DONNE CONTADINE IN SENEGAL: TORNARE ALLE ORIGINI PER FARE UN PASSO AVANTI

Grazie al progetto ”RAFFORZIAMO LE DONNE CONTADINE” il Comune di Asti, in sinergia con la CPAS Onlus  e il CPIA di Asti, hanno dato il via a una serie di azioni volte a rafforzare la professionalità e la capacità di produzione agricola di base tra le donne di Casamance, in Senegal.

Novantanove in tutto sono le donne contadine coinvolte in loco, perché “aiutare le donne significa aiutare intere famiglie e per ogni mamma impegnata ci sono almeno due bambini in più che possono frequentare la scuola” come ha precisato Cesare Quaglia vice presidente del CPAS, acronimo di “Comitato Pavia Asti Senegal” e di “Cooperiamo Per Un Altro Sviluppo”.

La presentazione del progetto si è tenuta presso i locali del Centro Provinciale Istruzione Adulti, in Piazza Leonardo da Vinci, a cura dell’assessore alle politiche sociali e alla cooperazione internazionale Mariangela Cotto, affiancata dalla neo dirigente scolastica Isabella Cairo, la quale ha illustrato le offerte formative della scuola e dalla preside uscente Palmina Stanga la quale, invece, ha ricordato il percorso appena concluso riportando dati significativi, quali ad esempio l’elevato numero di studenti che si sono avvicendati negli ultimi quattro anni: circa 1.800. A metà incontro ha preso la parola Il presidente della comunità senegalese di asti e provincia Idrissa Gueye, che si appella alle istituzioni astigiane affinché rafforzino la formazione in ambito agricolo anche fra gli emigrati presenti sul nostro territorio “per togliere i ragazzi dalle strade”, la richiesta è stata girata al Presidente del Consiglio Comunale di Asti Giovanni Boccia, seduto fra il pubblico. Boccia ha dichiarato: “prendo atto della richiesta, valuteremo la competenza, il Comune si presterà sicuramente a fare da coordinatore ma bisognerà interpellare le associazioni di categoria”.

A seguire con interesse il dibattito, moderato dall’ex giornalista RAI nonché ex candidato sindaco alle amministrative del 2017 Beppe Rovera, erano presenti alcuni ospiti del centro d’accoglienza Villa Quaglina, dove al momento risiedono 35 persone provenienti da Senegal, Nigeria, Pakistan e Mahli.

Fra gli interventi ha destato particolare interesse quello di Mario Malandrone, docente di matematica presso il CPIA e fervente sostenitore delle iniziative di intermediazione culturale. Reduce da un recente viaggio nei territori aderenti all’iniziativa, ha condiviso la sua esperienza riportando anche alcuni aneddoti divertenti, ha inoltre richiamato l’attenzione sull’iniziativa denominata “io leggo perché” grazie alla quale è possibile finanziare l’acquisto di libri di testo o di narrativa, recandosi direttamente in una delle tre librerie nominate (Kartomania, Alberi d’acqua, Goggia) le quali provvederanno a consegnare i testi direttamente alle scuole designate. Infine, a sorpresa, è intervenuta la Dott.ssa pediatra Ludovica Fiore, chiamata a illustrare un altro progetto molto importante: “Missione Piroga”, che ha il duplice scopo di offrire assistenza sanitaria infantile e formare i residenti in materia di primo soccorso. Grazie alla cooperazione in atto da alcuni anni a questa parte, sono già attivi un dispensario e un servizio di consulenza ostetrica.

Insomma, la città di Asti si mostra sempre più attiva dal punto di vista degli scambi culturali e della cooperazione internazionale.