LA CAPACITA’ DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

Rapporto del 109 Comuni capoluogo

La Fondazione Etica è una fondazione nazionale riconosciuta, indipendente e no-profit che si occupa prevalentemente di innovazione nel sistema e nelle politiche sociali ed in particolare di:  innovazione nella pubblica amministrazione, monitoraggio della spesa pubblica, prevenzione della corruzione, processi partecipativi, innovazione e impatto sociale, ammodernamento delle istituzioni.

Non ci può essere sviluppo economico e sociale senza una buona governance pubblica. Ciò è ancor più vero ora che si tratta di gestire i fondi del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza). I Comuni saranno attori cruciali nella realizzazione degli investimenti strutturali previsti dal quel piano, in quanto chiamati a gestire progetti complessi e spendere risorse ingenti, che si andranno a sommare a quelle delle politiche di coesione 2021-2026.

Amministratori locali, cittadini e imprese, si confrontano, solitamente, sui servizi e sulle politiche sociali,ma quasi mai il confronto riguarda la capacità amministrativa di un Comune, capacità senza la quale quei servizi e quelle politiche non sono realizzabili.

Per rafforzare la capacità amministrativa ad ogni livello di governo, e, dunque, anche comunale occorre conoscere i punti di forza e di debolezza. Ad oggi non esiste alcuna misurazione né in Italia, né in Europa, della capacità amministrativa delle Amministrazioni Locali. Per questo la Fondazione Etica ha misurato la capacità amministrativa dei Comuni capoluogo di Provincia analizzando le aree come il bilancio, la governance, il personale, i servizi, gli appalti, l’ambiente.

Ecco come nasce il progetto  Il Rating delle Pubbliche Amministrazioni quale strumento per valutare la performance del mondo pubblico che analizza non solo i bilanci, ma anche indicatori qualitativi.  E’  innovativo ed è oggi applicabile anche ad altri Paesi Europei, rispetto ai modelli di valutazione esistenti in quanto: (fonte: attività – Fondazione Etica)

  • non necessita della collaborazione delle Amministrazioni nel processo di valutazione,
  • adotta il punto di vista degli stakeholders,
  • recepisce le disposizioni normative degli ultimi anni,
  • misura i dati sia qualitativi che quantitativi della performance pubblica
  • contribuisce a prevenire il rischio di default,
  • contribuisce a prevenire il rischio corruzione,
  • individua un benchmark,
  • supporta le PA che vogliono migliorarsi,
  • consente il coinvolgimento dei cittadini

L’analisi sui Comuni capoluogo,  realizzata a cavallo tra il 2020 e 2021, fornisce un quadro dettagliato della loro capacità amministrativa a oggi.   E’ in sintesi la “radiografia” della propria macchina organizzativa.

Fonte: Rating Pubblico, Fondazione Etica

Rating Pubblico: benchmark                  

Rating pubblicoScore di ratingClasse di Rating
PPP+90-100Excellent
PPP80-89Very good
PP+60-79Good
PP50-59Satisfactory
P20-39Poor
F0-19Fallible

I  RISULTATI COMPLESSIVI

L’analisi comparata ha prodotto un ranking che vede due raggruppamenti principali: da un lato, 47 Comuni con un risultato sufficiente e più che sufficiente (score pari o superiore a 50 su 100); dall’altro, 62 Comuni con un risultato complessivo insufficiente (score inferiore a 50 su 100). Quindi la prima considerazione di carattere generale non è soddisfacente; la maggioranza dei Comuni dimostra una capacità amministrativa insufficiente. I risultati dei Comuni sono stati ulteriormente disaggregati nelle variabili:  area geografica, dimensione demografica, reddito imponibile pro-capite.

Tra i Comuni con risultato positivo solo 20 vanno oltre la classe di rating “Satisfactory”, fermandosi comunque in classi “Good” (da 60 a 79), solo 3 superano score 70 su 100. Dall’analisi dei grafici pubblicati a corredo dell’analisi, emerge che  il Comune di Asti si classifica tra i Comuni più performanti in termini di capacità amministrativa, in fascia Good: score pari a 60 al pari di Brescia e Padova, Comuni della stessa area geografica centro-nord. In Piemonte si posiziona dopo Cuneo (score 69). Più distanti sono gli altri capoluoghi piemontesi: Novara (54), Biella e Vercelli (47), Torino (45), Alessandria (41).

I  RISULTATI NELLE SEI AREE

Il rating pubblico consente di disaggregare il risultato nell’analisi comparata dei Comuni in sei aree: bilancio, capacità di governante, gestione del personale, servizi e cittadini, appalti e fornitori, impatto ambientale.

