Cunté Munfrà – dal Monferrato al mondo

Dopo la forzata pausa a causa dell’emergenza sanitaria, continua con il finire dell’estate lo spettacolo dal vivo che trova una delle sue espressioni più popolari dell’incontro sul nostro territorio con la rassegna “Cunté Munfrà – dal Monferrato al mondo” per continuare il suo percorso attraverso le stagioni, i tempi e i momenti rituali.
E’ una rassegna che si è affermata per la sua unicità ed attenzione alla valorizzazione e promozione della conoscenza del patrimonio linguistico e culturale del Piemonte: in tal senso è stata riconosciuta negli ultimi anni come il miglior progetto regionale.

Il prossimo appuntamento è venerdì 28 agosto alle ore 21 a Viarigi, alla Torre dei Segnali, con lo spettacolo “Ofelia non deve morire. Dialogo tra un’attrice e William Shakespeare” di Luciano Nattino, con protagonista Patrizia Camatel.
La sera è nell’ambito del programma del 29°+1 festival dell’arte di strada Saltinpiazza, in una inedita Quisquilie edition.
A ricordare il legame di Nattino con l’amato festival Saltinpiazza, dopo svariate apprezzate repliche italiane arriva a Viarigi questo spettacolo, “mezzo” con il quale Nattino tornò a parlare del teatro di sempre, del suo fascino e dei suoi problemi, ieri come oggi. Un testo nel quale ci sono citazioni alla vita teatranti dello spettacolo viaggiante e di strada all’epoca elisabettiana, alla peste che vietò le rappresentazioni per due anni.
L’idea da cui muove lo spettacolo è che una giovane donna di Stratford-upon-Avon (cittadina natale di Shakespeare), folgorata dal teatro portato in provincia da compagnie itineranti (anche italiane), decida di andare a Londra avendo saputo del successo del suo illustre concittadino William, la cui compagnia (i Lord Chamberlain’s Men) è installata nel nuovo Globe Theatre, aperto da pochi mesi. Siamo nell’estate del 1600 e la donna riesce ad ottenere il permesso di incontrare di mattina sir William che, in quel momento, si trova in una loggia del Globe a ritoccare il testo dell’opera in corso: La tragedia di Amleto.
Kate (è questo il nome della giovane donna) ha seguito la tragedia nel corso della settimana per ben quattro rappresentazioni, arrivando a conoscere quasi a memoria intere sue parti.
Tra Kate e Shakespeare avviene così un dialogo (a tratti divertente, a tratti commovente) in cui la giovane donna, oltre ad esprimere il suo apprezzamento per l’opera, rivela tutta la sua enorme passione per il teatro.
In più ha delle richieste precise da fare al poeta con garbo e freschezza, ma anche con grintosa tenacia. La prima è se può far parte, pur essendo una donna, della compagnia. La seconda cosa che sta a cuore a Kate, e che proprio non manda giù, è la triste fine di Ofelia. Ofelia non può morire. L’opera dev’essere cambiata…
Ingresso gratuito, posti predisposti secondo la normativa COVID-19