Juve-Napoli, la partita delle polemiche

Una situazione rocambolesca quella dello scorso fine settimana, una sfida a colpi di social e polemiche, che ha coinvolto Juventus e Napoli. Nessun big match dunque allo Stadium, visto che i ragazzi di Gattuso sono stati costretti a rimanere in ritiro in quarantena su volere dell’Asl, mentre Andrea Pirlo e i suoi si sono regolarmente presentati in campo e puntano al 3-0 a tavolino. 

Una scena che mette in luce tutti i dubbi e le perplessità sulle procedure anticovid applicate alla Serie A. Da una parte infatti la società campana dice di tutelare i suoi giocatori e rispettare le normative regionali, dall’altra la Vecchia Signora pensa ad un gesto antisportivo, più legato alla rosa corta che agli effettivi due casi di positività riscontrati. Secondo regolamento, infatti, finchè ci sono 13 giocatori negativi si gioca, lasciando a casa i positivi. E, per l’accordo sottoscritto tra Ministero e Figc, non sarebbe competenza delle Asl dirimere la questione. Inoltre, la Salernitana, società in Serie B, nonostante un giocatore positivo, è partita regolarmente pochi giorni fa per la trasferta di Verona, pur facendo parte della stessa Regione.

Netta la posizione del presidente Andrea Agnelli: “Eravamo qui per assistere a una delle più grandi partite del campionato italiano e ci troviamo invece a gestire una situazione apparentemente complessa, derivante dalla positività di appartenenti a un gruppo squadra. In realtà è una situazione semplice: abbiamo un protocollo della FIGC, che rimanda a una circolare del Ministero della Sanità, approvata dal CTS e questo dice che in caso positività di un suo membro, il gruppo squadra va in isolamento fiduciario in struttura indicata all’ASL territoriale. Una volta che il gruppo squadra entra nella cosiddetta “bolla”, l’attività si svolge in maniera normale: ci si allena e si giocano le partite in casa e in trasferta, in quanto tutto è perfettamente normato. Questo è quanto abbiamo fatto: saputo della positività di due individui nel gruppo squadra, ci siamo isolati nella “bolla” e siamo venuti qui a giocare la partita, rispettando il protocollo. Sottolineo che comanda la circolare ministeriale, non l’autorità locale. L’ASL interviene quando il protocollo non viene osservato”

Prima della partita era già intervenuta la Federazione, insistendo che la sfida non aveva i presupposti per essere sospesa. Nel comunicato la Figc sottolinea: “è opportuno ricordare che la nota della ASL campana si è limitata a notificare il provvedimento ordinario di isolamento fiduciario nei confronti dei contatti stretti del giocatore Zielinski. Nel caso di specie, invece, si applica il Protocollo Figc concordato con il CTS e integrato dalla Circolare del Ministero della Salute lo scorso 18 giugno, che recepisce il parere del CTS n. 1220 del 12 giugno 2020, che non è stato tenuto in considerazione neanche nella mail del vice capogabinetto del Presidente della Regione Campania”

Laconico il commento del presidente napoletano De Laurentiis: “Non potevamo partire, la Asl ha preso in considerazione la possibilità della deroga prevista dal protocollo, ma non ci ha dato il via libera, si deve rinviare la partita”..