ASTI SALUTA MONS. RAVINALE E ACCOGLIE IL NUOVO VESCOVO, DON MARCO PASTRARO

Don Marco Pastraro è il nuovo Vescovo di Asti

E’ prevista per domenica 14 ottobre alle ore 16 (con apertura della Cattedrale per i fedeli alle ore 14.30), la solenne celebrazione eucaristica di congedo di Mons. Ravinale, vescovo della nostra città dal 2000. La comunicazione di riuncia, per sopraggiunti limiti di età, fu data ai fedeli riuniti in Cattedrale il 16 agosto scorso: «Pregate per me, e preghiamo insieme per il nuovo vescovo. Sono sicuro che la prima volta che lo vedrete vi conquisterà». Dopo l’accorato discorso svelò anche il nome del suo successore: Don Marco Pastraro.

Don Marco, originario di Pisa dove è nato nel 1962, proviene dalla Diocesi di Torino nella quale ha fatto rientro nel 2011, dopo l’importante opera missionaria svolta in Kenya. Proprio a Torino è stato Delegato Arcivescovile per il clero straniero, direttore dell’Ufficio Missionario e Parroco di S. Ignazio di Loyola, Vicario Episcopale per la città e, dal 1° settembre 2017, moderatore della Curia Metropolitana.

Prastaro verrà ordinato ufficialmente domenica 21 ottobre, quando si terrà la solenne cerimonia di ordinazione episcopale e solenne ingresso in diocesi di Asti. Nella lettera con la quale si è presentato ai fedeli astigiani Prastaro dice «il Santo Padre ha scelto la mia umile persona per essere in mezzo a voi il pastore che guida all’incontro con il Signore, per essere il seminatore che con generosità semina la Parola del Signore. Nella consapevolezza della grandezza di questo compito non posso che ringraziare il Papa per la fiducia e la benevolenza che ha avuto verso di me».

I vescovi ordinanti saranno Mons. Cesare Nosiglia (Arcivescovo di Torino), Mons. Francesco Ravinale (vescovo Emerito di Asti) e Mons. Virgilio Pante (vescovo di Maral-Kenia) i quali consegneranno il bastone pastorale, la Mitria e l’anello episcopale.

Il vescovo uscente, il quale riceverà in dono una raccolta delle diciotto lettere pastorali da lui redatte in questi diciotto anni di episcopato, resterà a vivere ad Asti e chiede di essere ancora chiamato “Padre” perché «la paternità non viene mai a mancare», ha confidato di non avere particolari progetti se non quello di «fare il pensionato, e rimettersi ai piani di Dio».

In occasione di entrambe le cerimonie verranno predisposti alcuni maxischermi all’interno della Cattedrale, per consentire a tutti di avere una buona visibilità del presbiterio. Non sono invece previsti installazioni all’esterno ma i portoni d’ingresso resteranno aperti, sarà quindi possibile ascoltare le funzioni dalla zona antistante la chiesa.