Festival delle Sagre, al via la 46ª edizione: specialità e prelibatezze da 41 pro loco

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Arriva l’appuntamento più atteso del Settembre Astigiano, quel Festival delle Sagre (giunto quest’anno alla sua 46ª edizione) che in questo week end trasformerà Piazza del Palio in una enorme cucina ricchissima di specialità e prelibatezze preparate con la consueta maestria dalle 41 pro loco partecipanti. Ecco il programma e alcune info utili:

SABATO 7 SETTEMBRE
Ore 18.30 – 23.30
Anteprima del Festival delle Sagre: in Piazza Campo
del Palio le pro-loco servono le loro specialità gastronomiche.

DOMENICA 8 SETTEMBRE
Ore 9,15 Partenza della sfilata da P.za Marconi: Via Cavour, P.za Statuto, P.za S. Secondo, Via Gobetti, C.so Alfieri, P.za Alfieri, C.so Alfieri, P.za Iº Maggio, Via Calosso, V.le alla Vittoria, Via F.lli Rosselli, C.so G. Ferraris, C.so Einaudi. Ad accompagnare la sfilata i Frustatori di Rocchetta Tanaro con il Gruppo “I controcorrente”, le Bande Musicali di Costigliole e Villafranca
e “Ji Arliquato”.

Ore 11,30 – 22 Nel “villaggio gastronomico” di P.za Campo del Palio distribuzione al pubblico dell’imponente menù di cucina tipica realizzata da 41 pro-loco. Presso il villaggio stesso sarà riservata ai diversamente abili una postazione curata dai volontari dell’AISLA. Nel pomeriggio ed in serata: momenti di intrattenimento a cura dei gruppi musicali “Le Voci del Piemonte” e “Ji Arliquato”.

ORDINE CON TEMI DI SFILATA E PROGRAMMA GASTRONOMICO

INVERNO

VILLANOVA: i furnasin e i bartulè ‘d Vilaneuva (I fornaciai di Villanova)   Vitello tonnato. Pesche ripiene al cioccolato.

CELLARENGO: il ciclo del legno: taglio, contrattazione e lavorazione.Tinche in carpione. Trippa calda con cipolle (biséca).

CESSOLE: la castagna: raccolta, essiccatura e battitura. Frittelle salate alla campagnola.

REVIGNANO: andùma a viè (la veglia nella stalla). Zabaglione al Moscato d’Asti. Bunèt della nonna.

CANTARANA: “dai magnin alla ciapèta”: dall’antico mestiere di stagnino al carnevale Cantaranese. Cotechino con purea di ceci. Tomini elettrici (formaggio fresco di latte vaccino condito con salsa di prezzemolo, aglio, olio e peperoncino).

MONCALVO: il mercato del giovedì. Sontuoso bollito misto di Moncalvo. Panna cotta.

PRIMAVERA

VIARIGI: “al maseng” il maggengo: la fienagione di una volta. Agnolotti alla moda di Viarigi conditi con sugo di arrosto

CORTAZZONE: quand j cioche a fan baudetta (quando le campane suonano a festa). Tagliatelle all’uovo con tartufo. Focaccia di mele.

SESSANT: quando la campanella dell’asilo suonava a Sessant. Carne cruda all’Astigiana. Torta dolce di pane della tradizione contadina.

MONTIGLIO MONFERRATO: l’acqua elemento essenziale di vita e di lavoro nel Monferrato  agli inizi del ‘900. Uova al tegamino con tartufo e polenta. Torta di nocciole.

ANTIGNANO:  Antignan el dì d’la fera ed San Sgund (Antignano il giorno della fiera  carolingia). Tajarin di mais 8 file al sugo di salsiccia. 
Crostata di mais con confettura di ciliegie.

NIZZA MONFERRATO: Nizza Monferrato: terra di botti e di vino.“Belecauda” (farinata di ceci).

MONASTERO BORMIDA: il polentonissimo di Monastero Bormida.     “Puccia” di Monastero (soffice polenta sciolta nel minestrone di fagioli condita con burro e formaggio). Robiola di Roccaverano con pane cotto nel forno a legna e mostarda di uva Moscato.

REVIGLIASCO: le ciliegie: la fioritura, la raccolta, il mercato.  Stufato di vitellone piemontese alla Barbera d’Asti con polenta.

