Fondazione Migrantes: report 2019

“Il diritto di asilo. Non si tratta solo di migranti”. E’ questo il titolo del nuovo report della Fondazione Migrantes che è stato presentato “a distanza” ieri, mercoledì 24 giugno. Un incontro telematico messo in diretta, dalle 21, sul canale Youtube di Migrantes Asti (link) al quale hanno partecipato Mariacristina Molfetta, curatrice del volume, Alberto Mossino, presidente del Piam e il vescovo Marco Prastaro.

Il rapporto, giunto alla terza edizione, è dedicato al mondo dei richiedenti asilo e rifugiati, cercando di mantenere e promuovere l’attenzione su un diritto, quello alla protezione, che oggi sembra, piuttosto che tutelato, sempre più “sotto attacco” in Europa e in Italia.

Il report 2019 su Il diritto d’asilo, come nelle passate edizioni, è curato da un’équipe di persone che, oltre ad essere seri studiosi di questi temi, nel corso degli anni hanno seguito e continuano a seguire direttamente e concretamente i richiedenti asilo e i rifugiati nel nostro Paese. Si tratta di autrici e autori che si lasciano “toccare e interrogare” alle sofferenze e dalle contraddizioni che le persone in fuga nel mondo portano scritte nei loro volti e nei loro corpi.

Con questo animo, i diversi capitoli del rapporto spaziano dalla dimensione europea a quella nazionale, estendendosi anche alle sponde a sud del Mediterraneo per analizzare le conseguenze delle politiche di esternalizzazione, e anche quest’anno si fanno guidare dalle parole e dal Messaggio di Papa Francesco per la 105a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (celebrata il 29 settembre 2019 in piazza San Pietro), che già nel titolo porta un monito fondamentale: Non si tratta solo di migranti, ma appunto di tutti noi e dell’idea di società, umanità, comunità, città e Paese che abbiamo.

Su queste basi, si è voluto dedicare l’approfondimento del volume all’Italia che “resiste” e che accoglie fin troppo trascurata dai riflettori della politica e dei media, sottolineando l’esigenza di una nuova “politica della somiglianza” che superi i rischi della contrapposizione amico-nemico.

Il volume è articolato in tre sezioni principali. La prima ha uno sguardo rivolto all’Europa: da una parte, ricostruisce il quadro delle guerre, delle situazioni di tensione, degli attentati terroristici e di violazione dei diritti umani, insieme alla ricostruzione delle rotte principali percorse da chi cerca di entrare e chiedere asilo nell’UE; dall’altra parte prova a fare il punto rispetto alle politiche di esternalizzazione che sono divenute un robusto pilastro dell’intera politica migratoria europea, andando a recuperare la precoce esperienza della Spagna per confrontarla con le più recenti evoluzioni che hanno coinvolto Paesi terzi extraeuropei, in particolare in Nordafrica (Marocco e Tunisia). La seconda approfondisce le questioni di esternalizzazione fra Europa e Italia: si parte da un’analisi degli accordi di collaborazione internazionali e nazionali con la Libia, proseguendo con il caso del Niger come sintomatico della convergenza sull’esternalizzazione tra Unione europea ed Italia. La terza si rivolge all’Italia. Qui, al centro dell’attenzione si trovano le conseguenze del primo decreto “sicurezza e immigrazione”: che cosa significa aver abolito la protezione umanitaria e a quali contraddizioni, tra enunciazioni ed effetti reali, questa abolizione conduce? Ma anche: che cosa sta comportando la trasformazione dello Sprar in Siproimi, ben più che un semplice cambio di etichetta? Ogni sezione quest’anno è accompagnata da un approfondimento statistico specifico su Europa, Africa ed Italia e le questioni riguardanti il diritto d’asilo e la protezione internazionale.