavori ha voluto ricordare simpaticamente ai presenti che non a caso si è scelta la data dell’11 novembre “Estate di S. Martino” perincontrarsi, ma l’intento era quello di augurarsi che l’effetto mistico di questa ricorrenza ci accompagni a proteggere, nel miglior modo possibile, tutta quella fascia di persone che a causa  del freddo possano vivere momenti drammatici.

La riunione si è sviluppata su tre tematiche principali partendo dal rischio di contagio da COVID19 che, quest’anno si aggiunge e aggrava l’emergenza freddo, a coloro che pur trovandosi in stato di bisogno rifiutano di essere inseriti in strutture di accoglienza come il dormitorio, a coloro che vorrebbero essere aiutati dai servizi ma che sono irregolari ossia privi di documentazione valida.

I partecipanti hanno presentato gli interventi già in essere sul territorio come l’ampliamento dell’orario H 24 del Dormitorio maschile con la presenza di un custode fisso che turna con un’equipe di cinque operatori, al fine di garantire agli ospiti una residenzialità stabile anche durante il giorno. Per ogni ingresso e ogni uscita vengono adottate adeguate procedure di sicurezza.

Gli utenti potranno usufruire del pranzo della mensa sociale di via Genova recandovisi con apposita autocertificazione e questo garantisce anche un’uscita programmata utile per un equilibrio psicofisico. Attualmente sono ospitati 16 utenti ma il numero può aumentare a 29 rispettando le  misure del distanziamento sociale e tenendo presente che la procedura d’accoglienza richiede comunque di ospitare persone con tampone negativo nelle precedenti 48 ore come da disposizione regionale. Per garantire agli utenti  un’adeguato utilizzo del tempo, verranno realizzate una serie di attività sia grazie alla donazione di numerosi libri da parte  dell’associazione “Dono del Volo” sia grazie alla collaborare con OpenLab per inserire nello stesso locale di lettura computer utili a consentire agli ospiti di viverlo anche come  spazio di relazione con l’esterno e per effettuare ricerche di lavoro.

Attiva sul territorio c’è anche la Casa delle donne e dei bambini sempre aperta dove attualmente ci sono cinque donne adulte sole e un nucleo familiare. E’ comunque necessario chiarire che gli accessi alle due strutture seguono procedure distinte perché mentre al dormitorio possono essere accolti anche soggetti che arrivano da altri territori, nella Casa delle donne e dei Bambini è possibile entrare solo attraverso un progetto sociale.

Di notevole interesse è stata la relazione sul lavoro che i servizi sociali -area adulti, sta svolgendo nella ripresa quotidiana dei contatti con tutta la rete operativa che si occupa delle persone senza fissa dimora con la collaborazione degli operatori del dormitorio, della Caritas , della Croce Rossa, che riprenderà l’attività  con l’unità di strada.

Per i soggetti senza fissa dimora in carica ai servizi che difficilmente accettano di usufruire dei centri di accoglienza si svolge quotidianamente un monitoraggio al fine di garantire anche a loro una adeguata tutela.

Riattivato anche dalla CARITAS già nel mese di ottobre il servizio del Samaritano, centro diurno per soggetti senza fissa dimora, con un’apertura iniziale di cinque giorni su sette che a causa dell’attuale lockdown era stata ridotta. Attualmente è aperto due giorni alla settimana, il lunedì e il venerdì dalle 13.00 alle 15.00. Queste aperture consentono a chi è per strada di poter usufruire di servizi come la doccia o l’uso della lavatrice e l’accesso, in questo momento, è consentito solo a cinque persone al giorno a turno. Anche l’accesso al Samaritano è regolato da adeguate procedure di sicurezza per prevenire i rischi da contagio.

La cooperazione tra forze pubbliche e private in progetti di accoglienza per le persone senza fissa dimora, dichiarano il sindaco Maurizio Rasero e l’assessora Mariangela Cotto, permette di avere uno sguardo a 360° sulle necessità di chi vive per strada e che aumentano con l’arrivo del freddo. L’attenzione deve rimanere molto alta soprattutto in un periodo storico come questo in cui la salute pubblica è minacciata dall’epidemia.