Jeep Renegate – Arriva l’ibrido entro il 2020

E’ attesa nei primi mesi del 2020 la versione con motore ibrido e batterie ricaricabili della Jeep Renegade, il primo fra i dieci modelli plug-in attesi entro il 2022. La conferma è arrivata direttamente dalla FCA, il gruppo di cui fa parte la Jeep, che ha stanziato oltre 200 milioni di euro per aggiornare la fabbrica di Melfi, in Basilicata, dove la Renegade ibrida sarà costruita insieme a quelle con motori benzina e diesel alla Fiat 500X (le due vetture nascono sulla stessa base meccanica). Le auto ibride plug-in hanno batterie che si ricaricano dalla presa di corrente, in grado di immagazzinare più energia rispetto alle ibride non ricaricabili. Questo consente l’uso di motori elettrici più potenti che consentono di muoversi a emissioni zero per circa 50 chilometri.

La Jeep ha annunciato lo scorso giugno di voler rinunciare entro il 2022 ai motori diesel in Europa, dove sono finiti nel “mirino” di tante amministrazioni locali a causa delle emissioni elevate di ossidi d’azoto, la sostanza che respirata in grandi quantità può causare problemi alle vie respiratorie. Il costruttore statunitense ha deciso pertanto di puntare sulle cosiddette auto elettrificate, ovvero le ibride (“normali” e plug-in) e le elettriche: i modelli con batterie ricaricabili sono dieci per il 2022, ma per quell’anno sono attese anche quattro automobili elettriche pure.

E guardando la Jeep Cherokee 2018, invece, non si correrà il rischio di scambiarla per il modello in vendita da cinque anni, perché l’aggiorna mento settembrino ha cambiato non poco il look della suv media, che nonostante le modifiche resta lunga 462 cm: ha dimensioni simili alle rivali Honda CR-V e Toyota Rav4. Gli stilisti hanno ridisegnato infatti l’anteriore e modificato il fascione paraurti, il cofano ed i fari, non più disposti su tre livelli e quindi meno appariscenti rispetto al vecchio model- lo: ora gli anabbaglianti e abbaglianti sono integrati alle frecce e alle luci diurne, mentre prima erano separati. La Jeep Cherokee cambia anche in coda: ora nel portellone è ricavato l’alloggiamento del portatarga, men- tre prima era nel fascione. Il guscio dei fanali posteriori è ora di foggia diversa.

Grazie a queste novità la Jeep Cherokee ha un look più sobrio, in partico- lare all’anteriore, dove si nota una somiglianza più accentuata con la sorella minore Compass. All’interno è stata rimossa la leva del freno di stazionamento e cambia anche la consolle centrale, dove c’è più spazio per il telefonino e altri piccoli oggetti. Il baule inoltre è più ampio di 70 litri (ne contiene 570). Il sistema multimediale Uconnect si comanda attraverso schermi a sfioramento di 7 o 8,4”, dotati anche della funzionalità Apple CarPlay e Android Auto, mentre nel cruscotto si trovano uno schermo di 3,5” o uno a colori di 7”. Fra i sistemi di sicurezza non mancano la frenata automatica d’emergenza con il riconoscimento dei pedoni, il mantenimento della corsia e il monitoraggio dell’angolo cieco, tutti compresi nel prezzo fin dall’allestimento di primo livello. Si può ordinare sulla Jeep Cherokee il motore diesel 2.2

preso nel prezzo il cambio automatico a 9 marce, a differenza di quello da 150 CV, abbinato di serie al manuale a 6 marce. Sulle versioni meno costose è prevista la trazione anteriore, ma a pagamento sono previsti tre tipi di trazione integrale inseribile: la Jeep Active Drive I, dove la potenza viene inviata alle ruote posteriori solo in caso di pattinamenti; la Jeep Active Drive II con le marce ridotte e la Jeep Active Drive Lock con le marce ridotte e il bloccaggio del differenziale posteriore, dove la coppia è ripartita in modo fisso fra le ruote anteriori e posteriori per migliorare l’aderenza su fondi impegnativi.