Anche due macheti fra i rifiuti rinvenuti in Corso Matteotti da migranti e volontari.

“Prendiamoci cura della nostra città”, questo il nome dell’iniziativa promossa dalla associazioni Senegalo-Italiana Asti e provincia e Gambiani Asti, con il sostegno del Comune di Asti, dell’ANANSE, del CPIA di Asti e della Cooperativa FA Servizi. I lavori sono iniziati alle 9,30 con un dibattito sull’integrazione tenutosi in Piazza Marconi, al quale sono intervenuti il Sindaco Maurizio Rasero, il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Boccia e delle pari opportunità Nadia Miletto, gli Assessori Mariangela Cotto ed Elisa Pietragalla e i Consiglieri Elisabetta Lombardi e Mario Malandrone. Un centinaio i volontari che, armati di ramazze, guanti e sacchi per la spazzatura si sono impegnati a ripulire la stessa Piazza Marconi e Corso Matteotti, affiancati dall’operaio Asp Massimo Tagliaferro il quale ci racconta “io sono molto favorevole a questo tipo di iniziative e sono disponibile a promuoverne altre, ho distribuito il materiale necessario e ho raccolto i sacchi man mano che venivano riempiti di ogni genere di spazzatura: capi di vestiario, lattine, bottiglie, ramaglie e rifiuti organici”. Giunti presso il parchetto storicamente definito “il buco” (Via Lessona) incontriamo alcune mamme residenti in zona, le quali ci raccontano di come cerchino di prendersi cura di quel piccolo spazio verde, per offrire ai loro bambini un punto di ritrovo sicuro “siamo un gruppo di mamme di varia nazionalità e i bambini che quotidianamente giocano qui sono una ventina, ci alterniamo nella cura degli spazi ma purtroppo non basta, persiste una situazione di degrado e incuria”. E’ proprio all’interno del parco di Via Lessona che, durante le operazioni di pulizia, vengono rinvenuti persino due macheti. I volontari impegnati nella raccolta sono per lo più Senegalesi e Gambiani, molti dei quali provenienti da altri quartieri, “stanchi di sentirsi dire di essere gli unici responsabili del degrado ambientale che da tempo ha colpito la zona”. Domandiamo l’opinione di alcuni esercenti di Corso Matteotti, i quali non hanno potuto prendere parte alle operazioni di pulizia perché impegnati nella loro attività, ma nei giorni precedenti l’hanno sostenuta attraverso la diffusione di locandine e volantini “la responsabilità non è solo degli extracomunitari ma di tutti i residenti, che siano italiani, albanesi o rumeni. Basti guardare i marciapiedi: bisogna fare lo slalom fra gli escrementi dei cani, lei ha mai visto un senegalese portare a passeggio un cane?”. Naturalmente non sono mancate le polemiche in rete, alcune anche piuttosto colorite, sull’inutilità di un solo giorno di pulizie contro 364 giorni di incuria e si sono sprecati gli attacchi all’amministrazione comunale la quale, comunque, era presente in maniera attiva e sta già valutando la possibilità di estendere l’iniziativa ad altre zone della città. Serena Schillaci