Fusione tra Fca e Renault? Un affare da 32 miliardi di euro

Un’operazione da 32,6 miliardi di euro, con vendite combinate di 8,7 milioni di vetture. Numeri importanti dietro la fusione tra Fca e Renault, un modo per affrontare in posizione di forza la ciclica crisi dell’auto e le sfide ambientali del futuro, che vanno verso la direzione dell’elettrico. Aspetto in cui il gruppo Fiat Chrysler è più indietro, motivo per cui fa fatica a penetrare nei mercati asiatici, dove invece Reanault, in collaborazione con la Nissan, è già più avanti. In compenso Fca è un colosso nel mercato americano.
Ognuno dei due gruppi terrebbe il 50% della nuova società, il consiglio sarebbe composto da 11 membri, dei quali 4 nominati da Fca, 4 da Renault, uno da Nissan, un amministratore delegato e un presidente. Il Gruppo Nissan Mitsubishi resterebbe legato a Renault, quindi alla nuova società, cosa che comporterebbe nella classifica costruttori un accordo tra il Quinto (Nissan), l’ottavo (Fca) e il decimo (Renault) gruppo, realtà che, guardando ai dati del 2018, andrebbe a prendere il primo posto se le tre case si unissero, il terzo se si parlasse solo di Fca e Renault.
Il comunicato ufficiale di Fca spiega: “La proposta di FCA fa seguito a iniziali dialoghi operativi tra le due società per identificare prodotti e ambiti geografici in cui si potrebbe collaborare, in particolar modo nello sviluppo e nella commercializzazione di nuove tecnologie. Tali dialoghi hanno chiarito che una più ampia collaborazione tramite una aggregazione migliorerebbe sostanzialmente l’efficienza del capitale e la velocità nello sviluppo dei prodotti. Il razionale dell’aggregazione è anche rafforzato dal bisogno di prendere decisioni coraggiose per cogliere su larga scala le opportunità che si sono create nel settore automobilistico in campi come la connettività, l’elettrico e i veicoli a guida autonoma. L’aggregazione proposta creerebbe uno dei principali produttori di auto al mondo in termini di fatturato, volumi, redditività e tecnologia a beneficio dei rispettivi azionisti e degli stakeholder delle società. La Società risultante venderebbe annualmente circa 8,7 milioni di veicoli, sarebbe un leader mondiale nelle tecnologie EV, nei marchi premium, nei SUV, nei pickup e nei veicoli commerciali e avrebbe una più ampia e più bilanciata presenza globale rispetto a quella che ciascuna società ha da sola. I benefici dell’operazione proposta non si otterrebbero con la chiusura di stabilimenti ma deriverebbero da investimenti più efficienti in termini di utilizzo del capitale in piattaforme globali dei veicoli, in architetture, in sistemi di propulsione e in tecnologie”