Ecco gli incentivi per la ripartenza

Sono pochi i settori che devono ancora pazientare prima di riprendere regolarmente il proprio lavoro: lunedì scorso il governo ha permesso alla maggior parte delle attività commerciali di riaprire i battenti e ricominciare a lavorare, sempre mantenendo le dovute precauzioni. Insieme a questa novità è stato approvato anche un piano di aiuti economici al quale molti cittadini potranno attingere. In primis verrà automaticamente rinnovato, a chi ne ha già avuto diritto la prima volta, il bonus da 600 dell’Inps per i lavoratori autonomi e le partite Iva che ne hanno i requisiti. Potranno accedere al bonus 1000 euro nuove categorie di lavoratori. A differenza di quello da 600 euro è soggetto alla dimostrazione di aver subito un danno dalla crisi coronavirus di almeno il 33% sul guadagno del secondo bimestre 2020. Il reddito viene calcolato secondo il principio di cassa come differenza tra ricavi/compensi percepiti e i costi inerenti all’attività sostenuti, comprese le eventuali quote di ammortamento. 

Per quanto riguarda i genitori, costretti a trovare una soluzione per prendersi cura dei ragazzi e ricominciare a lavorare regolarmente, esistono due possibilità: o si aderisce al congedo indennizzato per la cura dei minori, oppure, in alternativa, si può richiedere il bonus baby sitter, che passa dalle 600 euro del Cura Italia alle 1200 del nuovo decreto.

Nel decreto Rilancio è contemplato anche un bonus vacanze che prevede 500 euro per le famiglie di almeno 3 persone, 300 per i nuclei da 2 e 150 per i single. Per ora sembrano escluse le prenotazioni fatte tramite piattaforma digitale, cosa che ha scatenato le proteste del colosso Airbnb.

Previsto anche un bonus per biciclette e monopattini. Questo bonus è per chi abita nelle città metropolitane, nei capoluoghi di provincia e nei comuni con una popolazione oltre i 50mila abitanti. Il bonus è pari al 60% della spesa effettuate, fino ad un massimo di 500 euro per le biciclette (che possono avere la pedalata assistita) e di veicoli a propulsione prevalentemente elettrica, come ad i monopattini. Sarà possibile richiederlo solo e soltanto una volta, nel periodo compreso tra i 4 maggio ed il 31 dicembre 2020. “Abbiamo lavorato a questo decreto nella consapevolezza che c’è un Paese in grande difficoltà, c’è una comunità di donne, di persone, in grande sofferenza e la manovra per fronteggiare questa fase di emergenza è una manovra che contiene però anche delle premesse perché questa fase di ripartenza possa già concretizzare una prospettiva di ripresa economica e sociale” ha detto il Presidente Conte presentando il decreto che dovrà dare sostegno alle imprese, alle famiglie, alla scuola, all’università, alla ricerca, al mondo della disabilità, al sistema sanitario, alle forze dell’ordine, al mondo dello sport, al turismo, al settore edilizio. Previsti anche aiuti al mondo dello spettacolo dal vivo, con il rinnovo dei 600 euro già stabiliti in precedenza e con un fondo atto a sovvenzionare progetti futuri: “Per gli iscritti al fondo pensione dei lavoratori dello spettacolo – ha detto Conte – che abbiano versato almeno sette giorni di contributi nel 2019, arriverà l’indennità di 600 euro anche per i mesi di aprile e maggio. E creiamo anche un fondo cultura con una dotazione di 50 milioni di euro nel 2020 finalizzato alla promozione di investimenti e altri interventi per la tutela, fruizione, valorizzazione, digitalizzazione del patrimonio culturale”.

IL PROGETTO PIEMONTE

“Tutte le misure necessarie per mettere benzina in questo Piemonte che ha bisogno di ripartire”: il presidente Alberto Cirio ha sintetizzato così i contenuti del disegno di legge RipartiPiemonte, che mette in campo oltre 800 milioni di euro per favorire la ripresa dell’economia e della società con stanziamenti, moltissime a fondo perduto, per aziende, famiglie e lavoratori. “Un piano di cui siamo orgogliosi – ha sottolineato – perché mette soldi nuovi, non spreca quelli già in bilancio e usa al meglio tutte le risorse”. Due le colonne portanti del corposo provvedimento, composto da più di 60 articoli: la copertura finanziaria di ogni azione e la semplificazione amministrativa.

Essenziale per ottenere i risultati attesi è lo snellimento dei tempi. “Tutte le misure previste – ha affermato Cirio – sono già state attivate o sono in via di assegnazione con bonus o bandi previsti fra maggio e giugno. Per noi infatti contano molto i tempi, sui quali ci giochiamo la sopravvivenza delle nostre imprese e di tutto il sistema Piemonte. Il cronoprogramma prevede l’approvazione definitiva in Consiglio regionale entro metà maggio e lavoreremo tutti i giorni, domeniche comprese, per questo obiettivo”.

Per ottenere questo risultato il disegno di legge sarà subito trasmesso al Consiglio regionale, che costituirà dei gruppi di lavoro per l’analisi delle varie sezioni. C’è la disponibilità, man mano che ne verranno approvate singole misure, a stralciarle per iniziare subito ad erogarle. Per esempio gli 88 milioni del Bonus Piemonte, che non appena avuto il via libera del Consiglio saranno accreditati sui conti correnti dei beneficiari.

RIPARTIZIONE REGIONALE

Gli oltre 800 milioni di RipartiPiemonte sono così suddivisi: 437 milioni sono fondi propri della Regione, di cui circa 171 totalmente nuovi, che saranno utilizzati senza indebitare l’ente e senza mettere nuove imposte; 354 derivano dalla rimodulazione dei fondi europei; 18 milioni sono la quota statale del fondo sanitario. “Abbiamo agito – ha spiegato Cirio – su alcuni elementi resi possibili dalla nuova normativa, per esempio rinegoziando qualche mutuo, e soprattutto usando i 100 milioni messi da parte per riacquistare dei derivati a tassi più agevolati. Oltre a questo abbiamo recuperato circa 50 milioni che erano da parte per i cofinanziamenti dei fondi europei. Il resto sono fondi che già presenti in bilancio. 

Le risorse dell’Europa sono state rimodulate spostando alcune poste o modificando i bandi in modo da adeguarli alle esigenze della ripartenza”.

Il testo prevede 45 milioni per le famiglie e i giovani, 180,7 milioni per le imprese e i lavoratori autonomi, 78,7 milioni per il commercio, 62,6 per l’artigianato, 68 per l’edilizia, 55 per la sanità, 40,2 per l’agricoltura, 11 per la Cultura, 34,1 per il turismo, 7,5 per lo sport, 8,7 per la montagna, 23,6 per la cooperazione, 2 per i disabili. 

E ancora 30,3 milioni andranno a ricerca e innovazione, 3,2 alla digitalizzazione, 101,6 alla formazione, mentre 10 finanzieranno le riduzioni fiscali già approvate, per esempio sul bollo auto e l’Irap e 55 consentiranno l’integrazione salariale di 1000 euro per gli operatori sanitari, Ci sarà anche una seconda puntata del BonusPiemonte, riservato ai settori esclusi dalla prima parte.