Il 103° Giro d’Italia parla inglese: la vittoria a Geoghegan Hart

Alla fine è stato Tao Geoghegan Hart a conquistare la maglia rosa e vincere il Giro d’Italia più complicato degli ultimi anni, rinviato per un lockdown e finito proprio nei giorni in cui l’Italia richiude – quasi – tutto.

l 25enne inglese era partito come gregario del capitano Thomas, ma dopo il suo abbandono ha corso ogni giorno con maggior consapevolezza, diventando tappa dopo tappa il leader della squadra. Ha dimostrato di essere sempre tra i migliori in salita conquistando i due arrivi in quota di Piancavallo e Sestriere. Dopo la caduta di Thomas la Ineos ha mandato ogni giorno un uomo all’attacco, se non potevano più giocarsi la classifica generale si sarebbero giocati una tappa dopo l’altra, fuga dopo fuga, attacco dopo attacco. 

Nelle prime quindici frazioni ne hanno portate a casa cinque, un terzo del totale.

Poi si sono accorti di avere un altro uomo lì in classifica generale, un giovane corridore che era partito in supporto al capitano ma che ha saputo reinventarsi, cogliendo il momento complicato per ritagliarsi uno spazio che altrimenti difficilmente avrebbe potuto avere.

TAPPE PIEMONTESI

E’ passata anche da Asti la carovana del Giro, in una delle sue giornate più complesse e folli. Da programma dovevano essere 251 km, in piano, partendo da Morbegno, con arrivo nel pieno centro del capoluogo monferrino. Ma alla partenza in corridori erano tesi, e il malumore ha portato ad una specie di sciopero-ricatto. Chi voleva partire comunque non ha potuto farlo, gli altri hanno dovuto aspettare. Alla fine la pioggia battente, la troppa stanchezza e la determinazione dei corridori hanno costretto gli organizzatori ad accorciare il percorso. L’arrivo è stato comunque astigiano, ma la linea di partenza si è avvicinata di circa un centinaio di km, fatti in autobus, fino ad Abbiategrasso. Una minitappa di 120 km, vinta da un coraggiosissimo ceco, Josef Cerny, che ha tagliato il traguardo dopo una fuga solitaria di una ventina di chilometri resistendo al recupero di un quintetto che il recordman dell’ora, il belga Campenaert ha a lungo pilotato prima di decidersi a far tutto da solo, senza riuscire a colmare il ritardo di 18”. 

Il giorno dopo il giro è ripartito da Alba, che con l’avvio di tappa, l’ecomaratona e l’ultimo week end di fiera del tartufo saluta il suo autunno di turismo ed eventi per adeguarsi al nuovo dpcm. Una tappa che necessariamente è stata rimaneggiata, e che in origine prevedeva il superamento del confine attraverso il Passo dell’Agnello per passare in territorio francese da Briançon e Monginevro. Ma l’attuale pandemia ha reso i confini molto più reali di quanto non fossero da tempo, per cui i corridori sono passati da Pinerolo per poi salire fino a Sestriere, da li sono discesi verso Claviere e poi sono tornati a Sestriere per tagliare il traguardo.