Fatturazione elettronica: speciale Agriturist

Trova finalmente soluzione il dubbio sulla corretta gestione della fatturazione elettronica per tutti quei soggetti quali agriturismi, ristoranti, bar e negozi che sono tenuti normalmente all’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale ma, a richiesta del cliente, hanno l’obbligo di emettere la fattura elettronica. Il problema si pone alla luce delle tempistiche concesse per la trasmissione della fattura elettronica al Sistema di Interscambio che non consentono di fornire immediatamente al cliente copia del documento fiscale emesso.  
La problematica
Il problema è noto: la fattura elettronica, per sua natura, non sarà mai realmente “immediata”. Occorre infatti considerare che la fattura si considera emessa nel momento in cui la stessa viene trasmessa al SDI, ma non basta ancora: serve, infatti, che la fattura venga accettata dal Sistema di Interscambio, che per i controlli può concedersi fino a cinque giorni di tempo. Per questa ragione, è tecnicamente impossibile far sì che un soggetto “lasci i locali” accompagnato da una fattura elettronica validamente emessa, in tempo reale, come invece era possibile fare con le fatture analogiche.  
La soluzione dell’Agenzia delle Entrate
La questione ha trovato finalmente una soluzione messa in chiaro dall’Agenzia delle Entrate nelle nuove FAQ pubblicate il 21 dicembre scorso.
La risposta fornita si riferisce alla situazione di un commerciante al dettaglio, che ai sensi dell’articolo 22 del DPR 633/72, emette fattura solo su richiesta del cliente, ma è tenuto dalla norma a farlo entro e non oltre il momento dell’effettuazione dell’operazione ossia – generalmente – al momento del pagamento. E’ evidente come la problematica sia perfettamente analoga a quella degli operatori agrituristici.  
Alla luce di una similare situazione, l’Agenzia offre due soluzioni possibili:
 
a) EMISSIONE DI FATTURA DIFFERITA, mediante emissione nell’immediato di una ricevuta fiscale o uno scontrino fiscale  da utilizzarsi come “documenti idonei” ai fini dell’emissione in un secondo momento di una “fattura elettronica differita”.
In buona sostanza, in questo caso la ricevuta fiscale o lo scontrino assumono valore di documento equipollente al DDT, e la fattura potrà essere emesse in via differita entro il giorno 15 del mese successivo, con riferimento a tutte le operazioni intercorse nel mese precedente.
Il cliente lascerà quindi i locali “accompagnato” da una ricevuta fiscale o da uno scontrino, cui seguirà fattura differita. Onde evitare che il corrispettivo venga ad essere duplicato, ossia registrato in contabilità sia come ricevuta fiscale che come fattura, l’ammontare dei corrispettivi certificati da ricevuta/scontrino fiscale e oggetto di fatturazione differita dovrà essere scorporato (estromesso) dal totale giornaliero dei corrispettivi o inserito in una apposita colonna del registro stesso.

b) RILASCIO DI UNA QUIETANZA, cui segue una fattura immediata.
In questo caso, a “certificare provvisoriamente” l’operazione dovrà essere rilasciata una apposita quietanza che assume rilevanza solo commerciale e non fiscale. In sostanza, il cliente dovrà lasciare i locali con “un qualcosa” che certifichi provvisoriamente la transazione, tant’è che l’Agenzia Entrate indica come strada percorribile anche l’utilizzo di una semplice stampa della fattura ovvero dalla ricevuta del POS, in caso di pagamento elettronico. Sarà poi emessa fattura riportante la medesima data dell’operazione.
 
Il richiamo in fattura dello scontrino o ricevuta fiscale
Quando una fattura elettronica viene emessa a seguito di rilascio di scontrino o ricevuta fiscale è comunque sempre necessario che la fattura richiami il documento originariamente emesso. Si tratta di un passaggio fondamentale per dimostrare che l’importo è stato estromesso dai corrispettivi poiché oggetto di fatturazione.  
Le informazioni relative alla ricevuta fiscale o scontrino dovranno essere indicati nei campi deputati del tracciato XML di fatturazione elettronica che, ricordiamo, si trovano nel blocco informativo “AltriDatiGestionali”.
 
La compilazione dovrà essere effettuata come segue:
•nel campo “TipoDato” occorrerà indicare il tipo di documento originariamente rilasciato, utilizzando i termini “NUMERO SCONTRINO”, oppure “NUMERO RICEVUTA” oppure “NUMERO DOC. COMMERCIALE”;
•nel campo “RiferimentoTesto” occorrerà indicare l’identificativo alfanumerico del documento cui sopra, quindi il numero dello scontrino o della ricevuta o del documento commerciale;
•nel campo “RiferimentoNumero” il numero progressivo dello scontrino o della ricevuta o del documento commerciale;
•nel campo “RiferimentoData” la data dello scontrino, ricevuta o documento commerciale.
 
Ulteriori precisazioni
L’Agenzia ha ricordato, inoltre, che se il cliente è un soggetto privato ovvero  non titolare di partita IVA, al rilascio della fattura, una copia di questa (analogica) dovrà comunque essere consegnata alla controparte, a meno che il cliente stesso non vi rinunci espressamente.
Nel caso di controlli successivi che evidenzino difformità tra la copia analogica e la fattura elettronica, salvo prova contraria prevarranno comunque le informazioni riportate nella fattura elettronica.  
In nostri uffici sono a Vostra disposizione per ogni ulteriore informazione
(articolo a cura del responsabile del settore fiscale di Confagricoltura Asti Roberto Bocchino)