EMERGENZA PLASTICA, CAMPAGNA INFORMATIVA AD ASTI

L’emergenza plastica è davanti agli occhi di tutti ed è diventata talmente macroscopica che nessuno può più dire di non sapere. Anche Asti fa la sua parte nell’informare i cittadini e indicare quali siano i comportamenti “virtuosi” per ridurne la produzione. Dopo la campagna di affissione che ha inizialmente visto in giro per la città gli enigmatici manifesti “Nessuno è perfetto”, cominciano le azioni di informazione, che hanno già visto coinvolte alcune scuole primarie con lezioni mirate. Partono i punti informativi per tutto il mese di giugno presso i mercati e i supermercati che hanno dato la loro disponibilità, nei quali sarà distribuito il materiale informativo, che sarà anche distribuito in luoghi di forte afflusso di pubblico. “La prima cosa e la più importante è fare sempre una corretta raccolta differenziata della plastica e non conferirli nell’indifferenziato o con altre frazioni di rifiuto” dice l’Assessore all’Ambiente “però dobbiamo renderci contro che non basta: bisogna ridurne il consumo, soprattutto dell’usa e getta.”

Va in questo senso la recente decisione dell’Unione europea sulla plastica monouso: dal 2021 sarà vietato commercializzare oggetti di ampia diffusione fra i quali posate e piatti, cottonfioc, cannucce, contenitori per alimenti. Aggiunge l’Assessore: “ Proprio per seguire i recenti orientamenti
dell’Unione, cercando di anticipare i tempi, stiamo valutando di vietare l’uso delle cannucce nell’uso quotidiano dei nostri operatori del territorio, bar e ristoranti.” E’ ormai evidente che la plastica monouso non può essere totalmente raccolta e riciclata. Quindi se non verrà drasticamente ridotta e poi eliminata non basterà una gestione corretta dei rifiuti per risolvere l’emergenza plastica. “Ai cittadini spetta la responsabilità di capire che devono impegnarsi in prima persona per la riduzione degli imballaggi e del monouso in plastica nelle pratiche della loro vita quotidiana” dice il Sindaco di Asti Maurizio Rasero “ad Asti presso gli impianti GAIA abbiamo un sistema di valorizzazione della plastica all’avanguardia, ma quella prodotta è comunque troppa”. Per questo l’Amministrazione vuole aiutare i cittadini con una campagna informativa nella quale verranno dati consigli pratici in questo senso. La domanda dal basso del consumatore potrà spingere le industrie a ripensare i prodotti col criterio della riciclabilità o diminuendo gli imballaggi inutili o in materiale non biodegradabile.

I principali motivi della situazione di emergenza a livello planetario derivano dal fatto che nel corso degli ultimi decenni la plastica e soprattutto gli imballaggi non hanno seguito la strada del riciclo. Purtroppo solo il 20% della plastica prodotta è stato riciclato o incenerito, ma tutto il resto è finito a terra e in acqua. A tutt’oggi, dai dati che possiamo facilmente consultare in Internet, sappiamo che ogni anno dai 4 ai 12 milioni di tonnellate di plastica finiscono nei mari di tutto il mondo, causando l’80% dell’inquina-mento marino. Da dove arrivano i rifiuti in plastica? Raggiungono il mare portati dal vento o dagli scarichi urbani e dai fiumi, poi ci sono le discariche abusive, le pratiche di smaltimento scorrette e certo non ultimo gli abbandoni degli incivili su spiagge, strade, prati. Per anni c’è stato anche lo scarico in mare dalle navi. Si calcola che dagli anni ’50 ad oggi sia finita in mare la metà di tutta la plastica prodotta in oltre 60 anni. Secondo i dati Corepla, di tutti gli imballaggi in plastica attualmente immessi al consumo, solo poco più di 4 su 10 vengono effettivamente riciclati, 4 invece vengono bruciati negli inceneritori e i restanti immessi in discarica o dispersi nell’ambiente.