CORSIONE: al forno come una volta. Torta di mele

GRAZZANO BADOGLIO: la processione del venerdì santo.
“Soma d’aj” con uva. Pane arrostito con pomodoro e uva.

MONTECHIARO: le sarte di Montechiaro. Risotto con tartufo. Crema dolce in pasta sfoglia.

ESTATE

MONGARDINO: ‘l martinèt (il maglio) d’ Mungardìn e l’antica fabbricazione degli attrezzi agricoli. Risotto alla Barbera d’Asti. Antico “mun” (mattone dolce).

VARIGLIE: la pesca limonina: coltivazione, raccolta e conservazione. Pan marià (pane raffermo, passato nell’uovo e fritto). Friciulin (frittini) di riso.

SAN DAMIANO: la festa ‘d San Roc. Salsiccia alla Barbera d’Asti. Canestrelli di San Damiano.

COSTIGLIOLE: la grandinata del 1968 e la nascita del fondo di solidarietà. Ravioli con il “plin”. Bunèt di Costigliole.

CALLIANO: la fonte solforosa della Pirenta. Agnolotti d’asino. Salamini d’asino.

MONTEGROSSO: l’ultimo saluto all’Arciprete Maggiora. “Cisrà” minestra di ceci con costine. Panfritto con salumi del Monferrato.

MOTTA DI COSTIGLIOLE: il peperone  quadrato d’Asti: dalla terra alla tavola. Gran “bagna càuda” con peperoni e verdure di stagione. Involtino di peperone (con ripieno di tonno, burro, acciughe e   capperi).

CALLIANETTO: il ciclo della canapa. Gran fritto misto di Callianetto. Tortino ‘d Gianduja.

ROCCHETTA TANARO: la festa di fidanzamento della figlia del fattore.  Rustica ai formaggi. Friciulin (frittelle) di patate.

QUARTO: la corsa degli asini. Tagliatelle al sugo di cinghiale. Rotolo al cacao con nocciole.

ISOLA D’ASTI: il Maestro Ginella e la sua scuola di fisarmonica. Baciuà (soffice zampino di maiale lessato, posto sotto aceto aromatizzato, impanato e fritto in padella) con bagnetto. Frittura di lumache.

AUTUNNO

VILLAFRANCA: la festa di leva. Tagliatelle ai funghi porcini. “Bunèt” al cioccolato.

PALUCCO: l’aratro nel tempo. Lingua in salsa verde. “Friciö” (frittelle dolci del contadino).

SAN MARZANOTTO: i due San Marziano: quello della Chiesa e quello della pentola. Crostone del contadino con bagnèt e acciughe.
Lardo macinato, insaporito e spalmato sul pane.

VALENZANI: San Martin del masuè (il San Martino del mezzadro).
Polenta con bocconcini di cinghiale. Salamini di cinghiale.

CUNICO: la vinificazione. Gnocchi alla Cunichese.

CASTELLERO: la nocciola, principale risorsa economica della vita contadina di un tempo.
Biscotti del parroco alle nocciole. Croccanti di nocciole.

SERRAVALLE: la zucca nella vita: tradizione e cultura contadina.
Tonno di coniglio (polpa di coniglio lessata e posta sott’olio aromatizzato).
Torta di zucca.

MOMBERCELLI: la vecchia fabbrica del torrone.
“Friciula” (frittella salata) con lardo.

CASABlANCA: ‘l carbùn d’na vira (taglio e commercio della legna).
Polenta fritta con gorgonzola. Salame dolce di Casabianca.

CASTELLO DI ANNONE: la 1* fiera dell’artigianato e le feste settembrine del 1932. Lasagnette della vigilia (condite con bagna cauda).
Torta dell’abbondanza.

BOGLIETTO DI COSTIGLIOLE: la distilleria: dal grappolo alla grappa. Taglierini fatti in casa conditi con sugo di carne. 
Pesche al Moscato d’Asti.

AZZANO: quando ad emigrare eravamo noi..sogni, speranze, disperazione verso “la Merica”. Risotto ai funghi. Il dolce dell’Abbazia.

S. CATERINA DI ROCCA D’ARAZZO: anno 1918: il ritorno a casa…ma non per tutti. Agnolotti al sugo di carne. Antico “bodino” di Casa Savoia”.