Asti si unisce per il diritto al sollievo: al Cardinal Massaia una tela di impronte colorate e un flash mob per la “Rete che cura”
Il diritto di ogni persona a non soffrire inutilmente torna al centro del dibattito pubblico in occasione della Giornata nazionale del Sollievo. Venerdì 29 maggio 2026, l’Ospedale Cardinal Massaia di Asti diventerà il palcoscenico di un’importante iniziativa promossa dall’Asl AT per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza delle cure palliative e della terapia del dolore.
Una rete multidisciplinare al servizio del paziente
Dalle ore 10:00 alle 12:00, l’equipe della Rete delle Cure Palliative dell’Asl AT – composta da medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali e volontari – presenterà i servizi offerti a livello ospedaliero, territoriale e domiciliare. L’obiettivo dell’incontro è far conoscere da vicino un sistema integrato che non si limita alla gestione medica del dolore, ma abbraccia il paziente e la sua famiglia in ogni aspetto del percorso di cura. Anche la struttura di Oncologia prenderà parte all’evento, illustrando le modalità di collaborazione tra i vari professionisti coinvolti nella prevenzione e nel trattamento.
Il ruolo fondamentale del volontariato
Accanto ai professionisti sanitari, saranno presenti le numerose associazioni di volontariato del territorio. Queste realtà svolgono un ruolo cruciale nel rendere più “lieve” il carico della malattia, offrendo supporto concreto non solo ai pazienti ma anche ai loro caregiver, spesso messi a dura prova dalla complessità dell’assistenza.
L’evento simbolico: musica e arte collettiva
Il momento culminante della mattinata è previsto per le ore 11:30 con un evento ad alto impatto emotivo: un flash mob istituzionale. I partecipanti si muoveranno sulle note della canzone “La Rete che Cura”, un brano originale ideato appositamente per questa edizione con il supporto dell’Intelligenza Artificiale.
A suggellare l’impegno comune sarà la creazione di una tela collettiva fatta di impronte colorate. Tante mani unite che lasceranno un segno tangibile per testimoniare il legame indissolubile tra istituzioni, volontariato e cittadini. Un’opera corale per ribadire che nessuno deve essere lasciato solo di fronte alla sofferenza e che la costruzione di percorsi di salute e accompagnamento è una responsabilità condivisa da tutta la comunità.

