Coldiretti: “Cade il segreto di Stato sul cibo straniero”

Cade il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia e sarà finalmente possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero. Lo annuncia Coldiretti nel riferire dello storico pronunciamento del Consiglio di Stato, di ieri, mercoledì 6 marzo, sull’accesso ai dati dei flussi commerciali.

Finora una complessa normativa doganale ha impedito l’accessibilità dei dati sulle importazioni, senza significative ragioni legate alla tutela della riservatezza, in una situazione in cui, secondo Coldiretti, contiene materie prime straniere circa un terzo (33 per cento) della produzione totale dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy, all’insaputa dei consumatori ed a danno delle aziende agricole.

Il Consiglio di Stato si è espresso dopo che il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso presentato da Coldiretti contro l’opposizione del Ministero della Salute alla richiesta di accesso civico dei dati riguardanti l’importazione di latte prodotti lattiero-caseari tra paesi Ue ed extra Ue. Coldiretti è ora legittimata a proporre la domanda di accesso e di acquisire i dati per promuovere un controllo diffuso sull’operato degli enti pubblici, per assicurare ai cittadini una partecipazione consapevole alle decisioni pubbliche e, infine, per garantire una completa trasparenza.

Nel 2018 in Italia è scoppiato più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all’Unione Europea tra le quali solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, mentre 194 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%).

“Un provvedimento atteso e sollecitato da tempo da Coldiretti – rivela Antonio Ciotta, direttore di Coldiretti Asti -, un risultato storico per mettere fine all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani”.

Cadendo il segreto di stato, sarà ora possibile essere tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano preoccupazione nei consumatori.

“Finalmente – rileva Marco Reggio, presidente di Coldiretti Asti – le informazioni che attengono alla salute ed alla sicurezza di tutti i cittadini saranno trasparenti e si ripristinano le pari condizioni fra le produzioni straniere e quelle nostrane”.

Sarà ora possibile, per motivate ragioni, chiedere al Ministero della Salute da dove viene il latte impiegato in yogurt, latticini o formaggi di una determinata marca.

“Chiediamo adesso – sottolinea Reggio – che questo valga anche per la provenienza dei mosti che finiscono nei vini, soprattutto quelli che dopo una lavorazione in loco, da mosti stranieri diventano vini astigiani. E’ un ragionamento che vale anche per la frutta trasformata in succhi e marmellate e per la carne impiegata per la produzione di salumi, così come per molte altre produzioni primarie trasformate”.

“Ora al Ministero della Salute – conclude Ciotta – non resta che dare corso alla domanda di accesso civico che non potrà essere più negato per ragioni di riservatezza dei contro interessati”.

Qualora dovessero persistere resistenze la Coldiretti dichiara che chiederà l’esecuzione della sentenza anche mediante un giudizio di ottemperanza.