Campagna #mangiaitaliano per sostenere l’agricoltura

Ci stanno mettendo la faccia e sono i migliori testimonial a difesa della nostra agricoltura e del cibo che mangiamo. Anche dall’agri-mercato di Campagna Amica del martedì pomeriggio in piazza Statuto ad Asti, è partita ieri la campagna Coldiretti a difesa della reputazione del cibo made in Italy. Con l’hashtag #MangiaItaliano, produttori e consumatori assieme postano continuamente sui social i video realizzati negli agriturismo, nei mercati e nei punti vendita Campagna Amica. Sono intenti a vendere o comprare ortaggi, frutta, pane, fiori, miele, a gustare i piatti del nostro territorio, ad acquistare il vino nelle cantine o la carne nelle agri-macellerie. Come nel punto vendita Campagna Amica di via Giobert dove il giovane Stefano Allegretti sta servendo la sua carne bovina di razza Piemontese proveniente dal suo allevamento di Callianetto. “Consumatori e produttori insieme – rileva Marco Reggio, Presidente di Coldiretti Asti – sono gli straordinari alleati per sottolineare come il cibo vero made in Italy vada sempre difeso, soprattutto in momenti di difficoltà come quello che sta attraversando il nostro Paese a causa del “Coronavirus”. Tutto viene messo in discussione ma non possono essere messi in discussione i nostri valori, la nostra tradizione e il nostro cibo. Noi sappiamo qual è il cibo buono e il cibo giusto, sappiamo da dove viene e chi lo produce, non possiamo sbagliarci”. “Accanto a #lacampagnanonsiferma – sottolinea il direttore di Coldiretti Asti, Diego Furia – è nata la campagna social #MangiaItaliano per dire che il nostro cibo è sano, sicuro, garantito e di qualità. Questa nuova attività di comunicazione sta coinvolgendo, oltre a mercati, ristoranti, agriturismi, anche industrie e strutture commerciali virtuose del settore, colpite ingiustamente da una dura emergenza. Per questo chiediamo a tutti di dare un segnale importante: fate anche voi un video, come stanno già facendo i cittadini nei nostri mercati e agriturismi, e postatelo sulle vostre pagine taggando Campagna Amica. Fatelo mentre cucinate, o mangiate con la vostra famiglia o mentre fate la spesa da noi o soggiornate nelle nostre strutture. Uniamo le forze per dire tutti #MangiaItaliano per dare un contributo di speranza e positività e aiutare a ricreare il clima di fiducia e di tranquillità, venuto meno con il diffondersi del Coronavirus”.

“Dobbiamo assolutamente combattere la disinformazione – gli fa eco Reggio -, dagli attacchi strumentali e la concorrenza sleale, da atti di sciacallaggio come purtroppo il disgustoso video francese sulla pizza italiana andato in onda su Canal plus è solo la punta dell’iceberg di comportamenti che mirano a screditare il Made in Italy”.

In alcuni Paesi – denuncia la Coldiretti – vengono addirittura chieste insensate certificazioni sanitarie “virus free” su vini e cibi provenienti dall’Italia, ma ci sono state anche assurde disdette per forniture alimentari provenienti da tutta la penisola sotto la spinta di una diffidenza spesso alimentata ad arte con fake news dalla concorrenza e ora cominciano addirittura ad essere disertati i ristoranti italiani.

Coldiretti chiede un impegno forte anche alla politica, a tutti i livelli, da quello chiesto al presidente Cirio durante il tavolo di crisi, ma anche nazionale e comunitario per sostenere il tessuto produttivo su cui sta pesando questa emergenza sanitaria. Dal garantire la liquidità alle imprese agricole per estinguere i debiti bancari attraverso mutui a tasso zero, a tutelare il Made in Italy nel mondo con l’introduzione di sanzioni contro pratiche commerciali sleali, dalla sospensione de dazi Usa e dell’embargo russo, al sostegno delle imprese agrituristiche con la sospensione di tutti i versamenti contributivi, previdenziali, e dei premi per l’assicurazione obbligatoria: sono urgenti misure che consentirebbero all’agroalimentare di non perdere l’importante ruolo che riveste nell’ambito economico del nostro territorio. La sospensione delle più grandi fiere, oltretutto, non consente alle imprese di avere nuove occasioni di business e di incontro con i buyer una situazione che non può far altro che gravare sull’export.