Premiato con il Casco d’Oro 2018, il pilota monegasco Charles Leclerc – nuovo acquisto in casa Ferrari – si è concesso con grande disponibilità a selfie e interviste. Il talentino classe 1997 appare sempre molto solare e disponibile, entusiasta per questa nuova esperienza che per lui è un sogno che diventa realtà.
Nonostante la premiazione fosse rivolta alla brillante stagione appena conclusa con la Sauber, le domande principali riguardano il suo debutto sulla Rossa a partire dal 2019: «Non sento molta pressione. Piuttosto sento il supporto della squadra ed è una cosa che mi fa molto piacere. Il mio obiettivo è ovviamente fare il massimo e rispettare le aspettative nei miei confronti. Avrò accanto un campione come Vettel che sarà un aiuto importante per crescere e imparare. È una bella persona, oltre che un gran pilota. Ho avuto modo di conoscerlo quando lavoravo al simulatore di Maranello. Mi ha sempre mandato dei messaggi di ringraziamento per il lavoro che facevo». Il monegasco, parlando un buon italiano, ha poi aggiunto: «Come obiettivi, è chiaro che essendo in pista con una Ferrari vorrei vincere un paio di Gran Premi. Quali? Monaco, la mia gara di casa, e Monza. Ma soprattutto non vedo l’ora di correre in Italia da pilota Ferrari». Il pilota ha poi concluso ricordando il suo esordio in Formula 1 da campione del mondo della classe cadetta «Le prime gare non sono state facili, venivo da una Formula 2 che è una monoposto ovviamente molto differente, e c’è voluto qualche Gran Premio per mettere tutto a fuoco. Poi è arrivato il weekend di Baku, ed è stato un momento importante, a cui sono seguiti altri bei momenti come la qualifica del Gran Premio del Brasile».
Chi difficilmente potrà rendere ancor migliore il suo rendimento pressoché perfetto, intanto, è Lewis Hamilton. Nonostante l’età anagrafica, e non solo, possano consentirgli di proseguire ben oltre il termine del suo contratto (2020), il pilota britannico ha voluto precisare come non sia del tutto scontata una sua permanenza nel circus: «Non ho ancora idea di ciò che mi possa aspettare un domani, ma in questo sport succede sempre che chi smette, voltandosi indietro, si renda conto di aver fatto solo quello nella vita…»