“Che voglia di risplendere”: ad Asti nasce il Progetto Sentinelle per prevenire il disagio giovanile e il rischio suicidario
Una rete a maglie strette per evitare che i giovani possano cadere nel vuoto e per proteggere chiunque stia attraversando un momento di buio profondo. È con questo spirito che è stato presentato il Progetto Sentinelle, un innovativo percorso formativo promosso dall’Asl AT in collaborazione con l’associazione “Un libro per Daniela – Amici di salvataggio”. L’obiettivo è chiaro: formare figure della comunità affinché sappiano riconoscere precocemente i segnali di rischio suicidario negli adolescenti e orientarli verso percorsi di cura.
Una luce contro il buio
L’ispirazione per questa iniziativa nasce da un’immagine carica di speranza. Durante un laboratorio, una ragazza ha composto una bacheca dei desideri scrivendo una frase semplice: “Che voglia di risplendere”. Come sottolineato dal direttore generale dell’Asl AT, Giovanni Gorgoni, il compito del progetto è proprio quello di accorgersi di chi ha questa voglia ma non riesce a trovare le parole per chiedere aiuto, vedendo la propria luce spegnersi lentamente.
Il suicidio come priorità di salute pubblica
Il fenomeno del suicidio tra i giovani richiede un cambio di paradigma. Secondo i dati diffusi, nel mondo si contano oltre 700 mila decessi per suicidio ogni anno; in Italia sono circa 4 mila, rappresentando una delle principali cause di morte tra i giovani. Mara Barcella, direttrice della Psichiatria dell’Asl AT e coordinatrice scientifica del progetto, ha ribadito che il suicidio non deve essere considerato un fatto privato: ogni evento coinvolge un’intera comunità, colpendo indirettamente almeno 135 persone. Inoltre, dall’evento Covid in poi, si registra un aumento significativo di autolesionismo e ideazione suicidaria nelle fasce d’età più giovani.
Chi sono le “Sentinelle”?
La “Sentinella” non è uno specialista della salute mentale, ma una figura di riferimento che opera quotidianamente a contatto con i ragazzi: insegnanti, allenatori, educatori e volontari. Grazie a una formazione specifica, queste persone acquisiranno gli strumenti per osservare e intercettare la sofferenza, superando quel senso di impotenza che spesso blocca chi vorrebbe aiutare ma non sa come fare. Seguendo le direttive dell’Oms, il progetto punta sulla collaborazione tra istituzioni e territorio per costruire una comunità capace di prevenire.
Il percorso formativo
Il progetto pilota, totalmente gratuito, partirà il prossimo 28 settembre alla Caffettiera Mazzetti di Asti. Il percorso si articola in quattro incontri pomeridiani:
28 settembre: Riconoscere i segnali d’allarme.
12 ottobre: Ruolo e compiti dell’operatore sentinella.
26 ottobre: Affrontare le situazioni critiche.
9 novembre: Gli aspetti emotivi che coinvolgono le sentinelle.
La formazione è suddivisa in due gruppi: uno dedicato a chi lavora con i ragazzi delle scuole medie e uno per chi opera con gli adolescenti delle scuole superiori. Gli interessati possono richiedere informazioni o iscriversi scrivendo a unlibroperdaniela@gmail.com o compilando il form sul sito www.unlibroperdaniela.eu


