E’ la prima “vendemmia turistica” della Barbera d’Asti

Inizia la raccolta con la grande novità degli eno-appassionati nei vigneti
Questo fine settimana, con l’inizio della raccolta dell’uva più prodotta nell’Astigiano, la Barbera d’Asti, le aziende viticole che lo vorranno, potranno attuare, in anteprima assoluta, la vendemmia turistica.
Una possibilità da sempre richiesta anche dalle cantine e da molti enoturisti in cerca di nuove esperienze, portata alla ribalta il 29 novembre scorso nell’ambito del Forum Coldiretti dell’economia agroalimentare dell’Astigiano. “Anche grazie alla partecipazione – sottolinea il direttore, Diego Furia – del parlamentare astigiano Andrea Giaccone e del vice presidente della Regione Piemonte, Fabio Carosso, che nel corso del nostro Forum diedero un’interpretazione corretta della nuova legge sull’enoturismo (contemplava già la vendemmia didattica), oggi è possibile dare la stura anche alla vendemmia turistica o eno-vendemmia”.
Il via libera viene dall’innovativo protocollo d’intesa siglato in Provincia dal presidente Paolo Lanfranco, i sindaci dell’Astigiano capitanati da quello di Moasca (è anche presidente della Cantina Barbera dei Sei Castelli di Agliano Terme), Andrea Ghignone, l’Ente turismo Langhe, Monferrato, Roero, Coldiretti e le altre organizzazioni di categoria, unitamente all’Ispettorato del Lavoro e allo Spresal dell’Asl AT.
Ma vediamo, in particolare, come è stata regolamentata la vendemmia turistica.
Il principio è basato sul garantire la partecipazione occasionale presso un’azienda vitivinicola in assoluta sicurezza, per una giornata o anche solo per qualche ora.
“Le autorità competenti – rivela il presidente di Coldiretti Asti, Marco Reggio – hanno accolto le nostre tesi esposte durante l’ultimo Forum agroalimentare, comprendendo come i turisti tendano a riappropriarsi di uno stile di vita all’aria aperta e a stretto contatto con la natura. Ovviamente, i nostri territori, con i paesaggi patrimonio Unesco dell’umanità, non potevano essere insensibili a queste volontà, diventando di fatto una destinazione privilegiata che attiva un importante volano economico”.
Quindi la definizione di “vendemmia turistica” consentirà ora di sperimentare l’esperienza nei vigneti senza considerarla attività lavorativa, come si legge nel protocollo: “per vendemmia turistica si intende un’attività non retribuita, ristretta a poche ore (e comunque non oltre l’arco della giornata), avente carattere culturale e ricreativo, rivolta a un pubblico di turisti enogastronomici e correlata al soggiorno in strutture ricettive del territorio e/o alla visita e degustazione delle cantine locali”.
Pur trattandosi di attività a carattere culturale e ricreativo, si legge al punto 4 dell’intesa sottoscritta, non normate dalla vigente normativa a tutela dei lavoratori, la vendemmia turistica dovrà svolgersi nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e igienico sanitarie. Inoltre l’operatore enoturistico (punto 5) dovrà disporre di ambienti adeguatamente attrezzati e conformi agli strumenti urbanistici e edilizi, garantire la sicurezza e le limitazioni di accesso a attrezzature aziendali, apponendo adeguata segnaletica; dovranno essere garantite le disposizioni Covid 19 (punto 6).
Oltre a dotarsi di un’assicurazione sulla responsabilità civile, i titolari delle aziende agricole che effettueranno la vendemmia turistica dovranno assicurarsi (punto 7) che gli utenti accedano ai vigneti indossando indumenti, calzature antiscivolo e guanti idonei. L’attività potrà essere svolta (punto 1) da un numero limitato di enoturisti e comunque in misura proporzionata alla dimensione della vigna, inoltre non potrà essere ripetitiva nella medesima azienda nel breve periodo.
E’ comunque piuttosto snella la procedura di adesione e comunicazione. Saranno le strutture ricettive del territorio in cui sono ospitati a dotare gli enoturisti di attestazione indicante la struttura ospitante e i giorni di permanenza. Nel caso di esperienza giornaliera senza soggiorno in loco, l’azienda agricola dovrà comunicare lo svolgimento dell’attività entro le 23,59   del giorno     antecedente   (anche se festivo) all’Ispettorato              territoriale del lavoro di Asti   tramite  email  all’indirizzo itl.asti-alessandria@ispettorato.gov.it .
“Per noi dare la possibilità a tutti di vivere l’esperienza della vendemmia – conclude il presidente Reggio che è titolare di un’azienda vitivinicola – è un traguardo importantissimo. Dopo anni di richieste da parte di tanti turisti e consumatori, possiamo finalmente far provare direttamente l’essenza della nostra attività che rimane orgogliosamente ancorata alla cultura contadina”.
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