I TEMI DELL’INDIFFERENZA E DELLA MEMORIA NEI LAVORI DEGLI STUDENTI PARTECIPANTI AL PREMIO ENRICA JONA

Si è svolta  martedì  scorso  in Sala Pastrone  la cerimonia  di premiazione degli allievi vincitori del Concorso intitolato alla memoria di “Enrica Jona” giunto alla diciottesima edizione.

Il Concorso, rivolto agli allievi delle scuole secondarie di primo grado della Città e istituito dall’Assessorato all’Istruzione della Città di Asti, rende omaggio a Enrica Benvenuta Jona, di famiglia perseguitata e vittima delle leggi razziali nazi-fasciste. Deportata nel 1944 nel lager di Birkenau – Auschwitz, sopravvissuta al campo di lavoro, fu esponente attiva della politica cittadina dal 1994 al 1997,  insegnante di lettere nell’ex scuola media “A. Gatti” e nel ginnasio “Vittorio Alfieri”. Fino alla sua morte una testimone chiara e insigne di un terribile e tragico passato.

A fare da motivo ispiratore dei lavori dei partecipanti, tutti allievi delle scuole secondarie di primo grado della città, l’invito della senatrice a vita Liliana Segre “a dare idealmente la parola a quei tanti che, a differenza di me, non sono tornati dai campi di sterminio, che sono stati uccisi per la sola colpa di essere nati, che non hanno tomba, che sono cenere nel vento”. 

“Una continuità ideale tra queste due donne – ha ricordato l’assessore Elisa Pietragalla rivolgendosi agli studenti – nate una nel 1910 e l’altra nel 1930, entrambe sopravvissute all’orrore ed entrambe impegnate a suscitare nei giovani la memoria e negli adulti la doverosa scelta di restare umani, affinché offese all’umanità intera non si ripetano. L’indifferenza è il grande male di questo tempo e il lavoro degli studenti fa crescere consapevolezza in noi e chi ti sta intorno”.

Anche il Sindaco Maurizio Rasero ringrazia gli insegnanti per il lavoro svolto e si complimenta con i ragazzi per l’impegno profuso ritenendo che questo concorso, come molte altre iniziative portate avanti nella scuola sulle leggi razziali e la Shoah  rappresenta davvero un importante momento di formazione umana e civile per le giovani generazioni.

Con 27 lavori presentati e il coinvolgimento di circa 80 allievi “alta è stata la qualità dei lavori presentati”, ha commentato Tullia Jona nipote di Enrica, a nome della Commissione giudicatrice “buon segno degli approfondimenti svolti in classe e delle modalità letterarie e figurative con cui gli studenti hanno interpretato i contenuti del bando concorso”.

Infatti senza retorica, i lavori premiati hanno offerto un richiamo al plurale di vissuti, emozioni, storie personali, coerenti con quegli anni, il manifestarsi e gli esiti della Shoah. Due ore di storia in diretta che la platea di genitori, allievi e insegnanti hanno mostrato di apprezzare in più passaggi del pomeriggio.

Sullo sfondo una tela, “la pittura della memoria” realizzata da Diego  Longo  e Andrea Cavalli  con ricchezza di riferimenti artistici e letterari sintetizzati con molta efficacia. E poi quattro testi, ciascuno meritevole della menzione che li descrive: il racconto di vita “un papà esemplare” di Serena Frassetto capace di valorizzare la documentazione storica locale; l’accurata ricerca “l’indifferenza è il peso morto della storia” di Alessandro Rainero, inerente la questione ebraica e svolta attraverso le pagine dello storico giornale locale “Il Cittadino”; il racconto “Emma (detta Graziella) Cassuto in Lascar” di Attilio Amerio, un episodio realmente vissuto da una giovanissima con in evidenza il tema dell’odio e dell’indifferenza, di cui l’autore è venuto personalmente a conoscenza; l’approfondimento sulla persecuzione nei confronti dei Testimoni di Geova e in particolare su donne e bambini nel lavoro “la politica antisemita: dalle leggi razziali alla soluzione finale” di Rebecca Piermarino. Fin qui tutti lavori di studenti della scuola secondaria O. e L. Jona.

Dalla scuola Brofferio due testi meritevoli di rappresentazione: un non banale “epistolario” tra due giovani,  presentato da Giorgia Ferraro e Lucia Macagno, che nell’arco di 25 anni si raccontano,  mostrando l’evoluzione della propria storia e di un intero popolo, fino a esserne segnati indelebilmente; e il monologo “mi chiamo Agata e sono ebrea” scritto  dalle alunne Olimpia Lotti e Matilde Ghigo a descrivere la vicenda e il tragico epilogo di una ragazza di famiglia ebrea “che avrebbe avuto per sempre 15 anni”.

Infine il racconto di Maryam Chatoubi  della scuola secondaria Goltieri, una vicenda di amicizia che aprendo uno spiraglio di speranza in una tragedia senza confini, ha rinnovato la promessa del motto “sopravvivere no, vivere sì”.

I giovani premiati parteciperanno al viaggio a Ferrara ai luoghi della memoria e della cultura ebraica, il prossimo 18 e 19 maggio, grazie alla collaborazione con l’associazione Italia Israele.  

Altri i lavori partecipanti e meritevoli riconoscimento. Dalla scuola Jona La tela “binario 21” di Veronica Longo, Chiara Luisi, Sara Ponchione,  la video animazione “draw my life” realizzato da Jing Huang, il plastico “nel buio” di Cristian Marino e Giovanni Virgillito, il video “i tuoi occhi su di me” realizzato da Giulia Gallina, Aurora Perna, Angelica Pivato, Aurora Spata; l’opera grafica “figura umana priva di volto” di Martina Cannella, Mariam Chatoubi, Andrea Jimenez, Francesca Lame, Sofia Paltro della scuola Goltieri; i testi poetici “l’umanita’ taceva” proposto da Chiara Mascarino e Gaia Franco e “granelli di polvere” proposto da Elisa Battaglia della scuola Brofferio.

Nella varie fasi di realizzazione di questa edizione del premio hanno fornito un significativo contributo alla sua riuscita: Martina Gado dell’Ufficio scolastico territoriale, Nicoletta Fasano e Mario Renosio dell’Istituto per la storia della Resistenza e della Società contemporanea, il presidente dell’associazione “Italia Israele” Luigi Florio, lo scenografo Ottavio Coffano.