Cultura e Spettacolo

I Camminatori di Domande continuano il loro viaggio.

Ancora un appuntamento il nuovo cartellone della rassegna “Le Sfide della Fede”, spettacoli ad Asti sulla tematica delle sfide della Fede e della cultura nel nostro tempo, promosso dal Teatro degli Acerbi e dall’Istituto Oblati di San Giuseppe Marello.

“Sfide” tra ragione e Fede, tra l’uomo e Dio.

Gli artisti di rilievo nazionale coinvolti propongono drammaturgie che “abitano” gli spazi fuori dai teatri della città, che creano dialogo con il pubblico, offrendo il loro punto di vista artistico su temi laici e religiosi del nostro tempo. Il tutto per attirare le attenzioni di credenti e laici, uomini e donne, anziani e bambini.

Essa è realizzata con la Città di Asti, con la partnership di Spazio KOR e con maggiore sostenitore la Fondazione Compagnia di San Paolo. La rassegna è parte di PATRIC che ha ricevuto il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito delle linee guida per progetti nell’ambito della cultura contemporanea che guardano al consolidamento dell’identità creativa dei territori attraverso il sostegno alla programmazione nel campo delle performing arts e alla produzione creativa contemporanea, unendo ricerca, produzione, offerta e distribuzione in una logica di ecosistema per rafforzare le vocazioni artistiche del territorio.

La rassegna è sostenuta anche dalla Fondazione CRAsti, dalla Fondazione CRT e da numerose aziende locali che negli anni hanno creduto nel progetto, anche nei suoi positivi riscontri e nelle appassionanti ricadute sul territorio. 
E’realizzata in collaborazione con il Progetto Culturale della Diocesi di Asti.

Si tratta della settima edizione.

Ad Asti venerdì 22 marzo alle ore 21 presso la Chiesa di San Martino (piazza San Martino n.11) ci sarà lo spettacolo “Giobbe. Storia di un uomo semplice” tratto dal romanzo di Joseph Roth,vincitore dei “Teatri del sacro” 2017.

In scena Roberto Anglisani, adattamento e regia di Francesco Niccolini. Una produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Teatro Franco Parenti.

La tragedia e il riscatto di un uomo semplice, in uno spettacolo che attraversa la Grande Storia del Novecento, dalla guerra russo-giapponese alla prima guerra mondiale.

“Più di cent’anni fa, in Russia, in un piccolissimo villaggio di frontiera, viveva un maestro. Si chiamava Mendel Singer. Era un uomo insignificante. Devoto al Signore. Insegnava la Bibbia ai bambini, con molta passione e poco successo. Uno stupido maestro di stupidi bambini, come pensava di lui sua moglie”.

Così inizia questo racconto, che attraversa trent’anni di vita della famiglia di Mendel Singer, di sua moglie Deborah e dei suoi quattro figli. Ma attraversa anche la storia del primo Novecento, dalla Russia all’America, dalla guerra russo giapponese alla prima guerra mondiale e oltre. Ma soprattutto attraversa il cuore di Mendel, lo stupido maestro di stupidi bambini, devoto al Signore, e dal Signore – crede lui – abbandonato.

Roberto Anglisani, uno dei maestri del teatro di narrazione italiano, dà voce a tutti i pensieri dei protagonisti, alle paure, alle speranze e alla disperazione, alle preghiere e alle rivolte. Come dice Skowronnek, grande amico di Mendel Singer, “Noi siamo dentro il disegno, e il disegno ci sfugge”, per questo Mendel – e tutti gli altri – fanno tanta fatica: la vita è un mistero, la fede un rifugio, e il dolore mette a dura prova anche l’uomo più giusto.