I RISULTATI DEL COMUNE DI ASTI

Area Bilancio: a livello nazionale il rating pubblico medio, pari a 61 su 100, si colloca in fascia Good. L’analisi sottolinea che la complessità della gestione economico – finanziaria degli enti locali è andata complicandosi nel tempo, oltretutto in concomitanza della riduzione del numero dei dipendenti e dell’innalzamento della loro età media. La conseguenza è che anche le Amministrazioni più virtuose possono facilmente incorrere in difficoltà gestionali. Fatta questa premessa, scorrendo la classifica della gestione economico-finanziaria, il Comune di Asti si posiziona in classe di rating Good, con un punteggio di 64 al pari di  Trieste e Bolzano nell’area del Centro-Nord. In Piemonte solo Cuneo e Novara sono in posizioni migliori. Ben distanti le posizioni degli altri capoluoghi piemontesi: Alessandria (37), Torino (36).

Capacità di governance: il rating ne suddivide l’analisi in due aspetti principali: trasparenza ed efficienza, con particolare attenzione alla capacità di lavorare per obiettivi e di monitorare le attività, di dotarsi di strumenti tecnologici, di adempiere agli obblighi normativi e trasparenza. Nell’area nessun Comune raggiunge l’eccellenza, la maggioranza del campione mostra un esito positivo.  Ottimo in questa sezione il risultato riferito alle misure anticorruzione. Il  Comune di Asti si posiziona in classe di rating Good, con un punteggio di 64 al pari di  Varese nell’area del Centro-Nord. In Piemonte secondo capoluogo dopo Cuneo.

Gestione del personale: Per determinare il rating dell’area, chiare sono le fonti da cui sono state tratte le informazioni (sul sito web dell’Ente nella sezione trasparenza: dati del personale  e conto annuale). Nelle varie voci analizzate il Comune di Asti si distingue nella sezione: “minore numero di giorni di malattia” posizionandosi nei primi 20 Comuni e nel “grado di differenziazione dei premi ai Dirigenti”: all’11 posto.  In relazione al costo del personale pubblico comunale che grava sui cittadini, il Comune di Asti si posiziona in una fascia  media (circa 260 euro) considerato che  Bolzano ha il costo più alto con 507 euro, Trani il più basso con 108 euro. In Piemonte Torino supera i 400 euro.

Servizi e rapporto con i cittadini: Gli indicatori di questa area misurano  sia il livello di trasparenza ed efficienza dei servizi cittadini intesi come utenti, sia il livello di coinvolgimento attivo dei cittadini da parte dell’Amministrazione comunale. Sono stati misurati il grado di efficienza dei servizi, i servizi resi  on line, la partecipazione civica, la rigenerazione urbana, l’accesso civico. Anche in quest’area il Comune di Asti si posiziona tra i primi 19 capoluoghi con un punteggio di 61, secondo capoluogo in Piemonte. Il risultato  è da considerarsi più che positivo considerato che la metà dei Comuni capoluogo ottiene uno score al di sotto della media di area (37 su 100).

Appalti e rapporti con i fornitori: Gli appalti sono al centro del dibattito pubblico anche in vista dell’arrivo del fondi del Next Generation EU. L’area considerata è quella su cui può essere meglio valutata la capacità anticorruzione di un’Amministrazione e, conseguentemente, il suo potenziale sviluppo economico sostenibile e di promozione della competitività delle aziende sul territorio. Nelle varie sezioni analizzate:  affidamenti diretti e gare d’appalto, ricorrenza degli aggiudicatari negli appalti, affidamenti diretti con importi prossimi alla soglia, Asti si posiziona nella media: non compare infatti nelle varie tabelle di raffronto, quindi non compare il valore del rating attribuito.

Impatto ambientale: In quest’area le competenze risultano frammentate sul territorio tra diverse istituzioni e, conseguentemente, è molto difficile distinguere le responsabilità comunali in tema di impatto sull’ambiente: il suo stato di salute, entro i confini comunali, non è attribuibile nel bene e nel male, alla sola Amministrazione comunale. Fatta questa premessa, il Comune di Asti si posiziona nella parte alta del ranking,  con un punteggio di 64 a pari merito con Cuneo. Anche gli altri capoluoghi piemontesi si distinguono Torino 67,  Verbania e Biella 66. Non compare in questa sezione Alessandria.

Il Report sul Rating Pubblico degli enti territoriali sono stati richiesti da banche e da fondi di investimento istituzionali, mentre tra gli organi di informazione il Corriere della Sera ne pubblica periodicamente i risultati. Il Sindaco Maurizio Rasero ha espresso soddisfazione per il risultato che certifica il buon funzionamento della macchina comunale, premiando il lavoro di squadra sinora svolto da amministratori, dirigenti e dipendenti tutti con alta professionalità, trasparenza, integrità ed efficienza.