La Ghironda interpreta l’aspetto comico di Alfieri ad Asti Teatro 19

Venerdì 28 giugno alle ore 21,30 presso il giardino di Palazzo Alfieri andrà in scena “Il Divorzio” di Vittorio Alfieri, per la Regia di Tiziana Miroglio. Quando si nomina Alfieri si pensa subito al tragico per eccellenza e sfugge un’altra dimensione dell’autore, quella comica. Le commedie alfieriane, meno note delle tragedie, rappresentano l’ultima fatica letteraria di Alfieri, in particolare “Il Divorzio”, la più realistica delle sei commedie, “tutta moderna ed italiana” come il poeta scrisse nel settembre del 1800.E’ la satira di un matrimonio di interesse nel quale il contratto nuziale, secondo il costume del tempo, è circondato da tante clausole da lasciar libera la moglie da ogni soggezione al marito e da rendere il matrimonio apparente un vero divorzio. Nella Genova di fine ‘700 si narrano le vicende di Agostino Cherdalosi, uomo d’indole onesta, ma la cui avarizia lo rende odioso alla moglie Annetta, donna scostumata e superba. La figliuola Lucrezia è avvenente, ma civetta, mal educata, disamorata e di pessimo carattere; seguendo le orme della madre, amoreggia con tutti coloro che capitano in casa sua. Intorno a costoro si muovono gli altri personaggi: un promesso sposo ingenuo e sprovveduto, i cicisbei, il prete di casa che aiuta la giovane negli intrighi amorosi, un avvocato disonesto ed un medico dello stesso stampo ed infine l’anziano pretendente cui si ricorre strategicamente per un matrimonio di comodo ed opportunistico. Il tono farsesco dell’Alfieri è carico di significati morali, di condanne di costume, di insofferenza verso una società che gli appare mediocre persino nel vizio, riflesso della decadenza degli ideali politici. Il Gruppo “La Ghironda” mette in scena la “stesura” in prosa che, nel modus operandi di Alfieri costituiva la versione intermedia dopo “l’idea” – in cui in estrema sintesi venivano definiti la trama dell’opera, il suo significato ed i caratteri dei personaggi – e prima della definitiva formulazione in versi. Il lavoro è arricchito dall’inserimento di musiche eseguite dal vivo dal Gruppo stesso che, per questa occasione, abbandona temporaneamente i consueti strumenti e melodie medioevali per proporre musiche dell’epoca tra cui una sonata del “Pastor fido” di Antonio Vivaldi e il Concerto n°22 in La minore di Giovanni Battista Viotti, uno tra i musicisti prediletti dell’Alfieri, presente a Torino, Parigi e Londra negli stessi anni dei soggiorni alfieriani. Ingresso libero