Il circolo filarmonico astigiano ricorda il Giorno della memoria

Riprende l’attività dell’associazione circolo filarmonico astigiano con un appuntamento dedicato al “Giorno della memoria“. Il concerto è inserito nella stagione teatrale del teatro alfieri e in “Asti in concerto“ ed è promosso in collaborazione con: comune di Asti – assessorato per la cultura, l’istituto per la storia della resistenza, il comitato della regione Piemonte per l’affermazione dei valori della resistenza e dei principi della costituzione repubblicana; la fondazione cassa di risparmio di Torino, l’istituto comprensivo2 e la direzione artistica della prof.ssa Lia Lizzi Balsamo.
Concerto per il giorno della memoria per raccontare la storia e accordare passato e presente: «fare memoria del passato significa strapparlo all’oblio, serve ad impedire che il passato si ripeta, che si passi dall’ignoranza al pregiudizio e dal pregiudizio all’odio». Piero Terracina, sopravvissuto ad Auschwitz.
Doppio l’appuntamento: giovedì 24 gennaio ore 18 e ore 21,15, Teatro Alfieri – sala Pastrone – Asti.
Il programma spazia dai canti tradizionali ebraici alla brillante musica klezmer, coinvolgendo il pubblico in un viaggio attraverso la storia ebraica. Ampia parte del programma è dedicata alla tradizione yiddish, una fiorente cultura vivissima fino a 60 anni fa e in gran parte annientata dalla furia nazista e dalla Shoà che ha sterminato il popolo che la coltivava.
Il Kinder Klezmer Quartet affronterà la forza evocativa e la vitalità della musica klezmer con un repertorio che spazia dai ritmi dell’Est Europa alla penisola iberica, in un originale omaggio alle due grandi tradizioni del genere. un repertorio in cui si ritrovano sia il filone musicale askenazita sia quello sefardita. Il quartetto (quasi un’orchestrina, agile e duttile come i musicisti klezmer che si spostavano di villaggio in villaggio nei tempi antichi) è un vero «supergruppo» della scena scaligera che incanta anche chi non ha dimestichezza con la musica klezmer e i suoi tratti distintivi, in primis quel continuo dialogo tra particolare humour e insopprimibile vena malinconica. E tanto più questa volta ci ammalierà la bellezza del repertorio a cui il Kinder aderisce con perfetta naturalezza. In virtù di una rara cognizione del materiale di tutti i componenti, della loro elevatissima e ben nota caratura tecnica, della predisposizione alla creatività refrattaria invece al prevedibile o allo scontato, di un comune buon gusto anche nel gioco delle parti. Fabio Basile alla chitarra elettrica, Roberto Lanciai al sax baritono ed Enrico Terragnoli al banjo, sono, presi singolarmente, altrettanti campioni dei rispettivi strumenti, e insieme vanno a nozze, come perfetta famiglia allargata. A questo si aggiunge la sempre più luminosa eleganza scenica e interpretativa di Claudia Bidoli, senza fastidiose esagerazioni ma con evidente personalità, e soprattutto una voce non virtuosistica ma piena di echi, sfumature, sottintesi.