Al teatro Alfieri “Il piacere dell’onestà” con Geppy Gleijeses e Vanessa Gravina

Martedì 19 marzo alle 21 al Teatro Alfieri va in scena “Il piacere dell’onesta” di Luigi Pirandello con protagonisti Geppy Gleijeses e Vanessa Gravina, regia di Liliana Cavani. Con loro sul palco Leandro Amato, Maximilian Nisi, Tatiana Winteler, Mimmo Mignemi e Brunella De Feudis.

Lo spettacolo sostituisce “Voci nel buio” di Laura Morante, che ha cancellato il tour per sopravvenuti impegni cinematografici.

È una commedia in tre atti derivata dalla novella Tirocinio del 1905 e rappresentata per la prima volta nel 1917. Angelo Baldovino accetta la proposta di sposare Agata, messa incinta dal marchese Fabio Colli, che non può sposarla perché già ammogliato. Egli dovrà essere soltanto in apparenza un marito, per salvaguardare la rispettabilità di Agata e consentire al marchese di continuare a frequentarla. Baldovino è stato scelto per questo singolare compito perché uomo fallito, di scarsa moralità, ritenuto pronto ad accettare ogni proposta per guadagno; invece egli prende la cosa con estrema serietà, pensa di poter rendersi utile alla ragazza in difficoltà, al nascituro cui potrà dare il suo nome e allo stesso marchese Fabio, legato a una moglie che lo tradisce. La sua risposta è chiarissima: «Sposerò per finta una donna; ma sul serio io sposo l’onestà». Già nel dialogo preliminare con Fabio dichiara che diventerà «un tiranno» per ottenere che tutti stiano dignitosamente ai patti. E, in realtà, dimostrerà un rigido rigore morale che metterà in soggezione e in difficoltà tutti. Agata, che ormai pensa soltanto a essere madre e quando nascerà il figlio si dedicherà interamente a lui, dopo il matrimonio, non vuole più avere contatti con Fabio. Il marchese ne è esasperato; crea una società e chiama Baldovino a farne parte, sperando che rubi o, alla peggio, di tendergli una trappola per accusarlo di disonestà e liberarsi di lui. Baldovino si comporta nella società con competenza e rigore morale, risul­tando d’esempio agli altri. A Fabio non resta che tendergli una trappola…

Ancora una volta Pirandello si serve di un matrimonio bianco per creare situazioni che finiscono per svelare la vera natura dei personaggi. È un modo di contravvenire alle regole sociali per mettere in evidenza virtù non convenzionali che albergano nell’animo del protagonista il quale, in questa commedia, da uomo squalificato cui gli altri intendono affidare un compito degradante, credendo alla bontà della sua missione in difesa di umani valori (Agata e il suo bambino), si rivela uomo di alta qualità morale e di autentica bontà, anche se, da questa sua conquistata condizione, si diverte «pirandellianamente» a mettere in ridicolo la falsa rispettabilità degli altri.

Biglietti 20 euro (15 euro loggione), per informazioni e prenotazioni 0141.399057 – 399040, biglietteria teatro aperta dal martedì al venerdì con orario 10,30-16,30.